Atto Aziendale Asl Roccadaspide, amministrazione non partecipa a manifestazione di protesta. Iuliano: «Nessun coinvolgimento»

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Scoppia la polemica su quella che sembrava essere la tanto attesta mobilitazione di protesta in programma per sabato 22. Alla manifestazione organizzata dal comitato civico ‘Salviamo l’ospedale di Roccadaspide e della Vallo del Calore’ non parteciperanno, infatti, il sindaco e i consiglieri di maggioranza. La protesta doveva essere un mezzo per far sentire la voce popolare contro i duri cambiamenti che subirà il presidio e che sono previsti dall’Atto Aziendale Asl Salerno. Secondo il nuovo piano ospedaliero, infatti, Roccadaspide per la sua posizione logistica è configurato come punto di accesso in deroga in zona particolarmente disagiata, dotato di 20 posti letto. Diminuiti, quindi, i posti letto da 70 a 20. Il presidio, inoltre, perderà i reparti di cardiologia, ortopedia e chirurgia. Ieri, in occasione del consiglio comunale, dove tra i punti del giorno appariva in primis la questione dell’ospedale, il sindaco Gabriele Iuliano ha precisato che né lui, né la sua giunta parteciperanno. Di tutt’altro parere sembra essere invece la minoranza, che non ha esitato un solo momento alla prendere parte alla protesta.  Il Giornale del Cilento ha così contattato sia il sindaco Iuliano che il vice sindaco Auricchio (che nella battaglia contro l’Atto Aziendale occupa un posto in prima linea) per capire quali ragioni si celano dietro questa decisone, perché mai un sindaco non dovrebbe partecipare ad una manifestazione popolare che accomuna gli interessi della popolazione intera?

Girolamo Auricchio «L’amministrazione è del parere che se una manifestazione va fatta, va fatta con i sindaci, con la chiesa, con le scuole, con tutte le istituzioni del territorio, non si può improvvisare una manifestazione. Siamo favorevoli a una manifestazione, ma con data da comportare assieme a tutte le istituzioni. Mi sembra che ora l’hanno infatti rinviata».  

Gabriele Iuliano «Non abbiamo avuto nessun coinvolgimento, è un’iniziativa che ha preso questo presidente del comitato che con noi non ha mai parlato con me o con l’amministrazione. Sappiamo della manifestazione grazie ai giornali. Ieri, in consiglio comunale, ho detto che queste fughe in avanti possono essere anche nocive in questo momento, poiché dovrebbe essere valutate previa un processo generale di valutazione generale. In questo momento l’azione che è in campo è l’azione politica dei sindaci, 23 sindaci e due presidenti della comunità montana rappresentano tutto tutto il comprensorio e che unilateralmente hanno sottoscritto questo documento che è stato portato all’attenzione della presidenza, c’è un’interlocuzione aperta con il presidente Vincenzo De Luca e che ci incontrerà dopo aver fatto una valutazione con la sua squadra tecnica. Sinceramente io prendo le distanze da un presidente di comitato che offende a destra e a manca i sindaci e l’amministrazione. Non so nemmeno come lo è diventato, ma, le ripeto, io prendo le distanze da uno che  decide di sputare veleno con frasi al limite del codice penale, anzi ha addirittura incitato alla violenza contro il vice sindaco. E questo non significa che io non voglia valutare anche l’ipotesi di fare una manifestazione, ma che sia civile, ben organizzata e che faccia sentire la nostra voce. Ma che sopratutto sia complessiva, che veda il coinvolgimento di tutte le istituzioni, non cose improvvisate e unilaterali, che in questo momento possono solo mettere il bastone tra le ruote alle trattative in corso con la presidenza. Questa è una strumentalizzazione, la minoranza partecipa per screditare, per creare solo contrasti senza aiutare realmente la causa dell’ospedale. Immaginate se questi fanno un’organizzazione senza la voce di popolo che si aspetta, questo graverebbe tantissimo su tutte le manovre di opposizione all’Atto Aziendale che stiamo portando avanti con costanza e serietà».

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