Il maxicondono di colf e badanti è riuscito a metà, la procedura on line chiude a mezzanotte

«L’abbiamo spedita a metà mese. Ora non ci resta che aspettare e pregare». Irina è una giovane moldava. Fa la colf per una famiglia di professionisti romani. Oggi è un’invisibile, un’immigrata irregolare. Ma è stata fortunata: «I miei datori di lavoro hanno presentato domanda di sanatoria». Solo così Irina potrà salvarsi dai rigori del nuovo reato di clandestinità. Come lei, tante sono le immigrate che stanno cercando di emergere. Quante? Meno delle previsioni del Viminale, in verità.

Il maxicondono di colf e badanti straniere ha infatti partorito una minisanatoria. I numeri parlano chiaro: dal 1 al 30 settembre alle ore 9 (la procedura on line chiuderà oggi a mezzanotte) sono state 266.092 le domande di regolarizzazione trasmesse on-line.

I moduli richiesti riguardano soprattutto lavoratori ucraini (42mila), marocchini (38mila), moldavi (29mila) e cinesi (22mila). Le domande più numerose provengono dalla provincia di Milano con oltre 50mila moduli scaricati, seguita da Roma con oltre 37mila. A essere richieste sono soprattutto colf (161mila).

Nonostante la notevole accelerazione degli ultimi giorni, non sono state rispettate le stime originarie del ministero dell’Interno, che prevedeva tra le 500 e le 750mila domande. Perché? Innanzitutto, molti datori di lavoro hanno preferito rimanere nel sommerso, per convenienza (non dover presentare il 740) o paura. Non solo. Secondo alcune associazioni a frenare la regolarizzazione sarebbero stati anche i requisiti imposti: l’idoneità dell’alloggio del lavoratore, il limite di reddito (20mila euro) richiesto al datore di lavoro per le colf, il minimo di 20 ore settimanali dovute da contratto.

Per questo Asgi, Arci e Cgil hanno chiesto al governo di emanare un decreto-legge per estendere a tutti i lavoratori stranieri (e non solo colf e badanti) la facoltà di regolarizzare la propria posizione; di consentire la sanatoria anche degli immigrati che svolgono contestualmente più rapporti di lavoro a tempo parziale e infine di prorogare il termine per accedere alla regolarizzazione. Anche l’Adoc, la Uil e l’Associazione nazionale datori di lavoro domestico auspicano una proroga dei termini di regolarizzazione.

Ma il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, fa sapere che non ci sarà alcuna proroga: «Chi non ha usufruito della norma per la regolarizzazione ha deciso di continuare nel lavoro irregolare e sarà soggetto a sanzioni previste dalla legge». Il ministro contesta anche chi ha parlato di flop per la regolarizzazione: «Si sono fatte stime a casaccio, chi ha parlato di 500mila, 700mila, o un milione di domande, ma la norma è stata fatta per fare emergere il lavoro nero di colf e badanti e basarsi sulle stime fatte per dire che è stato un flop è sbagliato».

Per quanto riguarda la provincia di Salerno, secondo i dati forniti dalla Prefettura, le domande di regolarizzazione presentate on line, fino a ieri, sono state circa 3200. Questa cifra supera di molto le aspettative di qualche tempo fa, pure in relazione ai requisiti imposti dalla normativa. 

FONTE: http://www.repubblica.it/