Bomba d’aereo della seconda guerra mondiale in mare neutralizzata a Salerno

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Nel pomeriggio di sabato i palombari del Gruppo Operativo Subacquei del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare , distaccati presso il Nucleo Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi di Napoli, hanno ricevuto una segnalazione relativa al ritrovamento nel porto di Salerno di un presunto ordigno bellico che una draga, impegnata nei lavori di dragaggio dei fondali dello scalo salernitano, aveva rinvenuto nel condotto di aspirazione della sabbia. Così domenica gli operatori dello Sdai si sono recati sul posto ed hanno verificato che si trattava di una bomba d’aereo da 100 libbre, di costruzione statunitense, risalente al secondo conflitto mondiale, con all’interno circa 28 chili di tritolo.

Gli esperti della Marina Militare hanno quindi provveduto a rimuovere, con tutte le cautele che richiedeva il caso, l’ordigno che è stato rimesso in acqua e, appeso ad un galleggiante, è stato trasportato in sicurezza ad oltre tre miglia al largo del porto, in un’area appositamente designata dalla Autorità Marittima locale. Giunti sul posto, i Palombari della Marina Militare hanno applicato alla bomba rinvenuta una “controcarica” e, pochi minuti prima delle 12:00, hanno effettuato il brillamento neutralizzando così l’ordigno rinvenuto.

Si tratta di interventi che rappresentano una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione.

Lo scorso anno i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e bonificato oltre 72.000 ordigni esplosivi, di origine bellica, rinvenuti e neutralizzati nei mari, fiumi e laghi italiani, senza contare gli oltre 26.250 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm.

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Con una storia di 170 anni alle spalle, i Palombari del Comsubin rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità ed in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) ed a favore della collettività.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente presso i Gruppo Scuole di Comsubin che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

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