Borgo San Severino, in tempi di pandemia il presepe vivente diventa social

di Luigi Martino

«La pandemia ci ha costretti a stare lontani. Abbiamo avuto paura, ma abbiamo anche riscoperto ritmi lenti. Siamo rimasti in casa, mentre ci accorgevamo del valore della quotidianità, del mondo che c’è là fuori, del contatto con gli altri. E’ la prima volta che il mondo intero sente il bisogno di ricominciare. Abbiamo bisogno di una nuova genesi e dobbiamo ripartire dalle cose che contano». E’ il pensiero dei ragazzi di San Severino di Centola che in ‘tempi normali’ ci hanno abituati ad assistere al meraviglioso presepe vivente inscenato tra le stradine e i ruderi del borgo antico che s’affaccia sul fiume Mingardo e sul paese nuovo.

I ragazzi, in questo anno particolare, hanno deciso di unirsi e continuare la tradizione (nel rispetto delle norme anti-covid). Il titolo di questa edizione 2020 del Presepe Vivente del Borgo è ‘Le cose che contano‘. «Sono le poche cose che contano. Sono le poche cose che servono. Quelle poche cose che restano. Sono le poche cose che contano».

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