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Vicenda depuratore di Sapri, il sindaco: rinfoltiremo la barriera arborea. Il comitato “Fortino” chiede la pannellatura dell’impianto

di Redazione

Nei giorni scorsi si è acceso un confronto-scontro tra le ammistrazioni comunali di Sapri e Vibonati e il comitato civico "Fortino", in relazione al depuratore di Sapri che si trova nel territorio di Vibonati. In una richiesta inoltrata alle amministrazioni interessate, il comitato presieduto da Giuseppe Colella metteva in evidenza che il depuratore in questione

"sorge a ridosso delle abitazioni e a poche decine di metri dal centro cittadino di Sapri ai confini tra comune di Vibonati e Sapri costituendo grave pericolo alla salute pubblica per immissione libera nell’area di fumi (aerosol) cancerogeno, discarica di fanghi, aria nefitica nei periodi estivi di sovracarico dell’impianto.
Tutto ciò costituisce un serio pregiudizio per la tutela dei cittadini che si manifestano con alterazioni del sistema immunitario, epatiti, tumori.
Il comitato, nella diffida inoltrata il 1-12-09, proponeva interventi urgenti quali:
1) copertura vasche di ossidazione
2) schermatura dell’impianto
3) avvio procedura di delocalizzazione in zona idonea"

Il comitato metteva inoltre in risalto il fatto che a pochi metri di distanza dall’impianto, ritenuto non a norma, c’è una scuola pubblica, oltre a una caserma dei carabinieri.

Per tali motivi, chiedeva che gli interventi previsti fossero realizzati entro un mese dai due Comuni interessati e specificava che in caso contrario il comitato sarebbe risorso all’autorità giudiziaria.

Secondo il sindaco di Sapri, Vito D’Agostino, dai rilievi risulterebbe invece che l’impianto in questione "è un modello per gli impianti di depurazione. Funziona bene e rispetta i parametri di legge". Per ciò che concerne la vicinanza alle abitazioni, D’Agostino ha affermato che il depuratore è stato costruito prima delle case che ora si trovano a pochi metri dalle vasche. "Noi faremo quello che dice la legge, cioè rinfoltiremo la barriera arborea. Per il resto il depuratore funziona bene. E’ una follia pensare di smantellarlo nel giro di 30 giorni" Il sindaco ha sottolineato le responsabilità di coloro che hanno autorizzato il sorgere di abitazioni nella zona e ha fatto riferimento alla necessità di un interessamento anche del comune di Vibonati, sul quale l’impianto si trova, poiche "è un impianto che possiamo considerare a tutti gli effetti un impianto consortile".

Dal canto suo, il vicesindaco di Vibonati ha riferito che c’è la volonta, di concerto col sindaco saprese, di intervenire per la pannellatura dell’ impianto.

Inoltre, ha sostenuto che l’Arpac avrebbe fatto nella zona dei rilievi i cui esiti sono stati rassicuranti. Dicendosi disponibile a sentire le ragioni del comitato "Fortino", il rappresentante del Comune di Vibonati ha comunque specificato che la risoluzione del problema, per la complessità che lo caratterizza, è concepibile solo nel "medio e lungo termine".

Il presidente del comitato "Fortino", in relazione a quanto riferito da D’Agostino, ha di contro affermato che le abitazioni e la scuola sarebbero sorte nella zona allorchè sul territorio c’erano solo le vasche dell’impianto. Colella ha poi riferito che riguardo alla vicenda-depuratore già nel 1997 era stata emessa un’ordinanza con la quale si obbligava l’ amministrazione a dotare l’impianto di sistemi di sbarramento e di filtri verdi. Il comitato "Fortino" ha dunque rimarcato la necessità di intervenire in breve tempo per dotare l’impianto di idonei pannelli, oltre che di intervenire con la protezione arborea; ciò anche in relazione al sopraggiungere dell’estate, periodo in cui il sovraccarico provoca effetti dannosi, alla salute e all’ambiente, ancora più consistenti.

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