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Caso Don Olindo, i residenti del quartiere la Punta: silenzio incomprensibile del sindaco e dell’assessore Guzzo

di Rosamaria Romanelli

Continuano le polemiche ed i commenti su facebook per il caso del cancello posto in una delle cale più belle di Marina di Camerota, da parte di alcuni privati che qui risiedono da decenni. Il condominio Mariosa che gode di una veduta mozzafiato su questo angolo di Tirreno e che viene riconosciuto dalla gente del posto come una residenza storica abitata da gente rispettabile, ha apposto un cancello in cima alla scogliera, come è stato pubblicato su questo giornale nei giorni scorsi, per delimitare una proprietà privata. Da un lato le loro ragioni, ovvero quelle di chi vuole tutelare la propria privacy e vuole tenere lontani avventori e turisti irrispettosi delle regole del vivere civile, trasformando questi scogli – come dai Mariosa più volte scritto su Facebook – in un immondezzaio, sigillate da un cancello su una "proprietà  privata" che è anche luogo di balneazione. Dall’altro le ragioni degli abitanti del quartiere e di molti cittadini di Camerota che pur condividendo la necessità di rispettare quegli scogli, vedono questo tentativo come un primo passo per trasformare quel luogo di balneazione aperto a tutti per decenni, in una "piscina privata di corte". Insomma in questi giorni sono state sciorinate carte, documenti, sentenze, per vedere da quale parte stia la ragione, se dalla parte dei Mariosa che definiscono la scogliera proprietà privata e pertanto accessibile solo agli ospiti da loro desiderati, o dalla parte dei residenti che annunciano battaglia affinchè un pezzo fondamentale della costa marinara non sia sottratto per uso privato. In mezzo però c’è l’amministrazione di Camerota, tirata in ballo in queste ore anche dai familiari Mariosa che su facebook hanno pubblicato la copia di un assegno a loro dire relativo ad un pagamento, annunciato al popolo della rete, come simbolo, vessillo di una sconfitta del Comune di Camerota, "una delle tante" come evidenziato, e di vittoria dei Mariosa, sull’antica questione della proprietà privata o meno di quel pezzo di scogliera. Va ricordato che già negli anni addietro fu installato un cancello dai familiari Mariosa, oltre che targhe indicanti proprietà privata, ma che però fu tolto grazie all’intervento dell’amministrazione comunale che, attraverso i vigili urbani, determinò la rimozione di quella barriera. Dopo alcuni anni i Mariosa ci riprovano proponendo una serie di incartamenti a conferma delle loro ragioni. Dopo che questo giornale ha pubblicato le sentenze del consiglio di Stato, alla nostra redazione giungono, da parte di alcuni residenti del quartiere La Punta, che a loro volta hanno chiesto l’ausilio di avvocati, dicevamo: giungono smentite circa la pubblicazione dell’assegno su facebook , da parte dei Mariosa. "Tutte le carte che hanno tirato fuori i Mariosa fino ad oggi non valgono nulla  rispetto alla sentenza che è stata emessa dal Consiglio di Stato. Ora ci provano pubblicando un assegno immaginando che tutti caschino in questo tranello", dicono alcuni residenti della Punta mobilitati per la vicenda. L’ennesima prova dell’agire ingannevole è dato da questo assegno pubblicato – aggiungono -. L’assegno si riferisce ad un’istanza di installazione del cancello fatta nel 2003 alla quale il Comune non ha dato risposta. I Mariosa fecero ricorso al TAR ed il TAR intimò il Comune ad aprire il procedimento che si è chiuso con l’ordinanza del Consiglio di Stato positiva per il Comune di Camerota e per i
suoi cittadini". All’indignazione degli abitanti del quartiere La Punta, si affianca la voce di chi di questa vicenda ne sa qualcosa anche perchè all’epoca dei fatti faceva parte dell’amministrazione che determinò la rimozione della barriere, Antonio Romano, attuale consigliere di minoranza del Comune di Camerota: "Ora il Sindaco Bortone dovrebbe difendere i suoi cittadini facendo rispettare il ‘verdetto’ del consiglio di Stato e la legge. Fa specie il silenzio ‘assordante’ dell’assessore al Demanio, Pier Paolo Guzzo". Molti residenti della Punta contavano sul sostegno dell’assessore Guzzo e ancora credono nella sua volontà di agire per liberare quell’area da desideri privatistici. Alcuni malpensanti invece credono che questo sostegno non potrà arrivare. Tra i motivi c’è il fatto che Guzzo più di altri conosce questa vicenda proprio per la vicinanza al cancello di una delle residenze di famiglia. Staremo a vedere quale dei due fronti avrà ragione rispetto all’agire dell’assessore.  Quanto all’incuria del sito da parte di alcuni turisti, gli abitanti della Punta tengono a precisare che "condividono lo spirito di chi vuole tutelare questa scogliere e vuole che si rispettino le regole del vivere civile, magari anche con un maggiore protagonismo e impegno da parte degli stessi residenti che devono assumersi maggiori responsabilità nella prevenzione, nel controllo ed anche nella pulizia dell’area. Quello che però rifiutano è lo strumento di un cancello che viene inteso come un primo passo per trasformare, col tempo, un luogo di balneazione di tutti in un luogo riservato a ‘pochi privilegiati’, oltre ad un atteggiamento arrogante volto a "trattare i residenti come ospiti e gli ospiti come padroni".

 

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