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Oggi il verdetto per il reintegro al lavoro dell’ex comandante dei vigili urbani, Antonio Ciociano

di Maria Antonia Coppola

Oggi alle 10,30 a Vallo della Lucania ci sarà, probabilmente, il responso del giudice del lavoro, per la causa che l’ex comandante dell’ex corpo dei vigili urbani di Camerota, Antonio Ciociano, ha mosso contro l’amministrazione comunale che lo ha dimissionato. Oggi, "un atto illegittimo fatto per mandare a casa delle persone che avevano acquisito un diritto", come fu commentato da Antonio Troccoli in una intervista rilasciata al nostro giornale, probabilmente, sarà sgretolato dalla giustizia, oppure plauderà chi si è così tanto prodigato a volerlo. Sicuramente una sentenza ci dirà, definitivamente, cosa è da ritenersi legittimo.  Se risulterà da questa sentenza, che l’amministrazione comunale ha commesso un errore, certo si correrà il rischio di entrare in un contenzioso che pagheremo tutti molto caro, in onore e oneri.


Durante l’ultimo consiglio comunale, la maggioranza ha votato con provvedimento immediato,  una delibera che ha eliminato, di fatto, il corpo di polizia municipale. Una decisione che non è stata motivata politicamente e che ha escluso la possibilità a Camerota di essere il comune capofila di un  raro servizio di polizia locale, che avrebbe accorpato altri comuni di ambito territoriale a sé, giovando all’immagine e alle casse comunali di Camerota. La proposta di delibera si è avvalsa di una Legge Regionale del 2003, che inutilmente l’opposizione ha provato a dire, portava l’amministrazione a compiere un errore avvalendosene e votando a favore di un atto di delibera illegittimo, in quanto a quella legge regionale non è mai seguito un Regolamento che la rendesse attuativa.  
Se la sentenza di oggi annullerà il licenziamento dell’ex comandante dei vigili urbani di Camerota, ci sarà probabilmente da preoccuparsi, ma non per il rientro al lavoro di un ‘impunito’ dipendente comunale.

Alla vigilia della causa di lavoro ecco quanto ci ha detto Antonio Ciociano

Domani è il grande giorno. Come sta?
In senso umorale? Tranquillissimo. L’unico problema è combattere contro ‘questi mulini a vento’. Per il resto sono tranquillissimo, anche perché per me la pensione è un fatto ormai mentalmente acquisito. Nel senso che ho lavorato una vita per la pensione, adesso voglio averne paura? E’ un mio merito la pensione, non è un demerito.
E’ il sistema che non posso accettare, anche sulla delibera che ha eliminato il corpo di polizia municipale, è un altra azione che hanno fatto nei miei riguardi. Non hanno capito che è un atto nullo a tutti gli effetti, fatto un ricorso, l’atto si annulla. E il ricorso glielo farò fare dal sindacato. Quando loro, vanno ad applicare una norma che è contraria a quanto dice una legge dello stato, la Legge 65 del 1986, che prevede che i comuni con personale inferiore a 15 unità o si associano oppure nel giro di un anno passeranno alle dipendenze della Provincia, mi sa dire che motivo hanno loro di appigliarsi ad una legge che non ha nessun valore attuativo per poterlo fare?
 

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