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Caso cancello Mariosa. Questo giornale accusato di inneggiare la popolazione all’insorgenza. Forse l’avvocato confonde il diritto di cronaca con l’istigazione

di Maurizio Troccoli

Premesso che già da giorni su Facebook è stata pubblicata una dichiarazione da parte di Ferdinando Schettino con cui questa redazione veniva accusata per non avere pubblicato una presumibile rettifica. I lettori del giornaledelcilento devono sapere che nessuna rettifica è stata fin qui pubblicata, relativamente a dichiarazioni dei Mariosa o di chi per loro, per il caso “cancelletto”, a Marina di Camerota, perché nessuna rettifica è mai pervenuta alla nostra redazione, né in forma cartacea né via mail. Oggi è invece giunta una lettera scritta di un avvocato che chiede di pubblicare la rettifica, come fatto da questa redazione, nella quale Schettino sostiene che l’area chiusa da un cancello è di proprietà privata, allegando alcuni documenti. I lettori devono anche sapere che questa rettifica è stata pubblicata nel rispetto del pluralismo dell’informazione e nel rispetto dell’obbligo di un giornalista di dare voce alle diverse parti coinvolte nella vicenda. Non è dunque nell’annunciata querela che risiede la motivazione della pubblicazione di questo scritto. Annuncio di querela probabilmente legato ad un preconcetto verso questa testata da parte di chi crederebbe  che la stessa non è propensa a pubblicare rettifiche, da questo direttore considerata inconsistente poiché inesistente è l’oggetto della stessa, ovvero la richiesta di pubblicazione di una dichiarazione mai giunta a questa redazione, nonostante l’invito pubblico del sottoscritto ad inviare rettifiche all’indirizzo mail di redazione, sollecitato in uno degli articoli che riguardano la vicenda del cancelletto, pubblicata nei giorni scorsi sul giornaledelcilento.it. Chi conosce questa testata sa bene che non sono gli annunci di querela a fare abbassare la guardia ai nostri cronisti, rispetto al dovere di fare informazione, di informare quindi i cittadini sulle vicende che li riguardano da vicino. Tantomeno nessuno può togliere il sacrosanto diritto di un direttore di testata di esprimere un libero giudizio su di una vicenda a maggior ragione se supportato da atti che questa testata ha reso pubblici. Inoltre nella lettera viene scritto che questo giornale ha inneggiato la popolazione all’insorgenza. L’avvocato che scrive dovrebbe conoscere la differenza che passa tra il dovere di cronaca e l’istigazione alla violenza. Considerarci istigatori è questa sì una accusa meritevole di nota ma lo stile che ci contraddistingue ci permette di non utilizzare la minaccia di querela come arma per intimorire qualcuno. Come già detto ognuno è libero di scegliere gli strumenti, le parole e i metodi che ritiene opportuni. Noi scegliamo quelli garantiti dalla Costituzione e dal codice deontologico della nostra professione che ci permette liberamente di informare i cittadini consapevoli che i nostri lettori sono persone rispettabilissime e dotate di un altrettanto rispettabile livello di intelligenza, capaci cioè di farsi una propria opinione sui fatti senza essere né imboccati né istigati rispetto ai comportamenti da intraprendere. Garantiamo ai nostri affezionati lettori che, come sempre, questo giornale continuerà a fare informazione con il carattere libero ed autonomo che ha sempre dimostrato.

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