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Il piccolo cuore di Jacopo ha smesso di battere. La comunità di Marina di Camerota è incredula

di Rosario Romano

Una lunga attesa dinnanzi alle porte fredde di un ospedale. Una attesa che è sempre interminabile, a prescindere dal tempo reale che ci si impiega per provvedere alle cure. E’ l’attesa dei genitori di Jacopo De Martino, classe ’95, di Marina di Camerota, che da quella porta dell’ ospedale di Vallo della Lucania, ieri non è uscito. Invece…invece da quella porta è uscito qualcuno, in camice bianco, che ha dovuto dare l’improvvisa, tragica notizia ai genitori: Jacopo non ce l’ha fatta.

Sulle ragioni del decesso sono in corso le indagini degli inquirenti, al momento non è dato conoscere i particolari. Sono state avviate le procedure per aprire le indagini alla presenza anche del legale dei familiari del giovane di Camerota.  Quel che è certo è lo stordimento, l’incredulità, l’angoscia di quanti gli si sono stretti intorno, in questi lunghi mesi di convalescenza. Già perchè sulla ripresa di Jacopo ci credevano tutti, prima i familiari, poi gli amici, infine una comunità intera che, giorno dopo giorno, chiedeva informazioni sul suo stato di salute, rassicurandosi alla notizia che il suo umore era sempre migliore, la sua forza di reazione sempre maggiore, la sua voglia di vivere incommensurabile. Jacopo aveva riabbracciato la vita dopo quel tragico incidente dello scorso 6 settembre che l’aveva visto schiantarsi, insieme ad un suo compagno, a bordo di un ciclomotore, contro un muretto di via Sirene, a Marina di Camerota. Prima la paura sulle sue condizioni di vita, poi l’intervento chirurgico, quindi la ripresa accompagnata ad un lungo calvario che lo vedeva trasportato periodicamente in ospedale per le cure. Ma nonostante lo stress, l’affaticamento dovuto alla convalescenza, Jacopo cercava forza anche dove non c’era, guardava avanti e vedeva futuro. "Avrebbe frequentato il primo anno di scuole superiori – dicono alcuni amici – avrebbe fatto probabilmente l’istituto Agrario". Ma quell’istituto Jacopo non potrà più frequentarlo, come non potrà più frequentare i suoi amici e non potrà più vedere il suo amato paese che l’ha visto crescere, divertirsi, e che avrebbe voluto vederlo diventare grande e superare questa terribile fase della sua vita. Il piccolo "motore" del suo corpo non batte più. Ed un tonfo al petto tuona in tutta la comunità di Marina di Camerota che questa mattina si è risvegliata con una notizia che mai e poi mai avrebbe voluto sentire. Jacopo era affidato alle cure del personale medico, lo stesso che conosce quanto delicato possa essere avere premura di una giovane vita che vuole ritornare a "volare". Lo stesso che sa quanto fatali possono risultare alcune scelte. Lo stesso che ora deve confrontarsi con il duro destino della perdita di una giovane vita. E con la perdita di senso, di orientamento, di motivazione di quanti, dinnanzi a loro, non vedono che buio, dolore e rabbia. A loro bisogna dare una risposta. Bisognerà spiegare perchè. Perchè Jacopo non può tornare più a casa. Perchè Jacopo da oggi è un angelo.     

 

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