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Campania, De Luca: «Aperture ristoranti siano definitive, altrimenti drammi»

di Luigi Martino

«L’obiettivo è mettere in campo tutto quello che è ragionevole poter fare ora affinché le progressive aperture siano il più possibile definitive, ed evitare con senso di responsabilità di tutti, di essere costretti poi a ulteriori chiusure, che sarebbero ancora più drammatiche». Lo afferma sui social network il presidente della Giunta regionale, Vincenzo De Luca, dopo un incontro che si è tenuto oggi con i rappresentanti dei ristoratori campani. «La riunione – scrive De Luca – con le associazioni e i rappresentanti dei ristoratori, esercenti bar e pasticcerie, organizzatori di eventi, rientra nel programma di iniziative di ascolto in vista della Fase 2. Abbiamo illustrato l’attuale quadro generale sul piano sanitario, sottolineando l’importanza di giungere in maniera condivisa all’avvio della Fase 2. Massima collaborazione e saranno importanti e decisive tutte le proposte che arrivano dal comparto».

La Regione terrà conto delle diverse articolazioni delle criticità, delle diversità dell’offerta di servizi e delle peculiarità del turismo e dell’accoglienza che rappresentano un settore determinante per il rilancio della nostra economia. Il protocollo per gli esercenti e i ristoratori sarà quindi il più possibile semplificato e terrà conto delle richieste emerse nella riunione. Anche per gli eventi, come i matrimoni, l’Unità di Crisi lavorerà a uno specifico disciplinare». Ma quali sono le aspettative degli operatori? “Stiamo aspettando il protocollo ufficiale, dobbiamo avere tante risposte sul distanziamento tra i tavoli, ai tavoli, sulle sanificazioni dei bagni. Avere un ristorante serio vuol dire sapere come lavorare”. Così Vincenzo Tranchini racconta l’avvicinamento accelerato all’apertura, dal punto di vista de La Bersagliera, il ristorante che è al Borgo Marinari dal 1919 e che «sta vivendo uno dei momenti più difficili di questo secolo di storia». «Ne l’Inail, nè il ministero della Salute hanno dato ancora linee guida, mentre la Regione sta analizzando i protocolli. Il protocollo deve essere applicabile in tutti i locali, grandi e piccoli».

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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