Campania, fase 2: pizza e caffè a domicilio. Ma quanti riaprono davvero?

Infante viaggi

di Luigi Martino

Da oggi la Campania comincia a sperimentare l’avvio della fase 2. Prodotti ‘tipici’ e irrinunciabili, come pizze e caffè, ma anche cornetti ed arancini, potranno essere nuovamente gustati ma non al tavolo o recandosi in pizzeria ed al ristorante. Dalle 16 alle 23 alle pizzerie e dalle 7 alle 14 a bar e pasticcerie potranno essere fatte solo ordinazioni telefoniche o online. Funzionerà insomma esclusivamente il delivery con consegna da parte di personale con le dovute protezioni: c’è attesa per questo via libera visto che nelle ultime ore c’è stato un vero e proprio boom per le app dei rider. Discorso, questo, molto vicino alle città o, perlomeno, ai centri grandi. A Vallo della Lucania e Agropoli, ad esempio, per quanto riguarda il Cilento, qualche bar potrebbe pensare di riaprire i battenti. Ma cosa succede nei piccoli centri?

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Non tutti, dunque, riaccenderanno i forni e le macchine per il caffè. Molti pizzaioli aspetteranno la possibilità di riaprire i loro locali – anche se con le restrizioni legate alla distanza tra i tavoli e alle misure di protezione per il personale – perchè non ritengono conveniente un via libera solo con la consegna a domicilio. Molti altri non sono proprio organizzati e dovrebbero assumere personale nuovo e comprare mezzi appositi. Alcuni – speranzosi – si sarebbero aspettati anche un sì al take away che non sarà invece ancora possibile. Niente asporto, De Luca è stato chiaro. E per i bar? «Nel Cilento il caffè si prende al banco e il bar è un luogo di aggregazione non proprio di necessità» fanno sapere gli operatori del settore. E quindi niente saracinesca alzata, «non conviene» aggiungono. «Nessuno farebbe squillare i nostri telefoni per ordinare la colazione o l’aperitivo».

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