Carlo Acutis, la tomba sarà aperta fino al 19 ottobre

di Marianna Vallone

Si potrà venerare il corpo del Beato Carlo Acutis ad Assisi non più fino al 17 ottobre, ma fino al 19. La decisione è stata comunicata questa mattina dal vescovo diocesano, monsignor Domenico Sorrentino d’intesa con il presidente della Fondazione del Santuario della Spogliazione, don Cesare Provenzi e il rettore padre Carlos Acácio Gonçalves Ferreira. Come da programma ci sarà la celebrazione delle 10,30 di sabato 17 ottobre, ma la chiusura della tomba avverrà in maniera non solenne il lunedì successivo subito dopo l’Angelus.

«La decisione di aprirla per 17 giorni era stata infatti presa per evitare assembramenti pericolosi nel giorno della Beatificazione, dando così la possibilità a più persone e in maggiore sicurezza di venerare il corpo del giovane, come d’altro canto sta avvenendo. Al momento, considerati i numeri, la pandemia in corso e il lavoro straordinario dei soli volontari, si ritiene opportuno chiudere per riaprire definitivamente in un momento più sicuro dal punto di vista sanitario. La venerazione del Beato continua tuttavia nei modi e nei tempi di apertura della chiesa di Santa Maria Maggiore dalle ore 8 alle ore 19», spiega la Diocesi in un comunicato.

Nato nel 1991, il giovane diventato beato ad Assisi il 10 ottobre è morto a soli 15 anni a causa di una leucemia fulminante nel 2006. La sua giovane esistenza ha lasciato il segno, fin da bambino ha diffuso il suo amore per Cristo e per l’Eucarestia attraverso il web, una sua grande passione. Legato al Cilento indissolubilmente. Il nonno materno aveva origini di Centola e la famiglia ancora oggi ha una casa nel centro storico. Carlo tornava ogni estate, amava il mare, la cucina e l’amabilità della gente. Spesso si recava a San Mauro la Buca per pregare il miracolo eucaristico avvenuto nel 1969. Il giovane beato lo inserì nella sua mostra sul web facendolo conoscere a tutto il mondo.

Ha trascorso tutta la sua adolescenza a Milano, era nato a Londra dove i genitori si erano trasferiti temporaneamente per lavoro. La sua è stata una vita normale, tra amici, studio e fede, fino alla morte, avvenuta a Monza. Su sua richiesta, è stato sepolto ad Assisi.

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