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Capitan Calabrese parla chiaro:”Meglio giocare senza stipendi, ma senza neanche il presidente Adinolfi”

di Luigi Martino

Un passo indietro

Quello accaduto nel dopo partita della gara tra U.S.Agropoli e Vietri Baia è il colmo. Le dichiarazioni al vetriolo di capitan Calabrese a nome della squadra contro il presidente Carmine Adinolfi, sono forse il primo caso in Italia in cui i giocatori sfiduciano il loro presidente e non viceversa. Stanchi e colmi di rabbia, i calciatori sono scesi in campo con la mente da tutt’altra parte ma nonostante tutto hanno onorato la maglia, vincendo per tre a uno e compiendo il loro dovere, un dovere morale più che contrattuale dal momento che la controparte, chi doveva rispettare i suoi impegni verso gli undici gladiatori che sono scesi in campo, le promesse non è riuscito a mantenerle. "Aspettiamo le sue dimissioni” ha tuonato Calabrese senza che nessun altro membro della società cercasse di fermarlo, segno che la frattura con il presidente non riguarda solo i calciatori, ma l’intera dirigenza.

Ma perché si è arrivati a questo punto?

Il motivo è evidente: Adinolfi non gode di risorse illimitate da investire nella società dunque per gestire la squadra aveva fatto affidamento su sponsorizzazioni e fondi promessi da altri dirigenti che col tempo sono venuti meno. A questo punto il presidente non ha voluto mettere nuovamente mano al portafoglio: “ho onorato i miei impegni andando anche oltre, sono altri i soci inadempienti” ha dichiarato il numero uno agropolese.
Ma è proprio questo che i giocatori gli rinfacciano: è facile fare il presidente con i soldi degli altri ma un presidente ha il dovere, venuti meno dei soci, di onorare personalmente tutti gli impegni assunti. Si è arrivati insomma al capolinea. La frattura definitiva si è verificata nel corso di una riunione tenutasi negli spogliatoi dello Stadio Guariglia la scorsa settimana quando Adinolfi ha tenuto a rapporto la squadra per invitarla ad attendere ancora qualche giorno per gli stipendi. Ma i giocatori gli hanno fatto notare che sono stanchi di continue promesse e che non si può fare il calcio contando sui soldi degli altri, se non si hanno risorse adeguate per garantire un campionato dignitoso ad una squadra è inutile farsi avanti, non si può pretendere che altre persone buttino via dei soldi per far fare bella figura ad altri. Sentito ciò, il massimo dirigente dei delfini ha lasciato la riunione sbattendo la porta e minacciando tramite la stampa le dimissioni. Si arriverebbe così alla stessa soluzione auspicata dai calciatori, “così – sostengono – nuovi soci potranno avvicinarsi alla società”. E tutti i torti d’altronde non li hanno. Qualcuno pronto a investire se Adinolfi si facesse da parte effettivamente c’è, ma il presidente al di là delle dichiarazioni di facciata non si dimette anzi, nel post gara di Agropoli – Baia 2006, ha dichiarato che in settimana tramite la stampa farà avere sue notizie e che probabilmente annuncerà l’ingresso di nuovi soci.

A questo punto siamo certi che la querelle è destinata ad andare avanti. Martedì i giocatori sperano in un nuovo faccia a faccia al termine del quale Adinolfi accetti di andare via. Se ciò non dovesse accadere sarebbero poche le vie d’uscite. Se non va via lui, i restanti soci dell’U.S.Agropoli potrebbero riunirsi e sfiduciarlo, o accettare di andare avanti con una situazione davvero complessa. Al di la delle situazione economica infatti, i rapporti si sono ormai deteriorati e probabilmente qualcuno dovrà fare un passo indietro per il bene della società e della città perché alla luce di quanto accaduto ieri, sembra proprio difficile che il rapporto possa essere sanato.

Ultime ore, Adinolfi vuole cedere

Carmine Adinolfi potrebbe lasciare nelle prossime ore la presidenza dell’U.S.Agropoli. Il massimo dirigente avrebbe trovato i fondi per pagare tutti gli stipendi arretrati allo staff e ai calciatori, ma questo non dovrebbe bastare a rucire un legame ormai logoro con i calciatori e alcuni dirigenti. Dalle parole di capitan Calabrese a margine dell’incontro tra Agropoli e Baia, si era già capito che qualcosa sarebbe dovuto cambiare.
I giocatori infatti, avevano lasciato intendere che con Adinolfi alla guida della società, loro non sarebbero più scesi in campo preferendo continuare a giocare gratis. Così, ora è tutto pronto per il ribaltone. I fondi trovati in extremis da Adinolfi serviranno a tranquillizzare la squadra ma non a mantenere salda la sua poltrona. I restanti dirigenti infatti, hanno già convocato una riunione durante la quale chiederanno all’attuale numero uno dei delfini di rimanere in società lasciando però la presidenza, che verrebbe ad essere occupata da un volto nuovo, esterno alla società, ma legato all’attuale d.s. Massimo Mastrangelo. Adinofli potrebbe accettare questa soluzione vista la rottura ormai consumata con l’ambiente.

In questo modo, l’U.S.Agropoli potrà proseguire in un campionato dignitioso, continuando a sperare nel sogno play off e nella finale di Coppa Italia.

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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