Direttore sanitario: c’era “un motivo ben preciso” che giustificava il Tso

"Finalmente qualcuno parla, anche se le dichiarazioni del direttore sanitario dell’ospedale ci lasciano sconcertati". Così Giuseppe Tarallo, presidente del Comitato "Verità e Giustizia per Francesco Mastrogiovanni", commenta le dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa da Pantaleo Palladino, il direttore sanitario del "San Luca" di Vallo della Lucania, che in un’intervista aveva detto: "Non ho visionato le registrazioni del ricovero di Mastrogiovanni, nè conosco il materiale esaminato dai periti. Ma nessun paziente o suo familiare si è mai lamentato del lavoro svolto nel reparto di psichiatria. Mi è capitato più volte di recarmi nel reparto in questione. Mi sono ritrovato di fronte a pazienti in giro liberamente per le stanze e piuttosto vivaci. Il reparto era praticamente distrutto, con finestre divelte e porte rotte. Quindi non tutti i pazienti venivano legati a letto. Se Mastrogiovanni era stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio, doveva esserci un motivo ben preciso."

Tarallo, a riguardo, ha riferito: "Non sono arrivate lamentele. Da chi? da chi è morto? O da chi, come hanno scritto i giudici, spesso non è considerato credibile proprio a causa della situazione di disagio psichico in cui si trova? Invito quelli dell’Asl a leggere con attenzione l’ordinanza del gip Nicola Marrone e la decisione del Riesame che – sebbene ha di fatto annullato l’interdizione dalla professione per i medici e gli infermieri del reparto di psichiatria- ha delineato un quadro accusatorio ancora più approfondito e grave. Davvero raccapricciante. I giudici parlano di un reparto non adatto ad accogliere essere umani. E chiariscono, in maniera inequivocabile, che non c’era nessuna necessità di legare per quattro giorni Mastrogiovanni ad un letto, poichè dal video si evince che era tranquillo e sedato; le ordinanze raccontano del fatto che Mastrogiovanni non è stato alimentato, se non attraverso la flebo, nè controllato. Spero che prima di riaprire quel reparto sia letto con precisione quanto sancito dai giudici e che si capisca la gravità di quello che è accaduto."

Palladino, riguardo alla disposizione del Tso, aveva dichiarato: "Non si sottopone un paziente a Tso se non c’è un reale bisogno. Anche per Mastrogiovanni il ricovero è stato disposto insieme da medico di turno e ordinanza sindacale. E’ facile ora accanirsi contro chi ha deciso, ma non si ricovera una persona che non presenta problemi di stabilità".

Sulla fase precedente al ricovero, avvenuto il 31 luglio scorso, il comitatoha presentato a febbraio un esposto alla procura, affinchè si faccia luce sulle modalità di predisposizione del trattamento sanitario obbligatorio e sulle cause che hanno portato a tale misura estrema. Misura avallata dalla firma del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo. Su tale aspetto della vicenda sono in corso delle indagini da parte degli inquirenti "Secondo noi non c’erano assolutamente i presupposti per attuare un Tso; nell’esposto abbiamo messo in evidenza le contraddizioni emerse dall’analisi di documenti ufficiali, quali le relazioni dei vigili urbani e dei carabinieri. Poi, ovviamente, saranno i giudici a decidere. Comunque noi poniamo un problema: non si possono fare Tso per questioni di ordine pubblico, sociale o addirittura in conseguenza di semplici infrazioni del codice stradale, come pare sia avvenuto per Francesco Mastrogiovanni. lo dice la legge. Il Tso è una cura sanitaria. Inoltre, a mio avviso i reparti di psichiatria devono essere aperti a delle autorità di garanzia; ci sono troppi morti in questi reparti, così come nelle carceri".

Nell’ultima parte dell’esposto presentato alla procura dal comitato "Verità e giustizia", oltre alla richiesta di verifica in relazione alla "normale vigilanza" sul reparto che l’Asl dovrebbe garantire a tutela dei cittadini, si apriva uno squarcio inquietante riguardante ciò che potrebbe essere avvenuto nel reparto in questione, sottolineato da Giuseppe Tarallo nell’ambito dell’incontro con la stampa del 4 febbraio. Si legge sull’esposto: "Ci permettiamo di segnalare una grave denuncia postata sul Blog «LA DIMORA del TEMPO SOSPESO» nella sezione dedicata al caso Mastrogiovanni da parte di ANONIMO il 27 gennaio h.10,45am e riconfermata alle h.1,51 pm, e ancora il 2 febbraio h.11,12am dove vengono riportati fatti gravissimi di sua conoscenza e perfino le iniziali di un infermiere del reparto-facilmente individuabile- con riferimento, tra l’altro, a traffici illeciti ( di farmaci, ndr) e a una denuncia di violenza sessuale, chiedendo di verificare e riprendere denunce precedenti che hanno riguardato il reparto in questione".

Pare che anche su questi inquietanti scenari siano in corso le indagini degli inquirenti. Qui di seguito il link per visionare gli interventi postati dall’anonimo sul Blog "La dimora del tempo sospeso":

http://rebstein.wordpress.com/2009/08/19/francesco-mastrogiovanni-anarchico/

Intanto il reparto rimane chiuso. Pantaleo Palladino, ribadendo quanto già fatto sapere dall’Asl- che qualche giorno fa ha parlato pure di una richiesta di deroga alla Regione per l’arrivo di personale specializzato-  ha detto: "La decisione non ha nulla a che vedere con le ultime vicende giudiziarie. I lavori di ristrutturazione e delocalizzazione del reparto erano stati già decisi nel mese di aprile dello scorso anno". Solo coincidenze, ovviamente.