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Rimandati a mercoledì e venerdì prossimi gli interrogatori degli indagati

di Redazione

Erano previsti per stamattina gli interrogatori ai 18 indagati, tutti facente parte il personale medico e infermieristico del reparto di psichiatria del San Luca di Vallo della Lucania, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Francesco Mastrogiovanni, il maestro elementare morto dopo essere rimasto per quattro giorni legato ad un letto d’ospedale. Gli interrogatori sono invece stati spostati a mercoledì e venerdì prossimo. E stamattina davanti al tribunale di Vallo della Lucania c’era un gruppo di persone che ha dato vita ad un sit-in per chiedere "verità e giustizia per Francesco Mastrogiovanni", così come è denominato il comitato costituito appunto per chiedere di fare luce in maniera definitiva sulle modalità che hanno portato alla scomparsa del maestro di Castelnuovo Cilento, dopo l’esecuzione del trattamento sanitario obbligatorio firmato dal sindaco di Pollica, Angelo Vassallo. Tra i manifestanti c’era pure Caterina, la sorella di Mastrogiovanni, che ha detto: "Siamo qui per chiedere giustizia su questa vicenda drammatica e raccapricciante. Gli interrogatori sono stati rimandati, e noi, mercoledì e venerdì prossimi, saremo ancora qui. Sono passati quattro mesi, sembra di vivere in un incubo: non si poteva mai immaginare che una persona che in ospedale doveva essere curata e tutelate, invece viene assassinata, come sono convinta sia successo. I colpevoli si devono vergognare, e devono pagare. Eravamo molto uniti, colpendo lui hanno colpito tutta la famiglia". Tra i promotori del comitato c’è Tarallo, l’ex presidente del parco nazionale del Cilento e del vallo di Diano: "Chiediamo verità e giustizia per Franco. Il senso del nostro sit-in è questo, ed è quello di pretendere che che cose del genere non accadano mai più. Vogliamo che la partecipazione ai funerali di migliaia di persone non si trasformi nell’indifferenza, come spesso capita. Vogliamo far cadere i muri di silenzio davanti a ciò. E’ successo qualcosa di assurdo: una persona amabile, il maestro più alto del mondo, ha subito una vera e propria cattura, e poi è stato portato in ospedale, dove è rimasto legato mani e piedi per quattro giorni e , a quanto sembra, senza essere nutrito. Appena potremo vedere il video, sapremo con certezza. Da ciò che abbiamo saputo, le immagini sono davvero crude, pesanti. Quello che è successo a Mastrogiovanni non deve accadere più. E’ incredibile che, mentre per il caso Cucchi c’è stata una mobilitazione grossa e una risonanza mediatica considerevole, qui l’amministrazione e il sindaco sono in silenzio. Abbiamo creato questo comitato anche perchè vogliamo ribadire che la tolleranza e l’accoglienza devono caratterizzare la nostra terra. Faremo altre iniziative, anche più organizzate, per chiedere giustizia".

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