Giovedi comincia il processo, la difesa parla di nuovo scenario emerso dai tabulati

La prima udienza del processo che vede imputato Giuseppe Russo è ormai imminente e la situazione sembra aver avuto una evoluzione significativa, soprattutto in relazione a nuovi elementi che potrebbero risultare molto importanti per la delineazione di ciò che è effettivamente accaduto la sera del 27 luglio scorso.

Il giovane di Marina di Camerota è accusato di violenza carnale nei confronti di una donna originaria della zona del saprese e si trova tutt’ora in carcere, a Vallo della Lucania.

Secondo quanto dichiarato dalla donna che ha denunciato ai carabinieri la presunta violenza sessuale, l’uomo si sarebbe recato quella sera, poco dopo le 23, nella casa della donna, situata sulle colline del Golfo di Policastro, lontano dal centro abitato. Appena entrato nell’abitazione della trentenne, Giuseppe Russo l’avrebbe afferrata e violentata, poi avrebbe minacciato la donna di ritorsioni nel caso avesse raccontato a qualcuno l’accaduto.

In relazione agli sviluppi di una vicenda che risulta complessa e costellata da situazioni su cui non si è giunti ad una chiarezza univoca, l’avvocato di Russo, che ha più volte sottolineato che il suo assistito sarebbe vittima di una macchinazione, ha riferito: "Abbiamo richiesto delle integrazioni per quanto riguarda i tabulati telefonici. C’erano delle insufficienze, in particolare riguardo alle anagrafiche non specificate; per capirci, sui nomi riferibili ai numeri di telefono. I tabulati non erano completi, ci sono state delle omissioni. Da queste integrazioni è emerso uno scenario che, a nostro avviso, risulta positivo per il mio assistito. Siamo fiduciosi. Avremmo preferito che non ci fosse stato bisogno di richiedere tali integrazioni e che il tutto fosse stato fatto già prima; riteniamo che la fase delle indagini non sia stata portata avanti in maniera ortodossa e giusta."

Sulle indiscrezioni secondo le quali sarebbero coinvolte altre persone nella vicenda e su quelle riguardanti la personalità della donna e i suoi presunti disagi psichici, Paladino afferma: "Anche dalle stesse integrazioni da noi richieste, risulta che la denunciante ha contattato telefonicamente queste altre persone più volte, il giorno stesso del fatto e, in particolare, pure poco prima dell’accaduto. Sulla donna posso dire che, come sanno tutti nell’ambiente di Sapri e Policastro, ha avuto problemi vari e non è certamente tranquillissima. Dai tabulati, inoltre, è evidente che ha delle relazioni sociali molto intense; tantissime telefonate, diurne e notturne. Una vita intensa, diciamo così."

L’udienza che aprirà il processo a Russo avrà luogo giovedì prossimo presso il tribunale di Sala Consilina e, secondo quanto dice Paladino, c’è una buona possibilità che si celebri a porte chiuse, vista la delicatezza della questione. La difesa chiederà nuovamente la custodia ai domiciliari per l’imputato, fino ad ora sempre negata, prima dal gip e poi dal Riesame, facendo probabilmente leva pure sulle condizioni fisiche di Russo, oltre che sul suo status di incensurato. Secondo quanto riferito dalla famiglia e dal suo legale, Giuseppe Russo, in questi cinque mesi di custodia cautelare in carcere, ha perso oltre quindici chili e appare molto provato.