Castellabate, sindaco in polemica con De Luca sulla gestione delle spiagge libere

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di Antonio Vuolo

«Prima studi la norma, incontri le categorie, cerchi di applicarla con i pochi mezzi a disposizione, diventi il nemico di chi queste regole stenta (o non vuole) capirle e poi senti questo messaggio. Basta per favore! Siamo seri!». Con questa affermazione, il sindaco di Castellabate, Costabile Spinelli, non le manda a dire al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che, sabato mattina, parlando da Baronissi in occasione dell’inaugurazione dei lavori della “Città della Medicina”, aveva precisato che il controllo delle spiagge libere per i comuni, mandando l’ennesima stoccata al Governo, è una di «quelle cose che rimangono solo sulla carta e che sarà decisivo il senso di responsabilità di ogni cittadino». Parole che hanno messo in apprensione il primo cittadino del paese di Benvenuti al Sud e altri amministratori del territorio costiero cilentano, già all’opera da diversi giorni per l’adozione di specifici “Piani Comunali” per la gestione delle spiagge libere, così come previsto dall’ordinanza regionale N.50 dello scorso 22 maggio, in linea con i protocolli di sicurezza stilati su scala nazionale.

A guidare la protesta è proprio Spinelli che, tra l’altro, proprio nei giorni scorsi ha ospitato il governatore campano in occasione dell’avvio dei lavori di messa in sicurezza al porto di San Marco di Castellabate. «Dopo vari incontri, nonostante le mille difficoltà, siamo riusciti ad approntare un piano di gestione – aggiunge Spinelli – Poi, ascolti le dichiarazioni pubbliche del presidente della Regione e allora diventa difficile, se non impossibile, imporre delle regole se il messaggio che arriva dall’alto è distorto».

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Da qui, allora, la duplice proposta da parte del Comune di Castellabate alla Regione Campania: un sostegno economico ai Comuni per la gestione delle spiagge libere oppure una rettifica dell’ordinanza, che resterà in vigore fino al 31 luglio (salvo modifiche). «Alla luce di queste dichiarazioni, ci diano un sostegno economico oppure facciano una revoca o quantomeno un chiarimento in merito all’ordinanza in materia ch’è attualmente vigente» conclude Spinelli, preannunciando un’azione congiunta insieme ai sindaci dei territori comunali limitrofi. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il giovane consigliere comunale di Montecorice, Roberto Malzone: «Cambiamenti improvvisi mettono in ulteriori difficoltà i Comuni. Noi abbiamo redatto un Piano che nei prossimi giorni porteremo in Consiglio, ma se cambiano idea vuol dire che abbiamo perso solamente tempo».

Mentre da Agropoli, praticamente il primo comune ad aver delineato un Piano di Gestione, il primo cittadino Adamo Coppola tiene a precisare: «Noi andiamo avanti per la nostra strada e stiamo ragionando insieme ai sindaci dei territori limitrofi al fine di adottare una linea di gestione unica degli arenili liberi». Nel frattempo, prosegue la fase di monitoraggio che per la giornata di sabato (ultimo dato disponibile) ha fatto registrare circa 800 accessi alle spiagge libere, tra Trentova e il lungomare San Marco.

Tra le mete più richieste c’è sempre Pollica-Acciaroli, dove il sindaco Stefano Pisani sottolinea come «questo momento di complessità potrebbe essere utile per qualificare anche la gestione delle spiagge libere» per poi rilanciare la richiesta di un sostegno economico statale «cosicché l’operazione Spiagge Libere, fatta in passato per la repressione del commercio ambulante, si faccia riversando delle risorse ai Comuni per le spese di gestione delle spiagge libere che si dovranno affrontare». Va avanti per la sua strada, infine, anche Camerota. «Misure e idee che cambiano di giorno in giorno non aiutano» precisa il sindaco Mario Salvatore Scarpitta, che nei giorni scorsi ha lanciato il baratto amministrativo per la gestione delle spiagge libere.

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