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	<title>Interviste | Giornale del Cilento</title>
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	<link>https://www.giornaledelcilento.it</link>
	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Wed, 24 Mar 2021 08:30:21 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Ivan e la sua idea di &#8216;Cilento Accuvato&#8217;: «E&#8217; nato tutto per caso»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ivan-e-la-sua-idea-di-cilento-accuvato-e-nato-tutto-per-caso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2021 08:14:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[Ivan Agostino, 33 anni, non se l&#8217;è fatto dire due volte e si è buttato a capofitto in questo progetto social che a pochi mesi dalla sua nascita, sta già [...]]]></description>
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<p><strong>Ivan</strong> <strong>Agostino</strong>, 33 anni, non se l&#8217;è fatto dire due volte e si è buttato a capofitto in questo progetto social che a pochi mesi dalla sua nascita, sta già riscuotendo consensi. Il primo lockdown e la voglia di evadere, di conoscere posti nuovi, di esplorare il Cilento, lo hanno portato alla creazione di <strong>Cilento Accuvato</strong>. L&#8217;intervista.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>Ciao Ivan e grazie per aver accettato l&#8217;invito.<br></strong><em>Ciao Grazie a te per l&#8217;interesse verso il progetto.</em></p>



<p><strong>Da dove nasce questa idea accuvata?</strong></p>



<p><em>Ti racconto come è nato il progetto. Subito dopo il lockdown appena è stato possibile mettere il &#8220;naso fuori&#8221; e andare a fare una passeggiata, ne ho approfittato. Sono andato sul Tresino, la collina nel Comune di Agropoli, piena di percorsi trekking. Dopo i mesi passati chiuso in casa, uscendo soltanto per fare la spesa o per lavoro, fare due passi all&#8217;aria aperta mi è sembrato meraviglioso, tutto sembrava nuovo. Ogni angolo, ogni caletta sul mare sembrava la più bella del mondo, ed ho cominciato a scattare molte foto. Di ritorno dalla mia escursione in solitario, come solito ho fatto vedere le foto a mia sorella, la quale vedendole mi dice: «Dovresti aprire un profilo Instagram». E non me lo sono fatto ripetere due volte, stesso in serata ho aperto il profilo.</em></p>



<p><em>La mattina dopo ragionando poi sull&#8217;idea con mio fratello, è uscito l&#8217;aggettivo &#8220;Accuvato&#8221;, per dare un&#8217;identità al progetto e distinguersi dalle mille pagine social che ci sono in circolazione. E quindi Cilento Accuvato è diventato il nome del progetto, speriamo sia una scelta &#8220;azzecata&#8221;. L&#8217;idea di fondo è che dietro ogni angolo o posto nascosto si può scoprire la bellezza e con questo progetto cerchiamo di divulgarlo.</em></p>



<p><strong>Il Cilento è vessato da tanti limiti: sono più quelli imposti dalla paura di spingersi oltre o quelli infrastrutturali e territoriali?</strong></p>



<p><em>Bella domanda, secondo me sono di più i primi, cerco di spiegarmi meglio.  E&#8217; vero che la nostra terra non si presta a chissà quali infrastrutture per via della sua conformazione morfologica, però questo per altri territori in Italia non è mai stato un problema dal punto di vista turistico- attrattivo, vedi ad esempio la vicina costiera amalfitana o la penisola sorrentina, oppure le cinque terre in Liguria se vogliamo salire più a Nord. Questi territori hanno saputo trasformare i loro punti deboli, dal punto di vista logistico &#8211; strutturale, in punti di forza, ed è quello che dovremmo fare anche noi in Cilento, naturalmente ci vuole la mentalità giusta e il coraggio di cambiare passo rispetto al passato. Devo anche dire però, che da qualche anno a questo parte il vento sta cambiando, molti giovani hanno deciso di impegnarsi e di dare nuova linfa a questo territorio.</em></p>



<p><strong>I social possono essere un mezzo reale di promozione turistica?</strong></p>



<p><em>Assolutamente si, anzi mi verrebbe da dire che ormai sono l&#8217;unico mezzo di promozione turistica possibile. L&#8217;impatto che questi nuovi mezzi di comunicazione hanno nelle nostre vite è sempre più dirompente. Il turista sta cambiando, è molto più consapevole, ricerca i posti da vedere su internet, cerca informazioni, il tipo di attività che è possibile svolgere in quella zona e molto spesso lo fa tramite i Social. Quante volte ci è capitato di andare in un locale o scegliere di visitare un luogo soltanto perchè abbiamo visto le foto dell&#8217;amico su facebook o su instagram? Ecco perchè tra gli obiettivi del progetto Cilento Accuvato vi è proprio la promozione tramite i Social delle nostre bellissime spiagge o montagne, oppure i nostri stupendi borghi. Ovviamente non vogliamo promuovere soltanto le nostre bellezze paesaggistiche, ma anche le nostre tradizioni, dal piatto tipico alle tradizioni contadine e marinare.</em></p>



<p><strong>Dove vuole arrivare Cilento Accuvato e quali sono le soddisfazioni raccolte finora?</strong></p>



<p><em>La soddisfazione più grande fin ora è stata quella di aver creato insieme ad altri amici, Fernanda, Irene e Domenico un percorso trekking, l&#8217; Anello dei Mille all&#8217;interno del mio Comune. Nel giro di poco tempo abbiamo creato un&#8217;evento trekking apprezzato sia da compaesani e non. Non dimenticheremo mai la prima partenza dalla piazza del paese, gli sguardi increduli delle persone davanti ai bar, per nulla abituati a vedere un gruppo trekking in cammino; la salita sui Mille, l’esperienza sensoriale al tramonto, il ritorno in notturna, e per finire il gustosissimo assaggio dell’Aziende Agricole. Provo a descrivere meglio Il percorso.  Il neo-nato &#8220;Anello dei Mille&#8221; è un percorso trekking adattato a tutti  che  vuole promuovere le bellezze paesaggistiche di Albanella, ed in particolare delle colline di Matinella, oltre che promuovere i prodotti locali con la degustazione degli stessi durante il percorso. Si parte da Matinella e risalendo la prima collina, Difesa Monti, o meglio conosciuta dai paesani come la colline de I Mille, si arriva al Parco Eolico con veduta sulla piana del Sele, e su Capri. La collina viene definita de I Mille per via del passaggio, sulla base di aneddoti raccontati dagli albanellesi, dei garibaldini, accampatesi diversi giorni sulla stessa, nei pressi di una vecchia fontana ormai in disuso. Si continua poi per la seconda collina denominata Iscalonga dove è possibile ammirare invece gli Alburni. Il percorso si chiude ad anello tornando al punto di partenza. Crediamo molto in questo progetto e invito tutti i vostri lettori a seguirci per i prossimi eventi sia trekking che in mtb. Non appena sarà possibile infatti riprenderemo sicuramente le escursioni cercando di esplorare sempre posti nuovi e accuvati, tra le mille cose sono anche una Guida Mtb dell&#8217;Accademia Nazionale Mountain Bike, e quindi questo, le escursioni intendo, sarà uno dei focus del progetto.  </em></p>



<p><em>Per quanto riguarda invece la prima parte della domanda&#8230;dove vogliamo arrivare? Cilento Accuvato non è soltanto escursionismo in bici o a piedi, ma tramite i social promuoviamo giorno per giorno le nostre bellezze naturali e culturali. Crediamo che il nostro punto di forza risieda in una sempre crescente consapevolezza e riscoperta del territorio da parte di chi lo vive, ma anche una crescente voglia di conoscere le realtà ancora poco “contaminate” da parte del Turista, sempre alla ricerca di esperienze autentiche. Di fatti cerchiamo di organizzare le nostre escursioni collaborando tutti gli operatori turistici della zona, per far vivere un’esperienza completa. Insomma vogliamo provare a farvi conoscere e apprezzare il Cilento a 360 gradi. E&#8217; un progetto ambizioso e non so se riuscirò mai a realizzarlo, ma a piccoli passi vorrei provare a far diventare Cilento Accuvato sempre di più un punto di riferimento per l&#8217;outdoor in Cilento e per le vacanze in generale, mirando a diventare un progetto di marketing territoriale, con una vera operazione di branding per il Cilento. Ti anticipo che sto preparando un blog, come primo passo di questo cammino.</em></p>



<p><strong>Grazie ancora per questo tempo. Ci salutiamo con un tuo messaggio ai cilentani.</strong></p>



<p><em>Beh, che dire?  Voglio chiudere con un messaggio rivolto ai tanti giovani di questa terra, che come me si trovano ogni giorno a fare i conti con la realtà del posto poco incoraggiante. Restate e non andate via, oppure se andate via, fatelo per tornare! Credete nelle potenzialità del vostro Territorio e investite tutte le risorse a vostra disposizione per renderlo sempre più pieno di eccellenze, come molti altri giovani stanno già facendo.</em></p>



<p><strong>Pagine social &#8216;Cilento Accuvato&#8217;</strong></p>



<p>• <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.facebook.com/cilentoaccuvato" target="_blank">Facebook</a><br>• <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.instagram.com/cilento_accuvato/" target="_blank">Instagram</a><br>• <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.youtube.com/channel/UCpXKDma3czgECl2KL2kRBug" target="_blank">Youtube</a></p>



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<p><strong>Hai un&#8217;associazione, un progetto social o una storia da raccontare? Scrivi a <a href="mailto:martinoluigi9@gmail.com">martinoluigi9@gmail.com</a> oppure contattami direttamente attraverso i miei canali social: <a href="https://www.facebook.com/luigimartinogiornalista">Facebook</a> &#8211; <a href="https://www.instagram.com/luigi_martino/">Instagram</a></strong></p>



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<p><strong></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vassallo, Pisani: «Non è ammissibile che si venga a Pollica ancora a dire chi sa parli»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vassallo-pisani-non-e-ammissibile-che-si-venga-a-pollica-ancora-a-dire-chi-sa-parli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2020 14:57:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
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					<description><![CDATA[di Antonio Vuolo «Dobbiamo avere solo fiducia nell’attuale procuratore di Salerno, sperando che riesca a riannodare le maglie di tutto quello che è accaduto a Pollica e a trovare tutti [...]]]></description>
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<p>di <strong>Antonio Vuolo</strong></p>



<p>«Dobbiamo avere solo fiducia nell’attuale procuratore di Salerno, sperando che riesca a riannodare le maglie di tutto quello che è accaduto a Pollica e a trovare tutti gli elementi necessari per raggiungere la verità». <strong>Lo dice Stefano Pisani, 45enne primo cittadino di Pollica, ai microfoni di </strong><a href="https://www.ilmattino.it/"><strong>Il Mattino</strong>.</a> Ha raccolto l&#8217;eredità di Angelo Vassallo, il sindaco-pescatore cilentano ucciso dieci anni fa con nove colpi di pistola da mani ancora ignote alla giustizia. </p>



<p><strong>Non è la prima volta che la sua comunità finisce per essere etichettata come omertosa. E’ accaduto anche quest’anno. Cosa risponde?</strong> <br>Al decimo anniversario dell’uccisione di Angelo non è ammissibile che si venga a Pollica ancora a dire chi sa parli. I cittadini di Pollica hanno detto quello che sapevano. I verbali degli investigatori sono pieni di dichiarazioni. E, poi, ci sono anche indizi, denunce, che nel corso delle attività hanno purtroppo portato ad andare incontro anche a perdite di tempo. <br><br><strong>Perdite di tempo?</strong><br>Ho letto in questi giorni le dichiarazioni dell’allora procuratore di Vallo della Lucania, Giancarlo Grippo, che ha parlato di qualche segnale anomalo proveniente da Pollica  prima dell’omicidio da denunce anonime. <br><br><strong>Ci spieghi meglio… </strong><br>Non ci dimentichiamo che a un certo punto s’indagava addirittura sul clan Vassallo. Così come la mancanza dello scontrino al ristorante non deve essere inteso come un indicatore di illegalità dilagante o una deriva incontrastabile. E’ un fatto che semplicemente non deve accadere così come non si devono fare abusi edilizi. <br><br><strong>Uno dei fratelli di Angelo, Dario, presidente della Fondazione Vassallo, ha parlato di recente di una Pollica, di un’Acciaroli diversa rispetto a quella che aveva immaginato Angelo.  Pisani cosa ne pensa?</strong> <br>Angelo Vassallo, nella primavera del 2010, raccontava Pollica come il paese dei giovani. Questo era il desiderio di Angelo. Purtroppo sono cose che si sono perse nel tempo e che vanno aggiustate, come stiamo cercando di fare, così come nessuno conosce le difficoltà di fare in modo che gli artigiani abbiano sempre più spazio all’interno del porto di Acciaroli, semplicemente perché non c’è mercato durante il periodo invernale. <br><br><strong>A proposito di porto, ormai è il cuore della movida?</strong> <br>Lo ripeto: Pollica, già per Angelo, doveva essere il paese dei giovani. Si lavora per correggere qualche eccesso, non a caso già l’anno prossimo non ci saranno alcune attività oppure dovranno essere fatte in altro modo. Ma una cosa è certa: il porto di Acciaroli non è una discoteca a cielo aperto. <br><br><strong>Anche quest’anno  non sono mancate le polemiche e anche qualche episodio spiacevole. I controlli?</strong> <br>Assolutamente no. E’ stata un’estate molto faticosa, ma abbiamo fatto un grande lavoro in sinergia con tutte le forze dell’ordine presenti sul territorio per arginare la marea umana che si è presentata alle porte di Acciaroli. Poi, è normale che la nostra anima naturale si perda nelle due settimane di ferragosto, quando le presenze sono davvero tantissime, come del resto in tutte le località turistiche. Noi dobbiamo, quindi, essere bravi a lavorare affinché la nostra connotazione non si perda anche nei periodi più “caldi” e stiamo studiando soluzioni ad hoc anche per questo, dove non ci sarà più spazio per l’elasticità». </p>



<p><strong>Un compito non proprio semplice, no? </strong><br>Ci vuole un cambiamento culturale. Purtroppo, quando si guardano le cose da fuori, tutto appare molto più scontato quando invece non lo è. </p>



<p><strong></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Padre Enzo Fortunato: «Al di là della fede, un uomo è tale quando rispetta l’altro»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/padre-enzo-fortunato-al-di-la-della-fede-un-uomo-e-tale-quando-rispetta-laltro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2020 15:39:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[di Giangaetano Petrillo Conosciuto sul piccolo schermo per aver avuto modo di entrare a far parte di alcuni programmi televisivi targati Rai, lui è Padre Enzo Fortunato ed è giornalista [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di <strong>Giangaetano Petrillo</strong></p>



<p>Conosciuto sul piccolo schermo per aver avuto modo di entrare a far parte di alcuni programmi televisivi targati Rai, lui è <strong>Padre Enzo Fortunato</strong> ed è giornalista e direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, dove attualmente vive. Originario di Scala, «il borgo più antico della costiera amalfitana», come lui stesso ci precisa, si presenta con il tipico saluto francescano «pace e bene». </p>



<p><strong>Padre Enzo, innanzitutto, come avete affrontando l&#8217;emergenza coronavirus?</strong><br>La pandemia l’abbiamo vissuta da una parte con apprensione, dall’altra con serenità. Con apprensione perché tutto quello che stava accadendo, ed è accaduto, ha toccato le nostre comunità, le nostre famiglie, l’Italia intera, il mondo, anche per la situazione inaspettata. Dall’altra parte con la serenità di chi sa che la vita va affrontata nei suoi molteplici aspetti. Affidandoci a Dio con la preghiera che è stata la nostra bussola che ci permette di dare senso e significato a quello che viviamo. Abbiamo cercato, in questo periodo, di stare accanto a chi soffriva, con vicinanza, affetto e con una comunicazione più intensa e con la prossimità. Farsi prossimi verso gli altri, verso chi soffre.</p>



<p><strong>Cosa le ha trasmesso l’immagine del Santo Padre in una piazza San Pietro vuota?</strong><br>Una profonda comunione con il Papa, un Pontefice che ha voluto donare al suo pontificato i colori francescani. Quello che ha trasmesso è stato prendere coscienza della nostra fragilità, di quanto siamo fragili in questo mondo. Da una parte è emersa la solitudine bagnata dalla pioggia, dall’altra quella lucidità che ha permesso di dare orientamento a ciascuno di noi attraverso quel discorso che è stato uno dei più belli e profondi di tutto il Suo pontificato. Se penso a quella affermazione «pensavamo di essere sani in un mondo malato», capisco quanto il Santo Padre sia profondo nel reggere il peso del mondo. È un discorso che io invito a rileggere perché è un discorso anche orientativo nella denuncia dei mali del mondo, ma è indicativo anche della potenzialità che il mondo ha nel riformulare una nuova grammatica sociale, ambientale, di affetto.</p>



<p><strong>Sappiamo quanto l’impegno contro le discriminazioni e le sopraffazioni dei tempi, stia caratterizzando il pontificato di Francesco. Durante questa pandemia ha più volte detto come non ci siano confini che possano dividere l’umanità.</strong><br>Il Papa ha fatto comprendere come sia importante la triplice azione che ha dettato scegliendo il nome di Francesco. Il mondo ha bisogno di pace, di solidarietà e di rispetto del creato. Nel motivo della scelta del nome ci sono questi architravi portanti del pontificato e della stessa profezia di un mondo che è chiamato a impostarsi su questi tre aspetti. Il Papa ha capito che  l’individualismo e la cultura del nemico non portano da nessuna parte, se non porta all’autodistruzione, e allora la proposta, tutta francescana, è quella di un uomo che ha bisogno dell’altro. In questo c’è tutta la forza del Suo pontificato.</p>



<p><strong>Una delle immagini che ha segnato uno dei punti più bassi della nostra società, è stata la liberazione di Silvia Romano. Silvia è stata oltraggiata perché ha deciso di convertirsi all’Islam.</strong><br>San Francesco con l’Oriente, con l’Islam ha aperto, fin dal suo viaggio nel 1219, le porte a comprendere che le religioni sono chiamate a portare amore. Ogni fede ha questo principio coagulante. Se noi smarriamo questo principio non possiamo definirci né credenti cristiani né credenti musulmani. L’incontro del 1986 voluto da Giovanni Paolo II, che portò ad un periodo di pace e soprattutto sminò le due grandi super potenze qui ad Assisi, dove si invocò la pace, penso sia il finale del nostro confronto tra le fedi. L’una accanto all’altra per dare senso e significato nel rispetto della diversità, nel rispetto delle provenienze, delle culture, nel rispetto delle peculiarità di ogni uomo. Al di là della fede, un uomo è tale quando rispetta l’altro. Altrimenti, faccio mie le parole di Primo Levi, «considerate se questo è un uomo».</p>



<p><strong>Abbiamo tutti visto come la natura pare abbia respirato in questo periodo. Come se stesse attendendo il momento per riprendersi il proprio spazio sottrattole dall’uomo. </strong><br>Francesco con il Cantico delle Creature, del 1223, ne è stato un precursore, un antesignano. Ci ha insegnato come la natura vada amata e rispettata, e come essa sia il riflesso di Dio. Ci accorgiamo come la natura se amata e rispettata essa ci restituisce tutta la sua bellezza. Questa tragicità che stiamo vivendo ci fa comprendere quali sono i nostri limiti e fino a che punto l’uomo si può spingere. Siamo tutti comunque impressionati da come la natura si è ripresa il suo spazio e dal tempo che ha impiegato per rimarginare le sue ferite. Questo ci fa capire il significato per cui Francesco la chiamava sorella e madre.</p>



<p><strong>Molti parlano di un green new deal. Secondo lei da cosa bisognerebbe partire?</strong><br>Inviterei a consultare quanto abbiamo proposto, insieme a Confindustria, all’Enel, a Novamont, nel manifesto di Assisi (<a href="https://www.symbola.net/wp-content/uploads/2020/01/210x297_manifesto_Symbola-NEW-3.pdf">https://www.symbola.net/wp-content/uploads/2020/01/210x297_manifesto_Symbola-NEW-3.pdf</a>) in tempi non sospetti. Affrontare con coraggio la crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di futuro.</p>



<p><strong>L’altro giorno il New York Times ha dedicato la sua prima pagina ai nomi degli oltre 100.000 morti. Come la fede può alleviare la sofferenza del corpo e soprattutto sostenere chi prova a superarla?</strong><br>Il dolore è una pagina inevitabile della nostra vita, solo il senso e il significato, che arrivano dalla spiritualità e dalla fede, possono aiutare ad affrontare questo momento. Ne ho testimonianza anch’io nei nostri due appuntamenti alle 8.25 di mattino con Buongiorno brava gente e 5 minuti con Maria, di sera, ci accorgiamo come la fede, che tutti davano per sorella minore, è diventata il fratello maggiore.</p>



<p><strong></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Commercio e alberghi, l&#8217;intervista a Giuseppe Gagliano di FederAlberghi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/commercio-e-alberghi-lintervista-a-giuseppe-gagliano-di-federalberghi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 14:32:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[federalberghi]]></category>
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					<description><![CDATA[di Antonio Vuolo «E’ un momento non difficile, ma difficilissimo. Ognuno di noi può fare però la sua parte. Conosce la favola del colibrì? Lui con il suo piccolo becco [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di <strong>Antonio Vuolo</strong></p>



<p>«E’ un momento non difficile, ma difficilissimo. Ognuno di noi può fare però la sua parte. Conosce la favola del colibrì? Lui con il suo piccolo becco cominciò a spegnere un grosso incendio nella foresta, gettando una goccia dopo l’altra sulle fiamme, seguito poi da tutti gli altri animali della foresta. Questo significa che tutti insieme, uniti, possiamo uscirne fuori. Dobbiamo essere anche noi tanti piccoli e coraggiosi colibrì». <strong>Inizia così l’intervista con Giuseppe Gagliano, presidente provinciale di FederAlberghi nonché numero uno anche della sede salernitana di ConfCommercio</strong>. <br><br><strong>Fronte alberghiero, qual è la situazione a causa dell’emergenza Covid-19?</strong><br> Il 95% delle imprese alberghiere ha deciso di chiudere, pur non essendo espressamente previsto dai vari decreti attuati in questa fase emergenziale, e coloro che erano in procinto di riaprire per Pasqua e l’estate hanno ovviamente posticipato l’apertura a data da destinarsi. Le prenotazioni fino a maggio e giugno sono state completamente annullate e stanno arrivando le prime cancellazioni anche per periodi più lontani. </p>



<p><strong>Fronte commercio, invece, stesso discorso?</strong><br>La situazione anche su questo fronte è molto complessa. Parliamo di attività chiuse con fitti da pagare, con fatture da saldare ai fornitori, con dipendenti da pagare. Ecco perché ci stiamo facendo sentire come categoria anche sul capitolo commercio perché dal primo giorno è apparso chiaro che il “Cura Italia” non basta affatto, visto che non tutela le imprese, le partite iva. Non ci dicano che lo Stato fa sentire la sua vicinanza con 600 euro o che il nuovo credito di imposta da usare in compensazione al momento del pagamento dell’F24, per una percentuale pari al 60%, sia la soluzione ai problemi dei commercianti. </p>



<p><strong>Quali sono le vostre proposte?</strong><br>Per noi queste sono non misure. Ma allo stesso tempo io sono del parere che quando c’è un problema, devi prima immaginare la soluzione e poi aprire bocca per esporla. Sia come FederAlberghi che come ConfCommercio ci siamo fatti sentire portano sul tavolo parlamentare diverse proposte: sospensione dei tributi, gestione dei fitti dei locali con una misura unica a livello nazionale, misure per le attività stagionali, bonus per chi decide di fare le vacanze in Italia quando tutto sarà finito.</p>



<p><strong>Gli imprenditori e i commercianti cosa vi dicono?</strong><br>E’ una situazione surreale praticamente per tutti. Noi, dal nostro canto, ci stiamo sforzando, per offrire ogni servizio possibile ai nostri associati. Nel caso di ConfCommercio, per esempio, abbiamo inviato proprio in queste ore un modulo ai nostri associati attraverso il quale possono chiedere immediatamente la sospensione degli affitti e la rinegoziazione dei canoni una volta terminata l’emergenza.  Inoltre, è in via di definizione un accordo con istituto bancario per la concessione di prestiti immediati fino a 25mila euro per i nostri associati al fine di garantire un minimo di liquidità alle imprese per pagare le ultime mensilità ai dipendenti piuttosto che i fornitori o altre spese in sospeso. Stiamo cercando di dare un contributo concreto, non a chiacchiere. </p>



<p><strong>Secondo lei, quando si tornerà alla normalità?<br></strong>Purtroppo è una situazione in continua evoluzione.  Sul fronte turistico ci vorrà sicuramente del tempo visto che il virus si sta espandendo anche nel resto del mondo. Da cittadino, poi, le direi con quale testa e quali soldi le persone penseranno alle vacanze. Credo che questa emergenza segnerà uno spartiacque importante per il futuro di tutti noi. Ma, come le dicevo all’inizio, come tanti piccoli colibrì possiamo fare la nostra parte e far rinascere il Paese.</p>



<p><strong></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cilento, giovane talento crea outfit personalizzato per Rocco Hunt e Clementino</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cilento-giovane-talento-crea-outfit-personalizzato-per-rocco-hunt-e-clementino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Annacarla Tredici]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2019 13:25:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Omignano]]></category>
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					<description><![CDATA[Non ha mai lasciato la sua terra natia, non ha mai mollato i suoi sogni. Ha trent&#8217;anni e una mano d&#8217;artista. Parte da Omignano, un paesino del Cilento di circa [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non ha mai lasciato la sua terra natia, non ha mai mollato i suoi sogni. Ha trent&#8217;anni e una mano d&#8217;artista. Parte da <strong>Omignano</strong>, un paesino del <strong>Cilento</strong> di circa 1.500 abitanti residenti, esattamente nella frazione di <strong>Cerreta</strong>, la storia di <strong>Davide Gallo</strong> che annuncia una &#8220;combo&#8221; con Mantra, il brand d&#8217;abbigliamento ufficiale del rapper napoletano Clementino. </p>



<p><strong>Davide</strong> <strong>Gallo</strong> è un ragazzo timido, sorride quasi imbarazzato nel raccontarsi. «Non sono mai stato un estroverso. Amo disegnare da bambino &#8211; racconta il giovane cilentano -, ho iniziato in un garage, era il mio laboratorio. Disegnavo murales e dipingevo su auto d&#8217;epoca, ma non avrei mai creduto di personalizzare <em>outfit</em>». E così, per uno strano arabesco di quelli che solo il destino riesce a elaborare, non solo il talento lo ha portato sulla strada della customizzazione dell&#8217;abbigliamento, ma sulla via di grandi giovani artisti.</p>



<p>«I primi sono stati proprio Rocco Hunt e Clementino &#8211; ricorda emozionato &#8211; poi Lele, Tibi 73, Shade e altri». Dopo poche collaborazioni, <strong>Davide</strong>, in arte <strong>Kustom</strong> <strong>Dave</strong>, viene ingaggiato per ideare e confezionare le scarpe che Clementino ha indossato durante il tour europeo &#8220;Tarantelle&#8221; 2019 e quelle che Rocco Hunt ha scelto per la sua &#8220;Benvenuti in Italy&#8221;, colonna sonora e inno degli Europei di calcio under 21 disputati lo scorso giugno. </p>



<div class="wp-block-jetpack-slideshow aligncenter" data-effect="slide"><div class="wp-block-jetpack-slideshow_container swiper-container"><ul class="wp-block-jetpack-slideshow_swiper-wrapper swiper-wrapper"><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img decoding="async" width="960" height="720" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-83332" data-id="83332" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/69707273_736970680056831_3177182807172579328_n.jpg" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/69707273_736970680056831_3177182807172579328_n.jpg 960w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/69707273_736970680056831_3177182807172579328_n-300x225.jpg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/69707273_736970680056831_3177182807172579328_n-768x576.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/69707273_736970680056831_3177182807172579328_n-80x60.jpg 80w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/69707273_736970680056831_3177182807172579328_n-265x198.jpg 265w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/69707273_736970680056831_3177182807172579328_n-696x522.jpg 696w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/69707273_736970680056831_3177182807172579328_n-560x420.jpg 560w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img decoding="async" width="1242" height="1656" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-83331" data-id="83331" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/64656110_692198247867408_5981580345886113792_o.jpg" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/64656110_692198247867408_5981580345886113792_o.jpg 1242w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/64656110_692198247867408_5981580345886113792_o-225x300.jpg 225w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/64656110_692198247867408_5981580345886113792_o-768x1024.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/64656110_692198247867408_5981580345886113792_o-696x928.jpg 696w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/64656110_692198247867408_5981580345886113792_o-1068x1424.jpg 1068w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/64656110_692198247867408_5981580345886113792_o-315x420.jpg 315w" sizes="(max-width: 1242px) 100vw, 1242px" /></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="720" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-83330" data-id="83330" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/67626151_718810471872852_8924423763089424384_n.jpg" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/67626151_718810471872852_8924423763089424384_n.jpg 960w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/67626151_718810471872852_8924423763089424384_n-300x225.jpg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/67626151_718810471872852_8924423763089424384_n-768x576.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/67626151_718810471872852_8924423763089424384_n-80x60.jpg 80w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/67626151_718810471872852_8924423763089424384_n-265x198.jpg 265w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/67626151_718810471872852_8924423763089424384_n-696x522.jpg 696w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/09/67626151_718810471872852_8924423763089424384_n-560x420.jpg 560w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></li></ul><a class="wp-block-jetpack-slideshow_button-prev swiper-button-prev swiper-button-white" role="button"></a><a class="wp-block-jetpack-slideshow_button-next swiper-button-next swiper-button-white" role="button"></a><a aria-label="Pause Slideshow" class="wp-block-jetpack-slideshow_button-pause" role="button"></a><div class="wp-block-jetpack-slideshow_pagination swiper-pagination swiper-pagination-white"></div></div></div>



<p>Tutto inizia con qualche richiesta sporadica da parte di amici e conoscenti che Davide accetta per divertimento. L&#8217;incoraggiamento a seguire questa rotta arriva, però, dalla sua compagna <strong>Nicoletta</strong> e da un amico conterraneo, che possiede due negozi di abbigliamento e aveva &#8220;fiutato&#8221; il potenziale di Davide. «Lavoro a mano libera, non ho fatto accademie, credo sia come un dono. La personalizzazione è un modo per parlare di sé, per raccontare qualcosa di personale agli altri. Uno scambio biunivoco. Inquadro la persona e via, la mano parte da se».</p>



<p>Andar via dal Cilento? «Non credo sia la soluzione, anche se viviamo una condizione difficile. Mio fratello vive e lavora fuori regione. Ma qui c&#8217;è anche chi prova a restare, a combattere lo spopolamento, a fronteggiare i disservizi. Non possiamo vivere solo in funzione dell&#8217;estate. Per questo, molti miei coetanei sono costretti poi alla valigia. Prima di tutto, credo sia importante riuscire a capire bene cosa si vuole nella vita. E non mollarla».</p>



<p><strong></strong></p>
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		<title>Zuchtriegel: «Suono il pianoforte in concerto a Pioppi per raccontare il mondo classico»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/zuchtriegel-suono-il-pianoforte-in-concerto-a-pioppi-per-raccontare-il-mondo-classico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2019 06:58:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
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					<description><![CDATA[Un archeologo al pianoforte. Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco e del museo archeologico di Paestum, martedì 6 (ore 21,30) è in concerto a Pioppi, nel Cilento, per il festival della [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un archeologo al pianoforte. <strong>Gabriel Zuchtriegel</strong>, direttore del Parco e del museo archeologico di Paestum, martedì 6 (ore 21,30) è in concerto a <strong>Pioppi</strong>, nel Cilento, per il festival della Dieta mediterranea, all&#8217;interno del Giardino Palazzo Vinciprova. Già lo scorso anno Zuchtriegel si era esibito alla tastiera nello scenario magico dei templi pestani. Ora la scelta di una &#8220;piazza&#8221; diversa. Il direttore guida il Parco e il museo di Paestum dall&#8217;autunno del 2015 e a meno di quattro anni dalla scadenza del mandato è stato riconfermato nell&#8217;incarico. Nel 2015 Paestum aveva registrato 279.078 visitatori, nel 2018 ha chiuso a quota 427.339 ingressi. L&#8217;obiettivo del mezzo milione di visitatori non è più un&#8217;utopia, anche se l&#8217;archeologo tedesco ha sempre insistito sul concetto che più che il numero dei biglietti staccati vale l&#8217;ampliamento della fruizione a persone con disabilità, alle famiglie, al territorio, alle scuole. Fatto sta che quando arrivò alla guida del sito, pochi scommettevano su un radicale cambiamento. Zuchtriegel così prosegue nel suo lavoro e tra pochi giorni siederà al pianoforte a Pioppi.</p>



<p><strong>Che fa, direttore, cambia mestiere?</strong><br><em>Tutt&#8217;altro! Racconto il &#8220;senso del classico&#8221; attraverso la musica e l&#8217;archeologia, quindi le due cose si integrano. Il tema sarà come la cultura classica, che per me è innanzitutto quella greca e magno-greca, possa incidere sul nostro presente, anche sulle nostre vite individuali. Dunque un racconto tra ricerca scientifica e vita personale. E che sarebbe la vita senza musica? Un errore, diceva Nietzsche</em>.</p>



<p><strong>Quando nasce la sua passione per il pianoforte?</strong><br><em>Mio padre dava lezioni di pianoforte, avevo due-tre anni e quando suonava giravo come uno strummolo, andavo in trance finché mia mamma non mi fermava. Ancora oggi la musica per me significa più che ogni altra forma d&#8217;arte la trascendenza dei limiti della vita personale, individuale, l&#8217;apertura di uno spazio di libertà al di là del quotidiano&#8221;</em></p>



<p><strong>Che programma ha per gli ospiti della serata cilentana?</strong><br><em>Suonerò con il gruppo di musica cilentana &#8220;Atammusia&#8221; e con la cantante Paola Salurso.</em></p>



<p><strong>E cosa c&#8217;entra questo con un tedesco che vuole parlare della cultura classica?</strong><br><em>&#8220;Spero si chiarirà nel corso della serata, durante la quale vorrei raccontare il classico non come identità e come radici, ma come liberazione e come ricerca di alternative storiche e future.</em></p>



<p><strong>Direttore, Paestum ospita concerti e spettacoli: cosa c&#8217;è in programma questa estate? Perché visitare Scavi o museo d&#8217;estate?</strong><br><em>Perché quando fa molto caldo, ci può andare anche di sera: per tutto agosto, da giovedì a domenica siamo aperti fino alle 23,30, e grazie alla Regione nell&#8217;area archeologica si possono guardare le stelle con un telescopio e scoprire le origini mitiche delle costellazioni, che in molti casi risalgono all&#8217;antichità. Poi ci sono concerti e interventi musicali dei licei musicali della Campania, c&#8217;è il cavallo di Mimmo Paladino, e ovviamente i templi dorici, che valgono sempre un viaggio.</em></p>



<p><strong>A Paestum l&#8217;ingresso è gratuito ogni giovedì sera: come risponde il pubblico?</strong><br><em>Molto bene, anche perché abbiamo organizzato un aperitivo-degustazione nell&#8217;area archeologica con Slow Food tutti i giovedì sera. L&#8217;obiettivo è di coniugare l&#8217;avvicinamento dei cittadini al patrimonio attraverso le gratuità introdotte dal ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli con la promozione della cultura enogastronomica del territorio, cosa che il nostro pubblico sta apprezzando molto</em>.</p>



<p><strong>Il direttore generale Musei Antonio Lampis ha annunciato il rinnovo del suo contratto fino al 2023, così come quello di Paolo Giulierini. Come si sta preparando alla nuova sfida? Che progetti ha in mente per Paestum?</strong><br><em>Sono tante le progettualità in corso. Con i funzionari del Parco stiamo implementando una strategia pluriennale per il monitoraggio e la manutenzione del sito, prendendo spunto dalle esperienze virtuose di Pompei e da un confronto continuo con università e ricerca. Inoltre abbiamo avviato un confronto tra Parco, ministero per i beni e le attività culturali, prefettura ed enti locali per la riqualificazione della Buffer Zone, ovvero l&#8217;area intorno al sito archeologico. Lì, nel futuro vorremmo vedere piste ciclabili, sentieri, coltivazioni tradizionali e luoghi della bellezza al posto di baracche e strutture fatiscenti abusive per il bene del territorio e della comunità. La bellezza di Paestum non si deve fermare alle mura antiche della città, ma si deve riverberare su un&#8217;area sempre più estesa.</em></p>



<p><strong></strong></p>
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		<item>
		<title>Mirko, un cilentano a Milano. La missione? Sconfinare tipicità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mirko-un-cilentano-a-milano-la-missione-sconfinare-tipicita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Santangelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2019 11:09:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[cucina cilentana]]></category>
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		<category><![CDATA[piatti cilentani]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo scorso novembre, nella sempre più cosmopolita e imprenditoriale città di Milano, tra le stradine di zona Moscova, alzando di poco lo sguardo i cittadini hanno subito adocchiato una scritta [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">
<p>Lo scorso novembre, nella sempre più cosmopolita e imprenditoriale città di <strong>Milano</strong>, tra le stradine di zona Moscova, alzando di poco lo sguardo i cittadini hanno subito adocchiato una scritta alquanto insolita capeggiare su un vasto e semplice sfondo bianco:<strong> L</strong><strong>i Mastri, belli buoni e cilentani</strong><i>.</i> Può anche essere che in una città come Milano il lemma clientano ‘<em>li mastri</em>’ non sia di facile intuizione, ma alla lettura di ‘<em>cilentani</em>’ molto probabilmente le meraviglie della nostra terra tornano subito alla mente grazie a qualche vacanza nelle zone costiere o anche solo grazie ad una fotografia. Inutile dirlo che il <strong>Cilento</strong> non sia solo paesaggi mozzafiato e spiagge da bandiere blu, ma anche un posto in cui le specialità culinarie tradizionali toccano vette altissimi. Ed è stato proprio su questo che ha fatto leva il giovane <strong>Mirko</strong> <strong>Gorrasi</strong> assieme al padre <strong>Bruno</strong>. Un unico obiettivo: sconfinare la cucina cilentana in territorio lombardo. Il Giornale del Cilento ha così preso i contatti con Mirko per conoscere meglio la sua storia ed esperienza.</p>
</div>
<div dir="auto"><strong>Mirko</strong> <strong>Gorrasi</strong> nasce a Milano nel 1993 da genitori entrambi del Cilento e Vallo di Diano, la madre di San Rufo e il padre di Villa littorio. Lo scorso aprile Mirko si laurea in International Management, curriculum marketing internazionale e dopo tre esperienze di lavoro in ben tre grandi multinazionali, si rende conto che la sua strada era un’altra. «Per carità il marketing e comunque qualcosa che mi fa emozionare &#8211;  spiega &#8211; ma se lo faccio per un mio progetto ha un altro sapore».</div>
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<div dir="auto"><b>Come mai hai deciso di  iniziare questo cammino assieme a tuo padre?</b></div>
<div dir="auto"><i>Mio padre ha 58 </i><i>anni e dopo 40 anni nel mondo della ristorazione, di cui 30 da chef di cucina, ha deciso di intraprendere questo progetto partito da me. Il suo intento è proprio quello di mettere la sua esperienza e professionalità a disposizione dei prodotti e ricette cilentane, per farle conoscere qui a Milano.</i></div>
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<div dir="auto"><b>Perché la cucina cilentana e perché Milano?</b></div>
<div dir="auto">Sarà stato l’amore per il paese d’origine dei miei genitori che mi è stato trasmesso sin da piccolo. In Cilento ho ancora la nonna e alcuni zii e appena posso vado subito a trovarli. Possiamo dire che in media ho trascorso 3 mesi all’anno giù e devo ammettere che ogni volta che tornavo su a Milano, una lacrimuccia scendeva sempre anche se la nascondo.</div>
<div dir="auto">Quindi il nostro amore per quella terra e per questi prodotti che non hanno eguali ci hanno spinto in questa direzione. Per noi è sempre una grande emozione quando qualcuno assaggia le nostre ricette che magari prima non conosceva. Ovviamente, abbiamo scelto Milano perché è la città che ha accolto i miei genitori tanti anni fa ed è la stessa città in cui ho vissuto gran parte della mia vita. Inoltre, negli ultimi anni sta dando molto spazio all’enogastronomia poichè c’è una clientela adatta e capace di apprezzare le eccellenze che portiamo dal Cilento.</div>
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<div dir="auto"><b>Il nome ‘’Li Mastri” a cosa è dovuto?</b></div>
<div dir="auto"><i>Con il termine mastro nel nostro dialetto viene identificato un esperto di un una specifica materia artigiana. Per onorare dunque la nostra esperienza e l’amore con cui trattiamo i nostri prodotti abbiamo deciso di chiamarci così, proprio per far capire subito che noi facciamo le cose seriamente.</i></div>
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<div dir="auto"><b>Qualche piatto o prodotto tipico cilentana che si può degustare nel tuo ristornante?</b></div>
<div dir="auto">I f’rrcieddi (fusilli al ferretto con ragù cilentano), la maracucciata, Cicci mmaretati, cannolo cilentano. Con la stagione delle melanzane introdurremo anche le muligname mbuttunate e lampanedda prenda con la ciambottola.</div>
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<div dir="auto"><b>Perché non aprire un ristornate in Cilento?</b></div>
<div dir="auto"><i>Non abbiamo aperto in Cilento perchè il nostro obbiettivo è proprio quello di far conoscere fuori il nostro territorio che ancora è poco noto. Infatti, molti ci scambiano per salentini. </i></div>
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<div dir="auto"><b>Progetti per il futuro?</b></div>
<div dir="auto"><i>Ovviamente abbiamo in programma un piano di sviluppo con il quale spero di poter portare anche fuori dall’Italia un po’ di Cilento e dargli sempre più voce.</i></div>
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<div dir="auto"><strong></strong></div>
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		<title>Rosetta e la sua passione per i dolci che fa impazzire tutti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/rosetta-e-la-sua-passione-per-i-dolci-che-fa-impazzire-tutti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2019 13:35:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[foodblogger]]></category>
		<category><![CDATA[i dolci di rosetta]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[rosetta bovienzo]]></category>
		<category><![CDATA[sapri]]></category>
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					<description><![CDATA[Di food blogger ce ne sono tanti, dietro ai fornelli sono altrettante quelle che con un po’ di ingegno e tanta fantasia, sfornano piatti e ricette da centinaia di like [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-75750 alignleft" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/01/47370142_2035235159848302_477386529778434048_n-216x300.jpg" alt="" width="216" height="300" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/01/47370142_2035235159848302_477386529778434048_n-216x300.jpg 216w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/01/47370142_2035235159848302_477386529778434048_n-302x420.jpg 302w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/01/47370142_2035235159848302_477386529778434048_n.jpg 690w" sizes="auto, (max-width: 216px) 100vw, 216px" />Di food blogger ce ne sono tanti, dietro ai fornelli sono altrettante quelle che con un po’ di ingegno e tanta fantasia, sfornano piatti e ricette da centinaia di like diventando regine del web. Anche se la sua pagina Facebook <a href="https://www.facebook.com/IDolciDiRosetta/">&#8220;Il dolci di Rosetta&#8221;</a> conta quasi 30mila fans, e nel suo passato recente ha anche seguito <a href="https://www.giornaledelcilento.it/27-02-2018-rosetta_con_la_passione_per_i_dolci_ai_campionati_italiani_di_pasticceria_a_sostegno_dei_maestri_foto-2058016/">i Campionati italiani di pasticceria, gelateria e cioccolateria a Massa Carrara</a>, quello che più la rende felice è condividere la sua passione con i tanti amici che la seguono ogni giorno. Di recente, con un concorso a rime dedicato alla sua pagina, ha premiato con i dolci i più bravi poeti, senza far mai mancare il suo contributo gustoso nelle feste organizzate a Sapri, dove vive con il marito Gianluca e le due figlie. Lei è <strong>Rosetta Bovienzo</strong> e noi l&#8217;abbiamo intervistata</p>
<p><strong>Appassionata di dolci, moglie e mamma felice. Oltre a questo chi è Rosetta?<br />
</strong>Sono una donna dinamica, amo la vita ho tante passioni e hobby che curo con entusiasmo. Sono una donna pronta ad imparare sempre nuove cose.</p>
<p><strong>Com’è nata l’idea di condividere la tua passione per i dolci?<br />
</strong>Ho iniziato a condividere la mia passione quando le mie figlie erano piccole e per le loro feste dei compleanni preparavo il buffet di dolci. Tante persone mi chiedevano le ricette delle mie creazioni e così ho deciso di aprire la mia pagina &#8220;Il dolci di Rosetta&#8221; con ricette e procedimenti. Ora e&#8217; tanto seguita.</p>
<p><strong>Qual è il dolce che ti riesce meglio?<br />
</strong>Il dolce che mi riesce meglio e&#8217; la sbriciolata, sia per la sua croccantezza esterna che per il contenuto morbido e gustoso.</p>
<p><strong>Quello che per un motivo o per l’altro non ti viene come vorresti?<br />
</strong>Il dolce che non mi riesce come vorrei è la colomba Pasquale perché il procedimento è troppo lungo e ha bisogno di una temperatura adatta.</p>
<p><strong>Sapri, golfo di Policastro, Cilento. Quali sono i tre dolci che rappresentano per te questo territorio?<br />
</strong>Il territorio cilentano è adatto per la coltivazione degli agrumi e senza dubbio per me i dolci che lo rappresentano sono la torta al limone, la crostata all&#8217;arancia preparata con la marmellata d&#8217;arancia. Un altro frutto d&#8217;eccellenza delle nostre zone e&#8217; il fico bianco quindi i biscotti ai fichi lo rappresentano benissimo.</p>
<p><strong>Cosa secondo te non andrebbe mai fatto in cucina?<br />
</strong>Tutto ciò che si prepara in cucina si deve fare con il cuore quindi per me in cucina non si dovrebbe mai preparare qualcosa senza metterci passione specialmente se si prepara per chi si vuole bene.</p>
<p><strong>Ti trovi su un’isola deserta: hai a disposizione tre ingredienti a scelta da portare per fare un dolce. Cosa porteresti e cosa faresti?<br />
</strong>Su un&#8217;isola deserta porterei con me tre ingredienti fondamentali: le uova, lo zucchero e la farina, preparerai un&#8217;ottimo dolce&#8230; al cocco!</p>
<p><strong>Una pagina Facebook che supera i 20mila like, hai qualche progetto al riguardo?<br />
</strong>La mia pagina e&#8217; molto seguita. Un progetto futuro c&#8217;è, ma per concretizzarlo dovrei studiarci su molto tempo per pianificare, ma e&#8217; proprio il tempo che mi manca in quanto mi immergo sempre in tante cose che mi entusiasmano. Un mio motto vorrei aggiungerlo: bisogna fare sempre quello che ti piace e ti fa star bene.</p>
<p><strong></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vassallo, fratello sindaco ucciso: «Almeno 3 sanno cosa è successo»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vassallo-fratello-sindaco-ucciso-almeno-3-sanno-cosa-e-successo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2019 07:55:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[acciaroli]]></category>
		<category><![CDATA[angelo vassallo]]></category>
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		<category><![CDATA[pollica]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco pescatore]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ una storia che ha cambiato per sempre il Cilento. L’omicidio di Angelo Vassallo è una cicatrice sul volto pulito della legalità. Ma anche una macchia indelebile sulla giustizia. Giustizia [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">E’ una storia che ha cambiato per sempre il Cilento. L’omicidio di <b>Angelo</b> <b>Vassallo</b> è una cicatrice sul volto pulito della legalità. Ma anche una macchia indelebile sulla giustizia. Giustizia locale, certo, ma anche nazionale. Un sindaco è stato assassinato mentre rientrava a casa. Di notte. Quasi nove anni dopo nessuno conosce il mandante. Nessuno conosce l’esecutore. Non sappiamo se ci sono stati complici. Il piano o il motivo per il quale Angelo è stato crivellato da diversi colpi di pistola. «Conosceva chi ha messo fine alla sua esistenza» hanno da subito affermato gli inquirenti. Sul delitto aleggiano tesi opposte. E accuse. Si punta il dito non solo contro la politica locale o contro qualcuno che sarebbe rimasto zitto. Si guarda con occhio diverso anche gli investigatori, «chi quel giorno doveva tutelare e proteggere il luogo del delitto e le prove». Prove che, sempre secondo parte dell’opinione pubblica, sarebbero state «inquinate». Volontariamente oppure no, questo nessuno lo sa. O meglio, nessuno si pronuncia.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Fatto sta che la famiglia di Angelo non ha mai smesso di lottare. Nonostante gli ostacoli. Nonostante il dolore. Nonostante Pollica avesse perso il suo sindaco-pescatore, colui che dall’ultimo piano del Municipio ha trasformato quel pezzo di Cilento nella splendida località turistica che è oggi. <b>Dario</b> e <b>Massimo</b>, fratelli di Angelo, hanno messo in piedi la <i>Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore. </i>Portano in giro per il mondo il nome di Angelo e raccontano a tutti la sua storia.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Abbiamo raggiunto <b>Dario</b> <b>Vassallo</b> per una intervista.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Dario, il 2019 potrebbe essere l’anno di svolta per le indagini sull’omicidio di Angelo?</b></span></p>
<p class="p3"><span class="s2"><i>Il  2019 potrebbe essere l&#8217;anno della svolta e a me sembra che ci sia la volontà investigativa ed istituzionale di chiudere il cerchio attorno a chi ha ucciso Angelo. </i></span><span class="s1"><i><br />
</i></span></p>
<p class="p3"><span class="s1"><b>In un primo momento la procura aveva fermato la lente di ingrandimento su personaggi locali, poi su Humberto Damiani e ora sul carabiniere Lazzaro Cioffi. Angelo conosceva queste persone?</b></span></p>
<p class="p3"><i></i><span class="s2"><i>Penso che Angelo indirettamente conoscesse queste persone, sicuramente conosceva benissimo le persone del posto che questi personaggi frequentavano e che ancora anche oggi continuano a spacciarsi per “amici di Angelo&#8221;. Tempo al tempo.</i></span></p>
<p class="p3"><b></b><span class="s2"><b>Possibile che nessuno a Pollica è a conoscenza del mandante, dell’esecutore o di qualche dettaglio che condurrebbe gli inquirenti dritti alla verità?</b></span></p>
<p class="p3"><span class="s2"><i>A Pollica &#8211; Acciaroli, ci sono almeno 3 persone che sanno quello che è accaduto quella sera e senza sapere sono diventati complici di un assassinio. Sono cose che ripeto da anni e in ogni angolo di questo Paese.</i></span></p>
<p class="p3"><b></b><span class="s2"><b>Cosa ha fatto in questi anni la politica locale. Cioè, in che modo ha contribuito alle indagini?</b></span><span class="s1"> </span></p>
<p class="p3"><span class="s2"><i>La politica locale non ha fatto nulla, anzi negli anni ha fatto solo danni, fare festa il 5 settembre è stato veramente vergognoso e chi giustifica le sagre, la musica, le feste fatte nella stessa sera che ricorre l&#8217;uccisione del Sindaco, dello Stato, dovrebbe essere preso a pedate. Nel Cilento ho visto fare convegni in ogni luogo e su ogni cosa, ma mai un convegno sulla Legalità, o sul perché sia stato ucciso il Sindaco.</i></span><i> </i><span class="s2"><i>Ripeto la politica locale non ha contribuito in nessun modo alla ricerca della verità, e mi riferisco non solo alla politica Cilentana, ma Campana e soprattutto mi riferisco a quegli uomini dello stesso partito di Angelo che ancora oggi si nascondono dietro ad espressioni del tipo “Faccio cosi perché il partito così vuole&#8221;.</i></span><i> </i><span class="s2"><i>Ma poi il partito chi è?</i></span><i> </i><span class="s2"><i>Ma pure questa storia e questi comportamenti sono conosciuti in tutto il Paese.</i></span><span class="s1"><i><br />
</i></span></p>
<p class="p3"><span class="s1"><b>Angelo ha lasciato un esempio forte, forse anche difficile da seguire da un certo punto di vista. C’è chi nel Cilento onora la sua figura in qualche modo?</b></span></p>
<p class="p3"><i></i><span class="s2"><i>I sindaci del Cilento che percorrono la strada di Angelo, con innumerevoli difficoltà, sono Eros Lamaida, Pino Palmieri, Maurizio Tancredi e il già sindaco di Sapri, Giuseppe Del Medico.</i></span><i> </i><span class="s2"><i>Poi ci sono 72 sindaci, 113 assessori, 268 consiglieri comunali e 17 segretari di circolo del Pd, per un totale di 470 firmatari che hanno sottoscritto la petizione per la candidatura di Franco Alfieri, affinché venisse candidato dal Pd nelle passate elezioni politiche, e che di colpo costoro hanno:</i></span></p>
<p class="p3"><span class="s2"><i>&#8211; Dimenticato due processi “Strade Fantasma&#8221; e processo &#8221; Due Torri bis&#8221;.</i></span><span class="s1"><i><br />
</i></span></p>
<p class="p3"><span class="s2"><i>&#8211; Hanno dimenticato le denunce fatte dal sindaco di Pollica inerenti queste strade, denunce tutte protocollate e in nostro possesso, indirizzate all&#8217;ex Assessore ai Lavori Pubblici della Provincia di Salerno, Franco Alfieri.</i></span></p>
<p class="p3"><span class="s2"><i>Facciamo prima a dire che hanno percorso un&#8217;altra strada che non è quella di Angelo.</i></span><span class="s1"><i><br />
</i></span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Ci spieghi un po’ il suo rapporto con Ingroia?</b></span></p>
<p class="p3"><span class="s2"><i>Il mio rapporto con il dott. Ingroia è nato un po&#8217; di tempo fa e per me è strano condividere un progetto di verità e giustizia con chi è stato al fianco dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ogni cosa che io e mio fratello Massimo facciamo, è studiata e anche la scelta del Dott. Ingroia, come difensore non è casuale.</i></span><span class="s1"><i><br />
</i></span></p>
<p class="p3"><span class="s1"><b>La Fondazione intitolata ad Angelo gira l’Italia per onorare la sua memoria e tramandare i suoi «insegnamenti». Cosa dicono di Angelo quando lei oltrepassa i limiti della Campania?</b></span></p>
<p class="p3"><i></i><span class="s2"><i>Fuori dalla Campania hanno capito subito la grandezza di Angelo, non a caso nel 2012 a Finale Ligure hanno intitolato il porto ad Angelo, senza parlare dell&#8217;Emilia Romagna, dove sindaci e amministratori del Pd hanno intitolato strade, giardini, parchi a nostro fratello.</i></span><i> </i><span class="s2"><i>La sala consiliare del Comune di Sant&#8217; Agata Bolognese, comune prestigioso, lì dove si costruisce la Lamborghini, porta il nome di Angelo.</i></span><i> </i><span class="s2"><i>Dico sempre, ed è la verità, che senza questi amministratori, senza l&#8217;Emilia Romagna, adesso non saremmo qui a raccontare di Angelo.</i></span><i> </i><span class="s2"><i>Non dimentichiamo che Alain Foure, direttore degli studi Politici dell&#8217;Università di Grenoble, il 15 settembre 2010 scrisse un articolo dedicato ad Angelo, su Le Monde, dal titolo &#8221; Il Profeta assassinato”.</i></span></p>
<p class="p3"><b></b><span class="s2"><b>Cosa manca, adesso, al Cilento, a questa terra, adesso?</b></span></p>
<p class="p3"><span class="s2"><i>A questa terra manca tutto ciò che è l&#8217;essenza della politica. La politica è agire e vivere per gli altri, dove gli altri, siamo noi, la gente, il popolo senza distinzione di appartenenza politica, di casta o di religione.</i></span><i> </i><span class="s2"><i>Nel Cilento, ma quasi in tutto il Sud, la politica è intesa come “gestione familiare”.</i></span><i> </i><span class="s2"><i>Bisognerebbe creare una nuova classe politica e questo avverrà nel giro di 10 anni, perché il populismo di cui tutti parlano è nato dalla politica fatta negli ultimi 10 anni.</i></span><i> </i><span class="s2"><i>Una politica che ha piegato la libertà delle coscienze, ha contorto la coscienza politica di milioni di italiani, creando sofferenza e seminando odio.</i></span><i> </i><span class="s2"><i>Dopo il populismo si aprirà una nuova fase, non solo per il Cilento ma per l&#8217;Italia intera.</i></span></p>
<p class="p3"><span class="s1"><b></b></span></p>
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		<title>Luca Cella, nel suo laboratorio artigianale ogni tonno ha un nome</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/luca-cella-nel-suo-laboratorio-artigianale-ogni-tonno-ha-un-nome/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Nov 2018 12:07:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
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		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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		<category><![CDATA[camerota]]></category>
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		<category><![CDATA[laboratorio]]></category>
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					<description><![CDATA[Le barche a Marina di Camerota si spostano a caccia dei branchi del prelibato tonno. Più che un’attività economica è un rito che passa di padre in figlio e che [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_74431" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-74431" class="wp-image-74431 size-medium" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/tonno3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/tonno3-300x200.jpg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/tonno3-768x512.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/tonno3-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/tonno3-696x464.jpg 696w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/tonno3-1068x712.jpg 1068w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/tonno3-630x420.jpg 630w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/tonno3.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-74431" class="wp-caption-text">Luca Cella, titolare di Aura Cilento</p></div></p>
<p>Le barche a Marina di Camerota si spostano a caccia dei branchi del prelibato tonno. Più che un’attività economica è un rito che passa di padre in figlio e che ha da sempre coinvolto il paese, tanto da diventare un elemento caratteristico e distintivo della cittadina a sud del Cilento. Eppure pescare significa anche conoscere il mare, amministrarlo, rispettarlo. Lo sa bene solo chi è cresciuto con il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli tanto vicini al balcone della camera da letto. E&#8217; il caso di <strong>Luca Cella</strong>, 39 anni e una famiglia di pescatori alle spalle. Quella della madre, Marisa, che a metà degli anni ’70 ha conosciuto quella di Mario, il papà di Luca, tanto semplice e legata invece alla terra e ai suoi prodotti.</p>
<p>Aura Cilento, il laboratorio artigianale nato qualche anno fa nei locali che una volta erano l&#8217;officina meccanica di papà, unisce le passioni di Luca, il mare e la terra, a quello che in casa è stato sempre ordinario: conservare.</p>
<p><strong>Quando hai deciso di intraprendere questa attività artigianale?  </strong></p>
<p>Dopo anni di lavoro ed esperienze all’estero ed anche nel mio territorio, nel 2015 ho deciso di realizzare un laboratorio artigianale che a Palinuro propone sott’oli di terra e di mare, confetture, marmellate e sotto sale. Filiera corta, materia locale, solo olio extravergine cilentano, vetro e tecnologie moderne. Tutto il resto sono tradizione e una sapiente lavorazione di mani esperte, quelle delle donne che in casa fanno tonno sott&#8217;olio da sempre. In sintesi ho messo a sistema quello che avviene ancora in molte famiglie di Marina di Camerota.</p>
<p><strong>Bella l&#8217;idea e anche il nome. Perché la scelta è ricaduta su Aura? </strong></p>
<p class="p1">Aura è la madre di Venere, il vento della passione. Ci piaceva questa figura per simboleggiare la nostra filosofia e il nostro modo di lavorare, che appunto parte sempre dalla passione.</p>
<p><strong>Il successo del prodotto Aura è anche merito del risultato di un’attenta ricerca sui sapori e di una sperimentazione sull’impiego di tonni scelti con cura. Quanti ne hai nel tuo laboratorio? </strong></p>
<p>Amo distinguere per nome i vari tipi di tonno che trasformo: c&#8217;è l’Alalunga, il Tonno Rosso, il Tombarello che è un parente del tonno, la Palamita e l’Alletterato, poi Ventresca di Alalunga, per esempio. Li distinguo perché ognuno segue una sua lavorazione. Non posso generalizzare, tutti hanno una loro identità specifica, perché diversi per carni e sapori. Per esempio l&#8217;Alalunga ha carni bianche e tenere, si distingue <span class="s1">per l’ala pettorale più lunga rispetto agli altri tonni. </span>In azienda usiamo solo pescato del Tirreno Meridionale, per lo più locale e lo lavoriamo esclusivamente in olio extravergine locale, scegliendo le due cultivar del Cilento, la Pisciottana e Frantoiana.</p>
<p><strong>Dal mar Tirreno meridionale, oltre ai tonni, arrivano anche alici. E dagli orti?</strong></p>
<p>Si, le alici di Menaica e di Cianciolo che trasformiamo sotto sale. Dagli orti invece i pomodori verdi che lavorati ancora acerbi, le melanzane, i carciofini bianchi di Auletta, i funghi chiodini, gli asparagi selvatici insieme ai lampascioni. Poi ci sono le confetture realizzate solo frutta fresca dei nostri orti o delle aziende locali. Fichi cilentani, fichi d’India, gelsi, corbezzoli, ciliegie, mele annurche, prugne ma anche cipolla di Vatolla e cipolla ramata di Montoro.</p>
<p><strong>Al laboratorio hai affiancato una sua azienda agricola a Lentiscosa. Cosa produci?</strong></p>
<p>Produco Maracuoccio, legume antico, antenato delle cicerchie, diventato presidio Slow Food, con cui si prepara la famosa Maracucciata.</p>
<p><strong>Spulciando sul tuo sito, leggo di tour che realizzi per i clienti. Di cosa si tratta?</strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">E&#8217; un modo per vivere e toccare con mano il Cilento, la sua cultura gastronomica e le sue ricette. Organizzo</span><span class="s1"> stagionalmente tour gastronomici, insegnando ai partecipanti a procurarsi la </span><span class="s1">materia prima in natura e a prepararla poi in cucina, facendola diventare una conserva tipica. Facciamo passeggiate</span><span class="s1"> alla ricerca di funghi e li lavoriamo </span><span class="s1">poi in laboratorio. In primavera cerchiamo gli asparagi selvatici o andiamo </span>a pesca di Alici con la Menaica per poi conservare queste ultime in <span class="s1">vasetti sotto sale. </span></p>
<p>Le ricette utilizzate da Luca, sia per la lavorazione del tonno e le alici, che per i prodotti di terra, sono quelle della vera tradizione marinara e contadina, passate di padre in figlio e arrivate fino a lui, che ne ha fatto tesoro arricchendole con i consigli di chi ha sempre saputo conservare e valorizzare.</p>
<p><strong>Sfoglia la gallery:</strong></p>
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</p>
<p class="p1">Info e contatti <a href="http://www.aura-cilento.com">www.aura-cilento.com</a> Telefono 0974 273451</p>
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