Christian, giovane disabile: «Aspetto da un anno, Conte non mantiene le promesse»

di Marianna Vallone

I tanti problemi che le persone con disabilità e le loro famiglie devono affrontare ogni giorno sembra non interessare al governo, o almeno non al premier Conte. E’ passato un anno dall’incontro che Christian Durso, giovane disabile originario di Agropoli, ha avuto con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, in occasione della visita del premier nel Cilento. Da allora nessuna risposta alle richieste del trentenne e alla lettera che gli aveva consegnato personalmente.

“Gli esponevo inizialmente che la presidenza del Consiglio, con la nuova alleanza di governo giallo rossa, non stava più seguendo un procedimento aperto a mio nome con la destituzione e poi anche dimissione, di un sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che aveva le deleghe sulla disabilità. – dice Christian – Gli dissi che ulteriori solleciti che avevo fatto per email per far riaprire il mio fascicolo cadevano nel vuoto perché Palazzo Chigi non rispondeva più. Poi gli espressi altre tematiche inerenti ad esempio all’acquisto di vetture predisposte alla guida di noi persone con disabilità, che hanno un costo per patologie gravi come la mia di anche circa 80 mila euro per un utilitaria opportunamente modificata. Costi ingiustamente a carico del acquirente con disabilità”, racconta il giovane che ha una patologia degenerativa muscolare, che lo limita in tutte le più elementari funzioni quotidiane e che peggiora sempre di più.

Conte dopo le promesse di un incontro non si è fatto vivo. Nella lettera il giovane denunciava carenze legislative che non rendono certo facile la vita di chi è disabile. Ma niente.

“Gli esposi anche altre cose, – aggiunge il giovane – comunque nonostante la sua promessa di ricontattarmi, poteva farlo sia via Pec che telefonicamente invece è scomparso. A nulla sono serviti appelli su giornali, e addirittura uno scritto del Quirinale indirizzato a un ufficio di Palazzo Chigi. Chiesi espressamente al Quirinale di sensibilizzare il presidente del Consiglio a finché mantenesse la parola data. Questa richiesta fu girata dal Quirinale a un ufficio disabilità, che ha istituito lo stesso Conte trattenuto a lui le deleghe, quale ufficio è stato interessato anche dalla segreteria dell’onorevole Bonetti su un altra mia richiesta. E anche in quel caso non ho mai avuto riscontro”.

“E’ raccapricciante – conclude – che un ufficio fatto a posta per le tematiche sulla disabilità non risponde. Domenica scorsa ho nuovamente scritto per pec al Presidente del Consiglio, a questo ufficio disabilità e al Ministro Bonetti, e gli ho allegato gli articoli fino ad allora pubblicati”. 

Sono molte le questioni che il giovane disabile e tanti come lui deve affrontare. Ma le molte domande da oltre un anno attendono ancora una risposta.

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