Cibo scadente a scuola, parla l’assessore indagato: «Estraneo dai fatti e fiducioso nella magistratura»

Risultano essere due i comuni del salernitano coinvolti nelle indagini e operazioni dei carabinieri che in questa settimana hanno eseguito 6 arresti in carcere e 5 ai domiciliari nel Napoletano per presunte tangenti e frodi per la fornitura di pasti nelle scuole. I comuni interessati sono infatti Maiori e Padula, le mense materne ed elementari delle due cittadine sono di fatto sotto indagine. Mentre il sindaco di Maori, Antonio Romano, è stato sottoposto a obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria spicca, tra i nomi degli indagati, anche quello dell’assessore al ciclo integrale dei rifiuti del comune di Padula, Vincenzo Polito

«Sono esterrefatto del mio coinvolgimento in questa indagine – dichiara Vincenzo Polito al giornale del Cilento -, probabilmente ci sarà stato un contatto molto sommario con questa azienda che io, fisicamente parlando, non conosco minimamente. Ebbero un appalto qui a Padula per partecipare al bando pubblico – continua –  ed essendo amministratore automaticamente avrò preso con loro dei contatti telefonici» L’assessore sotto indagine ha probabilmente preso dei contatti telefonici con la ‘Puliedil’, la ditta coinvolta nello scandalo delle frodi sulle mense scolastiche. Il sindaco Paolo Imparato, però, ha dichiarato che dal 2012, anno in cui la ditta venne già messa sotto indagine, il comune di Padula rinnovò la gara di appalto chiudendo battenti con la Puliedil affidandosi ad una ditta di Roccadaspide.

Nel frattempo Polito nega completamente di aver preso con loro degli accordi e di conoscerne fisicamente i dirigenti o gli enti amministratori, infatti dichiara: «Io sono totalmente tranquillo e sereno e ho massima fiducia nella magistratura e spero che al più presto venga fatta chiarezza su questa vicenda». Mentre le indagini vanno avanti l’assessore rimarca a proprio avviso la sua totale innocenza sul coinvolgimento del caso. Si parla di contatti telefonici e di tabulati sequestrati dalle forze dell’ordine, proprio questi contatti, ovvero i discorsi che sono stati affrontati per telefono tra l’assessore e la ditta, hanno suscitato i sospetti di una collaborazione ancora da verificare ed appurare. In conclusione Vincenzo Polito aggiunge: «Io vorrei rimarcare con estrema fermezza che sono lontano da qualsiasi cosa che è stata menzionata nell’oggetto generale dell’inchiesta, ne sono fuori ed estraneo. Voglio che i miei concittadini – ribatte l’assessore sotto indagine -, che amministro da vent’anni con onore e orgoglio, stiano tranquilli sulla mia posizione. Non ho bisogno di entrare in un contesto di tangente per un appalto di qualche migliaia di euro. Se sono stato a telefono con qualcuno era per l’interesse della mia collettività, non di certo per scopi miei personali. Le cose – conclude – non sono come realmente possono far pensare, sono innocente».

©Riproduzione riservata