Cilento, senza gambe: bloccato in casa perchè ascensore rotto

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«Rimettete in funzione l’ascensore. Da tre mesi è rotto e questo mi impedisce di vivere serenamente la mia quotidianità». L’appello è di Antonio Cessari, un ragazzo di Sapri invalido al 100%, perchè privo di entrambe le gambe, ed è rivolto ai vertici dell’Iacp di Salerno. L’intervista l’ha rilasciata alla giornalista de Il Mattino di Salerno, Antonietta Nicodemo. Il 28 enne vive con i genitori in uno dei 16 alloggi della palazzina in località San Carlo, di proprietà dell’Istituto Autonomo Case Popolari. Per la mancata sistemazione dell’ascensore continua a vivere disagi enormi. Per salire e scendere le scale deve aiutarsi con le braccia, mentre una seconda persona gli porta la sedia a rotelle. «Il mancato funzionamento dell’impianto – spiega – non mi permette di usare le protesi che mi consentirebbero di svolgere il 90% delle attività».

Una situazione che aggrava il suo disagio, frutto di una tragedia consumatasi due anni fa a Sapri, in un terreno di famiglia. Con una motozappa si ferì gravemente, tanto da rendere necessaria l’amputazione di entrambi gli arti inferiori. Antonio dopo un lungo e difficile percorso riabilitativo per accettare le sue nuove condizioni fisiche si ritrova ad affrontare un’altra battaglia, questa volta burocratica. Da tre mesi combatte per la riattivazione dell’ascensore nella palazzina dell’Iacp. È stato accertato che oltre al guasto tecnico, c’è nel vano ascensore un’ingente quantità di acqua che si infiltra dall’esterno. «Per eseguire la riparazione – precisa Antonio sempre a Il Mattino di Salerno – occorre eliminarla».

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