Cilento, violenta paziente in clinica: operatore sanitario condannato

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Avrebbe violentato una donna ricoverata nella clinica Malzoni di Agropoli, per V.S., operatore socio sanitario, è arrivata la condanna a 4 anni e 6 mesi. La sentenza – riporta sulle colonne del quotidiano Il Mattino – è stata emessa giovedì pomeriggio dal tribunale di Vallo della Lucania dal collegio giudicante presieduto da Mauro Tringali e composto dai giudici Benedetta Rossella Setta e Alberto Imperiale.

I fatti risalirebbero al luglio del 2018 quando Lenuta Tutu, 55enne originaria della Romania, durante un ricovero per accertamenti presso la struttura privata di Agropoli denunciò di essere stata vittima di due episodi di violenza da parte di un operatore socio sanitario in servizio presso la struttura privata. Subito dopo la denuncia e l’avvio delle indagini per l’uomo è scattato l’arresto. Nell’istruttoria processuale in fase dibattimentale è emersa tutta la gravità dei fatti. Le dichiarazioni rese dalla donna difesa dall’avvocato Antonella Palladino sono state chiare, precise e logiche, «tanto da poter affermare – ribadisce l’avvocato – la responsabilità penale dell’imputato oltre ogni ragionevole dubbio». La malcapitata aveva già riferito della violenza subita alla clinica Malzoni, oggi Istituto Clinico Mediterraneo, dal quale però fu dimessa per ottenere effettiva tutela presso il pronto soccorso dell’ospedale di Agropoli e successivamente al San Luca di Vallo dove di immediatamente trasferita e dove tra l’altro è stata presa in carico dalle operatrici del centro antiviolenza “Il volo delle farfalle”.

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«È venuto in camera – denunciò la donna – con la scusa di aiutarmi ad accendere il televisore con il telecomando. Poi è tornato per portarmi dei fazzoletti di carta. Li sistemò in bagno, dove mi chiamò con la scusa di farmi vedere una cosa. Quando misi piede in bagno, chiuse la porta e mi obbligò ad avere un rapporto sessuale. Sentivo le sue mani dappertutto. Piangevo ma lui è andato avanti fin quando ho visto che perdevo sangue dalle parti intime. Quando ha finito si è pulito e se n’è andato senza dire nulla».

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