Cilento, comitato locale denuncia sindaco per antenna telefonica «pericolosa»: giudice da ragione a primo cittadino

Tre anni fa il comitato locale di Castel San Lorenzo, nel Cilento, formato da semplici cittadini e professionisti, ha denunciato il Comune in seguito ad una installazione di un ripetitore di telefonia mobile in località Tempa. La vicenda è arrivata tra i banchi del tribunale di Salerno e il giudice ha dato ragione al sindaco e al responsabile dell’ufficio tecnico del Comune. Per il gip Gennaro Capo non ha commesso alcun reato.

Un passo indietro
Tutto inizia nel 2012. Pasquale Maiale fonda nell’agosto dello stesso anno il «Comitato di difesa dalle stazioni radio base di Castel San Lorenzo» e diventa presidente dello stesso. Lui, insieme ad altri cittadini, si oppone alla «scellerata scelta dell’amministrazione comunale», e cioè quella di installare l’antenna, considerata dal gruppo «di grande impatto paesaggistico». «Nel raggio di 300 metri – scrive il comitato nella prima nota inviata al sindaco e alla sua giunta – si trovano il 50 per cento degli edifici del paese, che le scuole si trovano a soli 250 metri». Per i cittadini «è impensabile installare un simile aggeggio proprio lì». Dal Comune nessuna risposta. I lavori continuano e l’antenna viene installate. I membri, stufi della situazione, si incatenano vicino la fontana pubblica ubicata in piazza. Ma la protesta non finisce qui: il comitato propone una raccolta firme e aderiscono all’iniziativa 1054 cittadini. Poi arriva la denuncia e il responsabile dell’ufficio tecnico e il sindaco, vengono convocati dal giudice. 

La sentenza
Il gip del tribunale di Salerno, Donatella Mancini, archivia il procedimento. Nella sentenza si legge che «nell’atto di denuncia-querela da cui ha tratto origine il procedimento, Pasquale Maiale lamentava plurimi profili di illegittimità della procedura amministrativa attraverso la quale il comune di Castel San Lorenzo aveva autorizzato l’installazione di una torre metallica per la telefonia mobile in località Tempa; in tale contesto evidenziava altresì di non aver ottenuto alcun riscontro da parte degli organi competenti ad una nota di accesso agli atti, o comunque ad una richiesta di chiarimenti e notizie all’Ufficio Tecnico concernenti per l’appunto l’indicata procedura». Non ci sono elementi per procedere, secondo il gip, e il sindaco e il tecnico sono stati prosciolti dalle accuse.

©Riproduzione riservata