Codacons Cilento al ministero: «Subito una deroga per i pescatori della Menaica»

di Maria Emilia Cobucci

Tutelare i piccoli pescatori artigiani. È questo il fine della battaglia che il Codacons Cilento  ha intrapreso nell’ultimo periodo. Tramite una missiva indirizzata al Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani e al Presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni Tommaso Pellegrino, il Presidente Bartolomeo Lanzara ha lanciato un grido di allarme derivante dal rischio di estinzione della pesca con la Menaica, tipica delle zone costiere del Cilento e fonte di sostentamento per tanti piccoli pescatori presenti sul territorio. “Da anni i pescatori cilentani denunciano una serie di problemi senza ottenere una adeguata risposta – ha spiegato il Presidente dell’associazione per la tutela dell’ambiente e dei diritti di utenti e consumatori – Uno di questi è la pesca con la Menaica”.

Si tratta nello specifico di una particolare rete utilizzata per la pesca delle alici molto praticata in diverse località costiere cilentane ma che negli ultimi anni ha ricevuto una brutta battuta d’arresto. “Attualmente molte imbarcazioni sono ferme perché questa rete viene erroneamente equiparata alla “Ferrettara” – ha poi aggiunto Lanzara – e per questo motivo i pescatori devono possedere tale autorizzazione”.

Ed è poi lo stesso presidente a sottolineare la sostanziale differenza che intercorre tra i due tipi di rete da pesca e le modalità con le quali vengono utilizzate. Nel caso della Ferrettara la pesca è consentita entro le tre miglia dalla costa a condizione che la rete non superi i 2,5 chilometri e la maglia che la compone non superi i 100 millimetri di apertura. Una pratica dunque che se utilizzata in maniera errata può provocare la cattura accidentale di pesci appartenenti a specie protette come le Tartarughe marine o i delfini che, intrappolati nelle maglie della rete, morirebbero per sfinimento. Altra cosa invece è la Menaica il cui utilizzo non comporterebbe nessun pericolo per le specie animali protette. La rete infatti è lunga al massimo 500 metri, alta 10 metri e presenta piccole maglia da 11 millimetri. Per tale ragione al suo interno rimangono intrappolati solo pesci di grande dimensione lasciando il via libera a quelli più piccoli , in maniera tale da tutelare l’ecosistema marino.

“Sarebbe opportuno da parte delle autorità competenti riconoscere la specificità della rete Menaica rispetto ala Ferrettara – ha infine concluso Lanzara – valutando una deroga che permetta di pescare un prodotto tradizionale, conosciuto in Italia e all’estero. Le alici di Menaica sono presidio Slow Food dal 2001”. Sono queste le ragioni che hanno indotto il Codacon Cilento a chiedere precise iniziative del Ministero e del Parco a tutela dei pescatori. 

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Maria Emilia Cobucci

Giornalista per scelta ma anche per passione. Da sempre. Testarda e determinata come ogni cilentana che si rispetti. Amo raccontare il mio territorio, ricco di bellezze ma anche di tante storie che tutti dovrebbero conoscere.
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