Coronavirus, ad Agropoli ancora chiuso l’ospedale risistemato in tempi record

Infante viaggi

di Antonio Vuolo

Lavori eseguiti in tempi record, degni quasi della miglior Cina. Poco più di venti giorni per la manutenzione e per l’allestimento del Covid-19 Center di Agropoli. E poi? Nulla di fatto, chiuso. Passano i giorni e scema l’emergenza Coronavorus – per fortuna, ci mancherebbe – per cui passa, come dire, in secondo piano la necessità di aprire in fretta e furia la struttura specializzata all’interno del presidio ospedaliero chiuso nell’ormai lontano 2013. Così, nonostante un investimento di circa 1,5 milioni di euro, la struttura Covid, almeno per ora, resta chiusa. Mancano i pazienti – anche in questo caso, per fortuna – e anche il personale sanitario, a partire dagli anestesisti. Nel frattempo, ad Agropoli e dintorni si levano nuovamente cori di protesta, soprattutto tra cittadini e associazioni. Ma dalla Regione la linea è chiara: l’ospedale Covid di Agropoli resta in standby e collegato alla durata della crisi sanitaria. Per intenderci, un’accelerazione potrebbe arrivare nel caso in cui dovesse arrivare una seconda ondata. Ma anche in questo caso, se questo è il “prezzo” da pagare, i cittadini si augurano di “no”. In ogni caso, quest’operazione non andrà ad inficiare sulla necessità di aprire il pronto soccorso h24, obiettivo più volte dichiarato dalla politica regionale. Ma il problema resta lo stesso: reperire il personale.

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