Coronavirus, prof cilentana alla Azzolina: «Diamo bonus docenti agli ospedali»

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di Marianna Vallone

«Salve, sono un’insegnante della provincia di Salerno. Vorrei poter donare il mio bonus docente a favore degli ospedali nella provincia di Salerno. Ho provato ad inviare vari messaggi ai gruppi di scuola, l’adesione è poca, ma vista la cifra di 500 euro, credo si riesca a raggiungere presto una cifra importante. Mi permetto di scrivere al vostro giornale per divulgare la mia iniziativa. Non voglio pubblicità, voglio rimanere nell’anonimato, voglio solo che questa iniziativa venga presa in considerazione dai ministri e magari creare un Iban dove far convogliare i soldi. Grazie».

La lettera è di una prof cilentana, di Castel Ruggiero, frazione di Torre Orsaia, che lancia una proposta che spera arrivi al Ministro dell’istruzione, Lucia Azzolina: ovvero la possibilità di poter rinunciare ai soldi della Carta Docenti – i 500 euro di bonus annuale che il ministero dell’Istruzione riconosce loro per acquisti di libri, materiale informatico e altro – e destinarla agli ospedali, nel suo caso a quello di Sapri. Un appello alla ministra ma anche ai colleghi a fare di più in un momento difficile per la sanità italiana.

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La Carta del Docente permette “di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali” acquistando personal computer, computer portatili o notebook, o altri strumenti informatici che sostengono la formazione continua dei docenti. Ma i dispositivi elettronici non mancano nelle case dei professori, ed è per questo che in un momento di grande emergenza, prima di tutto sanitaria, il mondo scolastico vuole fare la sua parte. Istituire un Iban significa dare la possibilità a centinaia di migliaia di insegnanti di decidere se donare o meno il proprio bonus, o una parte di questo, alla sanità.

L’insegnante cilentana non è la sola a pensarla così. Nel Nord Italia anche alcuni professori per lo più di Modena hanno chiesto di rinunciare a parte dei soldi per destinarla alle fasce più deboli della popolazione studentesca. E a tutti coloro che, nel limbo in cui ci ha relegato la pandemia, soffrono disagi maggiori di altri. Così anche un insegnante di scuola media di Bergamo, che appoggia in toto la proposta dei colleghi modenesi.

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