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Costruire mondi, don Gianni dialoga con Franco Arminio e Aboubakar Soumahoro

di Luigi Martino

Il tramonto è alle spalle; la cavità della grotta sembra non conoscere fine. Dentro c’è un fiume in piena di cultura. E’ inarrestabile. Le luci donano colori nuovi. E speranza. Dopo un anno e mezzo di pandemia entrare in quest’anfratto che bacia la spiaggia di Lentiscelle e lo skyline di Marina di Camerota, è ossigeno. ‘Pasta nera’ raccontata in musica da una ragazza bionda con una voce incredibile, è l’antipasto perfetto. Storie di braccianti, di immigrati ed emigrati, di schiavi di violenze fisiche e schiavi di pregiudizi. Don Gianni Citro, ideatore e organizzatore del Meeting del Mare, ha l’ossessione di regalare sempre cose belle. E ci riesce ancora.

Nella prima giornata di lavoro i progetti che partecipano al Meeting del Mare Camp 2021 (sono 8 selezionati su circa 200 candidature) hanno lavorato sulle parole chiave su cui costruire i brani inediti che scrivono in residenza, all’interno della grotta. Le stesse parole chiave di cui hanno parlato con Aboubakar Soumahoro nell’incontro che ha avuto luogo ieri pomeriggio. Le stesse parole che utilizzeranno per dialogare con Franco Arminio questa mattina.

Aboubakar Soumahoro, sindacalista e attivista che da vent’anni in Italia lotta per i diritti dei cittadini e contro i soprusi e lo sfruttamento, ha raccolto applausi ed è stato insignito del Premio internazionale Nassiriya per la Pace consegnato dal presidente dell’associazione Elaia Vincenzo Rubano e dalla vicepresidente Rossella Cantisani.

Franco Arminio, paesologo da anni impegnato a favore della promozione culturale dei piccoli borghi e alla lotta allo spopolamento, ha presentato il suo nuovo libro edito da Bompiani, ‘Lettera a chi non c’era‘.

Al temine del talk show gli interventi musicali di Eugenio Cesaro e Lorenzo Kruger.

Il video integrale dell’incontro

©Riproduzione riservata




A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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