Covid, ‘furbetti’ buoni spesa e usurai: le ‘indagini silenziose’ della Finanza

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di Redazione

Da settembre in poi è probabile che molte imprese possano trovarsi in difficoltà economiche ed essere più esposte ai tentativi della criminalità organizzata di infiltrare i loro capitali sporchi nell’economia legale. Approfittando della crisi annunciata del post Covid. E proprio per evitare casi di usura e di shopping di aziende, la Guardia di Finanza di Salerno ha già iniziato il monitoraggio dei trasferimenti di quote societarie, smobilizzo e impiego di grandi quantità di denaro in tutta la provincia. A ribadire l’impegno in questo settore è il generale Danilo Petruccelli, comandante provinciale delle “Fiamme Gialle”, attraverso un monitoraggio continuo della situazione economica locale, con l’attivazione immediata dell’esame dei dati incrociando le varie banche dati. «Finora ci sono imprenditori che sono andati avanti con quanto avevano accantonato, molte sono già le filiere in crisi e c’è chi ha ripreso l’attività ma potrebbe non rientrare degli sforzi economici della ripartenza – sottolinea il comandante provinciale della Guardia di finanza di Salerno – Ecco perché da settembre-ottobre potrebbero essere più esposti alla “proposte” della criminalità organizzata, sia in termini di usura sia nella cessione di quote azionarie. Il monitoraggio di questo settore sarà per noi una priorità assoluta». Il generale Petruccelli chiede anche la collaborazione di banche, professionisti, notai e associazioni nel segnalare casi dubbi o sospetti: «Preservare l’economia legale è un interesse di ognuno».

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I “furbetti” del Covid. Ieri mattina il generale Petruccelli ha presenziato, assieme al prefetto Francesco Russo, ieri, alla cerimonia per il 246esimo anniversario della fondazione del corpo. Illustrati i numeri dell’attività operativa dello scorso anno. Con un capitolo interamente dedicato alle attività effettuate proprio in ambito di aiuti economici legati alla pandemia. Un’attività d’indagine sul “corretto utilizzo delle risorse pubbliche destinate alle fasce più deboli della popolazione”; ed in particolare i cosiddetti “buoni spesa” erogati dai Comuni. Le “Fiamme gialle” hanno iniziato a verificare il contenuto delle dichiarazioni presentate da quanti hanno autocertificato il possesso dei requisiti previsti, ricevendo così il sussidio. “Su un totale di oltre 9.500 istanze suscettibili di controllo, presentate ai 20 Comuni con i quali è in atto la collaborazione (tra questi, la Città capoluogo) – si legge in una nota – sono circa 1.500 quelle già all’attenzione, dal cui esame sono emerse le prime incongruenze”. Ma non solo. Nella successiva fase di parziale riapertura delle attività produttive, “la Guardia di Finanza è stata poi impegnata nelle istruttorie demandate alla Prefettura, finalizzate a verificare che gli imprenditori che chiedevano di riavviare la produzione rientrassero effettivamente fra le categorie espressamente individuate dall’Autorità di Governo”. Sono state più di 1.000 le posizioni vagliate dalle Fiamme Gialle di Salerno, “mediante la consultazione delle banche dati e sopralluoghi fisici presso le strutture aziendali”.

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