Covid, nuova ordinanza Regione Campania: cosa cambia rispetto al Dpcm

di Luigi Martino

Per muoversi nella giungla burocratica dei Dpcm e delle ordinanze, occorre tenere un concetto ben saldo nella mente: quando ci sono due documenti in vigore, uno firmato dal premier Conte e l’altro dal governatore Vincenzo De Luca, sono le misure più restrittive per ogni categoria quelle che bisogna rispettare. Un esempio facilissimo: nel Dpcm del governo è previsto l’asporto fino alle 24; nell’ordinanza della Campania l’asporto è vietato. Quindi, in Campania, occorre prendere in considerazione la misura scelta da De Luca che è quella più restrittiva.

Fatta questa premessa andiamo a conoscere insieme l’ultimo documento firmato dal governatore della Campania a palazzo Santa Lucia.

Il provvedimento prevede che «all’infuori di nidi e asili (0-6 anni), vengono confermate le disposizioni regionali sulla didattica a distanza nella scuola primaria e secondaria, salvi i progetti per alunni con disturbo dello spettro autistico e/o gli alunni diversamente abili, gia’ adottate con Ordinanza n.82, nonchè le disposizioni regionali vigenti per la didattica a distanza nelle Università».

Viene «confermato il divieto di mobilità interprovinciale, ferma la forte raccomandazione (contenuta nel DPCM del 24 ottobre) a non allontanarsi dal territorio comunale se non strettamente necessario». Per le attività di ristorazione: divieto di asporto (salvo che gli esercizi con consegna all’utente in auto e con sistema di prenotazione da remoto); consentita la consegna a domicilio, con partenza dell’ultima consegna alle 23,00 e rinvio, per il resto, alle disposizioni del DPCM 24 ottobre 2020. E cioè che i locali come bar, pub, ristoranti, pizzerie, pasticcerie, hanno l’obbligo di chiudere la saracinesca della propria attività dalle 18.00 alle 5.00 del giorno successivo.

Confermato l’obbligo di rientro a casa entro le ore 23, secondo quanto recentemente disposto d’intesa con il Ministro della Salute. Confermata per l’attività di jogging la fascia oraria nelle ore 6,00 – 8,30. Le disposizioni hanno efficacia fino al 31 ottobre, data nella quale l’Unità di Crisi effettuerà nuove valutazioni, sulla base dell’andamento epidemiologico che sarà stato registrato nel contesto regionale e locale. Inoltre è stato dato mandato all’Unita di Crisi di valutare, insieme all’Anci (associazione nazionale comuni italiani) entro il 28 ottobre prossimo, le determinazioni eventualmente necessarie in vista della commemorazione dei defunti (1 e 2 novembre).

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