Da Dante all’Eneide, l’attore Giuliano del Gaudio è la voce di Palinuro a Linea Blu

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Giuliano del Gaudio

La storia di Palinurus percorre le pagine e i versi dell’Eneide e il suo mito aleggia in quel tratto di costa, tra Pisciotta e il Golfo di Policastro, nel cuore delle acque di Palinuro, dove si sarebbe perduto, ingannato dal dio Sonno, inghiottito dai flutti. Il mitico nocchiero di Enea rivivrà nel volto e nella voce dell’attore Giuliano Del Gaudio che reciterà il momento culminante di questo tragico e affascinante episodio, il più conosciuto del poema di Virgilio, su Rai Uno nel corso del programma di Linea Blu.

Le telecamere della nota trasmissione Rai, condotta da Donatella Bianchi, racconteranno uno dei pezzi di costa più ricchi di natura, di bellezze paesaggistiche e di storia della Penisola, il Cilento, da Capo Palinuro fino a Baia degli Infreschi a Marina di Camerota.

L’attore napoletano, noto per i suoi ruoli in diverse fiction di successo come Gomorra e Squadra Antimafia, quest’estate ha recitato il 33esimo Canto del Paradiso della Divina Commedia in piazza San Domenico, davanti la chiesa, nel corso di un momento religioso e culturale organizzato da Don Gianni Citro. E’ stata questa performance a portarlo a Linea Blu.

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«Sono molto legato al Cilento, una terra meravigliosa che conosco da quando sono piccolo. – ha spiegato Giuliano del Gaudio – A Marina di Camerota e a Palinuro ho vissuto le estati  più belle della mia vita. Ho conosciuto quando avevo 8 anni uno dei miei migliori amici Alessandro Infante che per me è come un fratello. Artisticamente parlando a Marina di Camerota ho conosciuto don Gianni, il quale il 15 agosto mi ha permesso di recitare in piazza San Domenico. Ho una stima ed un affetto profondo per lui. Vorrei ringraziare per la stima e per l’affetto che ha avuto nei miei confronti anche Raffaele Esposito e il dottore Antonio Rinaldi di Palinuro».

Del Gaudio conosce più di mille versi a memoria della Divina Commedia e sogna di diventare come Roberto Benigni, al quale si ispira da sempre. «Sono arrivato alla recitazione, grazie a mio zio Armando, un appassionato di cinema, che mi faceva vedere film storici ed epici e colossal come: Quo Vadis, Spartacus ed Ulisse. La passione è nata però anche grazie a mio padre e a mia madre. E Benigni l’ho amato sin da piccolo, lo  ascoltavo sempre quando recitava e spiegava la Divina Commedia».

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