De Luca indagato: «Io parte lesa»

«In questa vicenda sono parte lesa, mi tutelerò in tutte le sedi» ma «sostengo pienamente l’azione della magistratura». Cosi’ Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, ha commentato l’inchiesta della Procura di Roma in cui è indagato assieme ad altre sei persone con l’ipotesi di concussione per induzione. «Considero il controllo della legalità un bene per le persone oneste», ha premesso, parlando ai giornalisti. «Non so chi sia questo Manna» (marito del giudice indagato con De Luca a Roma, ndr), che faccia, dove viva. Siamo impegnati nella sfida per la rinascita del Sud – ha proseguito – rispetto a questa sfida non arretriamo di una virgola e sfidiamo chiunque». La bufera sul presidente della Regione Campania si è abbattutta nella serata di ieri con la notizia che la Procura di Roma ha indagato per l’ipotesi di corruzione in atti giudiziari Anna Scognamiglio, uno dei giudici del tribunale civile di Napoli che, lo scorso 22 luglio, confermando una precedente decisione del giudice monocratico, ha accolto il ricorso di De Luca, contro la sospensione dall’incarico di Governatore. 

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«In merito alla vicenda delle ultime ore, tanti personaggi stanno tentando di costruire le loro speculazioni politiche e riguardo alla quale mi considero parte lesa. – ha detto poi il presidente – Lancio la mia sfida per la trasparenza, il rigore spartano e la correttezza amministrativa: considero il controllo di legalità una funzione essenziale in un paese democratico e un bene per le persone oneste, dunque sostengo pienamente l’azione della magistratura invitandola ad andare avanti con estremo rigore e possibilmente in tempi rapidi. – e ha concluso – Viviamo un momento in cui cittadini hanno il diritto di sentirsi rappresentati da persone perbene, pertanto ribadisco la mia richiesta di essere ascoltato dalla competente Autorità giudiziaria, essendo più di chiunque interessato a chiarire la mia completa estraneità».

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