Delitto Vassallo, «brasiliano» indagato per omicidio volontario

Sono passati più di quattro anni da quel settembre del 2010 e ora la procura di Salerno ha deciso di emettere un avviso di conclusione delle indagini a carico di Bruno Humberto Damiani, meglio conosciuto negli ambienti malavitosi di Salerno come «o’brasilian». L’unico indiziato per la morte di Angelo Vassallo è fuggito in sud America, sua terra natale, due giorni dopo il primo interrogatorio sulla morte del sindaco-pescatore di Pollica. Secondo gli inquirenti «Damiani sarebbe a conoscenza dei alcuni particolari fondamentali che ruoterebbero intorno all’omicidio di Vassallo». Ma lui non parla. Non lo fa dalla prima volta che è stato interrogato e, a distanza di quattro anni, dopo che la polizia internazionale lo ha arrestato in Colombia, all’aereoporto di Bogotà, su mandato della procura italiana, torna a fare scena muta davanti agli inquirenti volati in America appositamente per ascoltarlo. Non è proprio muta la scena del «brasiliano» che al sostituto procuratore Rosa Volpe dice di «non c’entrare nulla» con l’omicidio di Angelo Vassallo e che «Angelo Vassallo nemmeno lo conosceva». Dichiarazioni, probabilmente, ritenute false dagli inquirenti che hanno deciso comunque di indagare Bruno Humberto Damiani per omicidio volontario in concorso con altre persone ancora non identificate. Damiani ha avanzato solo una richiesta agli inquirenti, di poter far rientro in Italia per risolvere i propri problemi giudiziari relativamente alle contestazioni di droga a suo carico. E’ proprio la droga al centro del delitto Vassallo. Il sindaco del piccolo centro cilentano lottava quotidianamente per reprimere questo fenomeno. Nei suoi ultimi giorni di vita, secondo i familiari e secondo chi indaga sul caso, Angelo avrebbe avuto più volte problemi con alcuni spacciatori che smerciavano le sostanza stupefacenti scaricandole direttamente nel porticciolo di Acciaroli. Sull’interrogatorio l’avvocato Michele Sarno ha aggiunto soltanto una cosa alle dichirazioni di Damiani: «Non ha fatto nomi, nè era in grado di dire nulla su una vicenda nella quale è perfettamente estraneo».

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