Destagionalizzare? «Servono servizi che non chiudano il 31 agosto»

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«Il problema più grande del turismo nel Cilento è la sua elevata concentrazione in alta stagione, il che comporta la fine dei servizi di trasporto e dei servizi di accoglienza, oltre alla chiusura di buona parte delle attività ricettive dal primo settembre». Lo dice Emanuel Ruocco, presidente dell’associazione ViviCilento di Agropoli. «Mi riferisco soprattutto ai paesi costieri. Vedere imprenditori, anche quelli che si occupano dei trasporti, chiudere tutto il 31 agosto quando settembre permette ancora di lavorare bene, è un peccato. Soprattutto nei Comuni dove viene richiesta la tassa di soggiorno anche a settembre».

Il turista che sceglie la “bassa stagione” per le sue vacanze vede diminuire i servizi, sebbene abbia prenotato, paghi e desideri un sistema organizzato che possa avvicinarsi al turismo qualificato. «Il metrò del mare chiude il 31 agosto e anche i servizi turistici hanno subito variazioni degli orari e dei tragitti tali da rendere più difficile l’accesso alle aree turistiche più belle del Cilento a settembre».

Il riferimento è soprattutto ai trasporti ma il problema è anche culturale e la destagionalizzazione diventa una scelta politica ed economica che non può dipendere dal singolo albergo o dalla singola amministrazione, ma «dalla decisione – spiega il presidente – che nasce intorno allo stesso tavolo».

«Non si destagionalizza con un turista che viene dalla tua Regione ma con chi arriva dall’Italia del Nord e per farlo devi aumentare non la qualità delle strutture ricettive che nel Cilento sono già di alta qualità, ma appunto la cultura del turismo che spesso anche d’estate la domenica non ha mezzi pubblici, e se ci sono, sono in forma ridotta», aggiunge Ruocco. «Non se lo può permettere una location che vuole fare business». 

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La situazione cambia nel Vallo di Diano: «A fine settembre ho avuto modo di capire che nei comuni del Vallo di Diano, da Sala Consilina a Padula, Teggiano ecc, invece non si chiude mai. In questi paesi non c’è una stagione dove i servizi si riducono», ha aggiunto Ruocco. A Padula ViviCilento ha siglato anche un accordo che prevede sconti e strategie di comunicazione e promozione condivise con il polo museale.

L’associazione ViviCilento ha 60 soci e migliaia di posti letto, che vanno dagli alberghi 4 stelle e 5 stelle, resort fino ad arrivare alle case vacanza, abbiamo una platea che raccoglie tutte le richieste ricettive, in base alla disponibilità economica, comprese spa, e ci sono servizi turistici tra cui noleggio auto, bici, escursioni e si basa su tre grossi pilastri, che sono la formazione degli imprenditori turistici che fanno parte di Vivi Cilento, la promozione nelle fiere nazionali ed internazionali e l’accoglienza, con vivicilento card e gli infopoint. «Ritieniamo che il salto di qualità si possa fare affinando la capacità di creare sinergie tra imprenditori turistici e l’amministrazioni per destagionalizzare e aumentare il livello medio di occupazione».

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