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Trenitalia è un disastro: treni regionali in tilt

di Luca De Martino

Ultimamente spesso si associa Trenitalia alle oramai famose Frecce Rosse e Frecce d’argento e si spendono parole di elogio quando si sente parlare delle altissime velocità che questi particolari treni riescono a raggiungere sui tratti medio-lunghi. Nonostante questa apparente realtà aziendale positiva, Trenitalia in questo periodo estivo è avvolta dal caos più totale.  I continui ritardi stanno creando, soprattutto per chi viaggia sui treni regionali, un disagio non indifferente. Lo scenario è veramente incredibile e riporta la mente al passato, per chi viaggiava in condizioni disumane, consapevoli del fatto che da quel passato non ci siamo poi tanto evoluti. Non dobbiamo andare indietro di tanto per fare un esempio calzante della situazione critica che tutti i pendolari stanno vivendo: 6 luglio 2010 il treno regionale 2435 che sarebbe dovuto partire alle 20.06 è giunto a Centola (una piccola stazione del Cilento) con quasi due ore di ritardo; paradossalmente l’altro regionale 2437 che sarebbe dovuto partire alle 20.41 è giunto a destinazione addirittura prima del 2435, segnalando comunque quasi un’ora di ritardo. Il confronto che si può  fare è limitato alle nostre stazioni di arrivo, come Centola e Pisciotta, non si conosce il naturale proseguimento di percorso dei due treni, si stenta a credere che siano giunti in orario alle stazioni successive. Questa situazione disastrosa ci colpisce, ancora una volta, perchè nonostante un utile che a fine 2009 si registra sui 44 milioni di Euro, i pendolari vengono sempre più considerati dei numeri e non delle persone che subiscono continuamente dei forti disagi. Ai piani alti non interessa offrire la comodità e la sicurezza, interessa semplicemente trasportare questi “numeri” da un posto all’altro, possibilmente accumulando numerosi ritardi per complicare loro la vita. Illudendoci che le cose possano, un giorno cambiare, si consiglia a tutti di avere tanta, ma tanta, santa pazienza se proprio non potete evitare di viaggiare su Trenitalia.




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