Si è spento Salvatore Paolino, primo sindaco dell’era repubblicana

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Si è spento Salvatore Paolino, primo sindaco dell’era repubblicana

Salvatore Paolino, primo sindaco di Capaccio Paestum dell’era repubblicana, si è spento all’età di 94 anni. A ricordare il suo impegno politico ed amministrativo il primo cittadino Marino.

“Il tempo cancella molta parte della memoria degli uomini, ma certamente l’oblio non cadrà sull’epopea della rinascita del secondo Dopoguerra, di cui fu protagonista assoluto Salvatore Paolino, per la conquista delle terre e la rinascita del Mezzogiorno d’Italia. Da agitatore politico a uomo delle istituzioni, ha avuto sempre un percorso coerente e forte, con l’obiettivo dell’avanzamento civile, sociale e culturale delle nostre popolazioni”. Al Sindaco ha fatto seguito il cordoglio dell’intero Consiglio comunale, del direttore generale, del segretario comunale e dei dipendenti tutti del Comune di Capaccio Paestum, che si sono stretti con affetto al dolore del figlio Paolo Paolino, Presidente del Consiglio comunale. Salvatore Paolino, già consigliere ed assessore provinciale, era stato insignito, il 20 dicembre 2007, di una medaglia celebrativa in ricordo della “Celebrazione del primo Consiglio comunale dell’Italia Repubblicana del Comune di Capaccio”, al quale (nel marzo 1946) aveva preso parte in qualità di consigliere. A conferire il riconoscimento, nel corso di una riunione straordinaria dell’assise civica, proprio l’allora neo eletto sindaco Marino. I funerali saranno celebrati, oggi pomeriggio alle ore 16.00, in Salerno, città nella quale da tempo Salvatore Paolino, già consigliere ed assessore provinciale, viveva con la moglie. Come da protocollo, il feretro sarà accompagnato dal Sindaco di Capaccio Paestum munito di fascia tricolore, seguito da esponenti della Giunta e del Consiglio.
Agenti della polizia municipale di Capaccio Paestum in alta uniforme scorteranno il gonfalone comunale, così come previsto dal regolamento in caso di cerimonie funebri riguardanti ex Sindaci o amministratori.

fonti:cronachesalerno.it


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