Dopo quello di Viterbo la denuncia di un rave party nel Cilento: «Liberi di fare qualsiasi abuso»

di Luigi Martino

E’ andato avanti per almeno cinque giorni il rave party nelle campagne di Valentano, nel viterbese, al confine tra Toscana e Lazio. Un raduno illegale, organizzato sui social, che è iniziato nella notte tra il 13 e il 14 agosto, richiamando circa 10 mila persone da tutta Europa, tra alcool, droga e musica altissima, in barba a qualsiasi norma sulla sicurezza e del rispetto delle restrizioni imposte dalla pandemia. Ora la procura ha aperto un’inchiesta e chissà se non accade lo stesso anche nel Cilento.

L’episodio

Siamo nel Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, immersi in un’oasi di pace e tranquillità, lontano dal frastuono del turismo chiassoso della costa e vicino al fiume Calore, che qualche anno fa è stato eletto ‘fiume più pulito d’Europa’. «Si ripete da 4 o 5 anni sotto gli occhi di tutti, qualcuno protesta ma si va poco in là». La denuncia parte da Marco, un abitante della zona a cui abbiamo deciso di affibbiare un nome di fantasia. La zona, oltre a ricadere nei vincoli di un’area protetta, ospita diverse specie di animali, qualcuna anche in estinzione. Ad esempio la lontra e specie ittiche rare come il barbo, l’alborella meridionale, il vairone, uccelli come il nibbio reale, il lanario, il falco pellegrino, il gufo reale, il succiacapre, il martin pescatore, la ghiandaia marina.

Sesso, droga e musica altissima

Chi racconta afferma di aver udito «musica altissima a livelli insopportabili» e di aver visto con i propri occhi «coppie che facevano sesso sulla sponda del fiume e ragazzi sballati sotto effetto di alcol e sostanze stupefacenti». «L’altra sera – continua Marco nel racconto – vi erano almeno un centinaio tra auto, camper, tende. Ci saranno state 500 persone che ballavano, ‘stracotti’. Non puoi immaginare la ‘roba’ che gira. Sembra la terra di nessuno».

«Ma perché, chi vive nel Comune di Altavilla Silentina sul lato della collina rivolto agli Alburni, ogni estate deve sottoporsi ad estenuanti fine settimana e oltre? – aggiunge Elvira che scrive pubblicamente sui social – Balliamo anche nel letto a causa del volume oltremodo alto delle feste organizzate sul fiume. È tutto normale?».

La location e l’organizzazione

Un’attività come un bar, un ristorante o anche un luogo di cultura come un teatro o un museo, deve badare bene a far rispettare tutte le norme anticovid in atto. E non può sbagliare: altrimenti incappa in sanzioni salate e – in alcuni casi – nella sospensione dell’attività con la chiusura del locale. Un rave party, invece, è cosa semplice da organizzare. La festa si sarebbe tenuta tra i comuni di Altavilla Silentina, Serre, Controne, Castelcivita e Postiglione. I partecipanti al rave si accampano in un punto del fiume di un primo Comune, fanno il loro casino totale e di giorno si vedono arrivare chi protesta, guardie ecologiche, vigili, forze dell’ordine, eccetera. In alcuni casi hanno “affittato” un terreno da un privato in via informale, altre volte il terreno è pubblico e lo hanno occupato. Il giorno dopo qualcuno cerca di ripulire anche se i preservativi, i rifiuti, la plastica e i frigoriferi restano come ricordo tra gli anfratti e il greto del fiume. Dopo le “visite” la comunità del rave si sposta nel Comune vicino, in un altro terreno e la situazione si ripete identica al giorno prima. Il viaggio da una sponda all’altra del fiume va avanti per una decina di giorni.

L’ambientalista

Alle denunce dei cittadini si aggiunge quella di Luigi Carrozza, membro dell’associazione di sicurezza ambientale Anpana di Altavilla: «E’ qualcosa che non si deve fare, è illegale, poi con il Covid figuriamoci. Sul fiume c’è immondizia, plastica, di tutto. Indescrivibile e grave. Abbiamo denunciato ma non capisco perché non finisca. C’è anche il problema della gente che chiama l’associazione dopo che il rave si è chiuso. Ma come si fa!? Però ieri sera probabilmente hanno finito».

Le indagini

Dopo le denunce dei cittadini e il fatto riportato da alcuni giornali anche nazionali, le istituzioni pare si siano cominciate a muoversi. Il caso sarebbe arrivato anche sulla scrivania degli inquirenti ma, ora che il rave è finito, sarà davvero complesso individuare i partecipanti.

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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