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Duecento oli in gara, il più buono è quello del Cilento

di Luigi Martino

Sono l’olio extravergine di oliva Dop Cilento dell’azienda Piero Matarazzo di Perdifumo in provincia di Salerno e il biologico del frantoio Intini di Alberobello nel barese i vincitori della diciassettesima edizione del Sirena d’Oro annunciati questa mattina in un incontro alla Camera. Duecento i prodotti che hanno partecipato quest’anno al tradizionale premio dedicato agli extravergini Dop, Igp e bio italiani che si svolgerà a Sorrento il 29 e il 30 marzo con il patrocinio del Ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. Sul podio anche gli oli della società agricola Podere Grassi di Greve in Chianti (Fi) e l’azienda Tommaso Masciantonio di Casoli (Ch), che conquistano rispettivamente la Sirena d’Argento e la Sirena di bronzo nella categoria Dop e Igp, mentre l’azienda agricola Donato Conserva di Modugno (Ba) e la società agricola Vernera di Spano di Buccheri (Sr) si assicurano il secondo e il terzo posto nella categoria Bio. Spazio anche al confronto internazionale nel premio dove, insieme alle produzioni giapponesi presenti anche lo scorso anno, arrivano quelle cinesi e portoghesi.

«Il Sirena d’Oro contribuisce in maniera concreta a difendere le peculiarità dei nostri prodotti per quel che riguarda la materia prima e per le tecniche di lavorazione», ha detto il presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Filippo Gallinella, intervenuto alla presentazione dei vincitori. Tra le novità dell’edizione 2019 del Sirena d’Oro, promosso dal Comune di Sorrento, in collaborazione con Coldiretti Campania e Camera di Commercio di Napoli, c’è il progetto didattico rivolto agli istituti alberghieri per trasferire ai futuri chef e operatori della ristorazione, le competenze necessarie per distinguere il vero extravergine.

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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