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“E’ ancora aperta e giocabile la partita con il Pdl”. Concretezza e linearità lo stile di Donato Pica

di Maria Antonia Coppola

Regionali, Pica ha presentato in forma ufficiale la sua candidatura per il Partito Democratico al Consiglio regionale della Campania.

Con la solita sobrietà che contraddistingue il suo stile Donato Pica, consigliere regionale uscente, si è presentato in maniera molto semplice alla gente che assiepava la Sala Moka nel centro cittadino. Ha colpito la sua concretezza e la linearità del suo programma ottimamente compendiato in un opuscolo molto ben fatto. La presentazione del candidato è stata affidata all’ing. Luca Cascone (assessore alla viabilità del Comune di Salerno) che lo ha descritto come una persona sensibile e vicina alla gente anche nel rispondere direttamente al cellulare. Sembrerà una banalità ma è proprio attraverso il contatto telefonico mai negato a nessuno che Donato Pica (Donatino per gli amici) riesce ad entrare anche in ambienti politici, culturali, sociali, economici e sportivi rigidamente chiusi ad altri candidati. Cascone ha chiuso il suo intervento annunciando che dagli ultimi dati dei sondaggi elettorali Vincenzo De Luca avrebbe superato Stefano Caldoro nella corsa verso Palazzo Santa Lucia di Napoli, corsa che era iniziata con un largo vantaggio per il candidato del PdL. “E’ una campagna elettorale molto difficile –ha detto Pica- e la Regione ha un sistema burocratico amministrativo che pesa come un macigno sulla rapidità delle scelte politiche e gestionali per l’intero territorio regionale. Abbiamo avuto un partito ingessato, lento, timoroso e diviso. Fortunatamente De Luca ha riportato le varie componenti all’unità non formale e per questo la partita è ancora aperta e giocabile””. Pica ha poi continuato dicendo che non conta il troppo napolicentrismo se ad esso viene accompagnata una politica di difesa di tutte le altre realtà locali e provinciali. Non a caso la sua breve attività di consigliere regionale è stata attuata partendo proprio dal centro di Salerno per dispiegarsi su tutto il territorio provinciale. Sono cinque i punti salienti del programma che Donato Pica intende portare avanti, se eletto, nei prossimi cinque anni di gestione della cosa pubblica regionale. Costituzione dell’area metropolitana di Napoli, più autonomia e maggiori risorse per i territori della Provincia di Salerno. Centralità del lavoro-spazio ai giovani ed alla meritocrazia. Decentramento amministrativo: funzioni concrete e capacità decisionale per gli Enti Locali. Sanità e servizi sociali, coordinamento e programmi comuni, più attenzione alle fasce deboli, cronicità e lungodegenza; integrazione pubblico-privato. Ambiente e difesa del territorio: lotta all’erosione costiera ed al dissesto idrogeologico. Ma nel programmi di Pica c’è anche la promozione culturale, la ripresa economica per la rinascita economica e sociale, lo sviluppo agricolo attraverso la ricerca della qualità e la promozione dei prodotti tipici nell’ottica del sostegno alle aziende agroalimentari. Non dimenticando la valorizzazione del territorio attraverso la promozione del patrimoni di comunità e la centralità degli enti locali per la definitiva promozione del turismo. La formazione e la partecipazione dei giovani saranno punti molto fermi nel progetto di governo di Pica che non dovrà mai abbandonare la lotta per la difesa dell’ambiente, per la tutela delle spiagge e delle coste e la salvaguardia del suolo. Il punto nodale per Pica rimane quello della sanità, insomma la tutela della salute e delle fasce deboli passa per la difesa delle strutture sanitarie e la migliore qualità dei servizi. “”Non bisogna demonizzare –ha precisato Pica- l’operatore privato della sanità, il confronto su un terreno di corretta competizione non può che migliorare il servizio nel suo complesso. Anzi è auspicabile che gli imprenditori privati eccellenti vengano chiamati all’interno del variegato mondo della sanità pubblica con regole e distinguo molto precisi. La mia lunga esperienza di presidente della conferenza dei sindaci nell’ambito della ex ASL Sa/3 mi induce a dichiarare che, nel suo complesso, la sanità pubblica può e deve essere recuperata per il bene di tutti. E’ sufficiente –ha concluso- ridare nuove regole generali e fare scelte dall’alto profilo professionale e manageriale per rimanere al passo con i tempi””.

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