Fase due, le proposte dei consiglieri del “Gruppo Misto Camerota” e “Viva Camerota”

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Il Covid-19 ha risparmiato il Comune di Camerota e tanti altri comuni del Cilento dal punto di vista epidemiologico, ma nessuno è esente dalle ripercussioni economiche e sociali che questo fenomeno ha generato. E seppure rimane un’isola felice per bellezza e attrattività, Camerota ha risentito e risentirà ancor di più in vista della stagione estiva, di preoccupanti contraccolpi economici. Francesco Calicchio e Josè Rafael Saturno del Gruppo Misto e Orlando Laino del gruppo Viva Camerota hanno protocollato nei giorni scorsi una richiesta di adozione di misure straordinarie per fronteggiare questa seconda fase con relativa trattazione in consiglio comunale. 

«È senza dubbio apprezzabile il lavoro svolto dall’amministrazione e da tutti i volontari delle associazioni di Protezione Civile di Camerota, che hanno tutelato la salute dei nostri concittadini fino ad oggi, ma ora bisogna mettere in campo un piano per la ripresa di Camerota. Bisogna riprendere in mano il futuro, infondere speranza e fornire strumenti utili per rinascere dalle proprie ceneri», dichiarano. E ancora: «Siamo consci delle difficoltà dei Comuni che hanno a disposizione risorse risicate e sono costrette in lacci e lacciuoli burocratici, soprattutto i Comuni come il nostro che per di più deve fare i conti anche con il pre-dissesto, ma è anche vero che in questo momento storico i Comuni devono avere il coraggio di mettere in campo una politica economica espansiva, capace di affrontare adeguatamente l’impatto della crisi economica e di gettare le basi di un rilancio della crescita. Per questo motivo, abbiamo proposto al Sindaco, alla Giunta e all’intero Consiglio Comunale una serie di misure volte a dare un minimo di sollievo e slancio a tutte le categorie economiche e sociali del nostro Comune».

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Le misure contenute nel documento prevedono:

  • esenzione dal pagamento dei tributi locali, per il periodo marzo-dicembre 2020 o fino al termine della crisi, al fine di attivare una maggiore liquidità nel sistema produttivo locale: l’attivazione di tale misura agevolativa è però connessa al ristoro, da parte del Governo, di risorse finanziarie equivalenti che l’Amministrazione comunale dovrà richiedere; in subordine, proroga della sospensione dal pagamento dei tributi per tutto il 2020;
  • proroga della sospensione delle procedure esecutive in essere e degli accertamenti fino al 31/12/2020;
  • cancellazione del canone, o sensibile riduzione delle tariffe, per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP/TOSAP) in concessione o concedibili a bar, ristoranti, attività commerciali ed accessi alle proprietà private;
  • concessione gratuita, od a tariffa agevolata, di un maggiore spazio pubblico in prossimità dell’esercizio commerciale, per posa gazebo e tavolini, dove possibile e sempre nel rispetto delle prescrizioni del Codice della Strada e del transito dei mezzi di soccorso, delle esigenze degli esercenti e degli immobili prospicienti e confinanti, di un’equa ripartizione del suolo pubblico e del decoro pubblico (nella formula “adotta uno spazio pubblico” di cui prendersi cura per il periodo di riferimento), tenuto conto che le misure adottate per la ripresa delle attività commerciali, durante l’epidemia in atto, prevedono una limitazione nell’uso dei tavolini, che andranno predisposti ad una maggiore distanza l’uno dall’altro;
  • sostegno all’edilizia mediante l’azzeramento del costo del suolo pubblico per la riqualificazione delle facciate, connettendo la misura con il “Bonus Facciate” previsto dalla Legge di Bilancio per l’anno 2020; · favorire la rimodulazione delle condizioni e dei termini economici dei contratti di affitto fino a quando sarà cessata l’emergenza, prevedendo, fatta salva la quota statale del tributo, un’IMU agevolata a favore di tutti i proprietari immobiliari disposti ad abbassare, anche in via temporanea, i canoni in origine pattuiti;
  • esenzione dal pagamento dell’imposta TARI, limitatamente all’intero periodo di chiusura, per tutte le attività a cui è stato precluso l’esercizio sulla base dei codici ATECO non 3 autorizzati dal decreto Cura Italia, e per i proprietari di “seconde case” a cui è stato impedito l’accesso sul territorio comunale;
  • modifica dei regolamenti comunali in materia di entrate, prevedendo rateizzazioni più ampie che tengano conto della gravità della crisi economica in atto;
  • snellimento delle procedure amministrative nei confronti di cittadini, imprese e professionisti;
  • riduzione del 50% delle tariffe per la sosta nelle strisce blu per i non residenti, con esenzione dal pagamento per i residenti su tutto il territorio comunale, al fine di incentivare l’afflusso turistico e mitigare gli effetti negativi della crisi;
  • conferma delle tariffe vigenti e dei casi di esenzione per la tassa di soggiorno, prevedendo che una quota del 50% sia destinata a sostegno delle strutture ricettive che garantiranno per l’anno 2020 almeno il 70% dell’occupazione del personale impiegato, a vario titolo, nell’anno precedente; nel caso di riduzione delle tariffe, invece, prevedendo che una quota del 50% sia destinata a sostegno delle strutture che garantiranno per l’anno 2020 almeno il 50% dell’occupazione di personale impiegato, a vario titolo, nell’anno precedente: a tal fine fanno presente che non vi sono ragioni ostative a che una quota del gettito, anche prefissata in percentuale, sia direttamente attribuita ad altri organismi, quali ad esempio consorzi tra Comuni o delle strutture ricettive, che abbiano come compito il sostegno al turismo.

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