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Ferragosto nel Cilento, green Pass e assembramenti: partono controlli in ‘borghese’

di Redazione

Al via oggi i maxi controlli anti Covid delle forze dell’ordine, in borghese e in divisa. Diventa operativo il piano sicurezza della prefettura per il Ferragosto, l’altro ieri riunione in questura. Massima allerta su Green Pass, ordine pubblico e assembramenti. Tra i luoghi nevralgici, le aree più battute dai turisti: Camerota, Sapri, Acciaroli, Agropoli, Castellabate e Palinuro. Le forze dell’ordine e di polizia sono pronte a scendere in campo. Verifiche anche sulla mascherina e sul divieto di alcolici d’asporto dopo le 22.00.

Il cliente può rifiutare di mostrare il documento di identità?

No, il cliente è tenuto a mostrare il documento di identità se il gestore rileva una incongruenza. Anche se di fronte non ha un pubblico ufficiale.

Che sanzioni sono previste per i cittadini che violano le regole?

Per il cittadino sono previste sanzioni amministrative da 400 a mille euro, a cui si sommerà una denuncia per falso in caso l’identità non corrisponda alla certificazione verde.

In quali casi ci sono sanzioni per il gestore di un locale?

Il gestore è punito se non chiede al cliente il green pass all’ingresso del locale. Non è responsabile della presentazione di green pass falsi, a meno che siano palesi le incongruenze della certificazione esibita. Le sanzioni amministrative vanno da 400 a mille euro. É anche prevista la chiusura dell’esercizio se la violazione viene ripetuta per tre volte.

Il gestore è responsabile del green pass falso del cliente?

No, non è responsabile di un green pass contraffatto, «laddove non siano riscontrabili palesi responsabilità a carico dell’esercente». Questo significa che in caso di palesi incongruenze l’esercente deve chiedere il documento di identità al cliente, altrimenti è passibile di sanzione.

Come avviene il controllo in un locale dove c’è l’obbligo di uso del green pass?

Il personale incaricato deve controllare la certificazione con la app VerificaC19. Inquadrando il Qr code appare una schemata verde se il pass è valido, rossa se non lo è. La schermata azzurra segnala che il pass è valido solo in Italia. Se la certificazione è scaduta, non è ancora valida o è stata revocata si accenderà la luce rossa. In caso di inconguenze palesi potrà essere richiesto il documento di identità al cliente.

Per l’ingresso in un ristorante al chiuso serve il green pass?

Sì, al momento dell’ingresso del cliente in un ristorante al chiuso è necessario chiedere al cliente di mostrare il green pass. L’esercente deve verificarne la validità.

Negli stadi chi controllerà il green pass?

Lo faranno gli steward, chiarisce la circolare, che chiederanno anche il documento di identità in caso di palesi incongruenze del certificato prodotto. Gli steward sono personale iscritto in elenchi ad hoc dei questori. Il loro impiego è previsto in servizi ausiliari di polizia negli impianti sportivi.

Vado in palestra al chiuso. Devo mostrare il green pass?

Sì, per l’ingresso in una palestra al chiuso, come per entrare al cinema o per andare a teatro, è richiesto il green pass. Può essere richiesto anche un documento di identità se il gestore rileva palesi incongruenze nel green pass presentato.

La certificazione verde è richiesta anche in zona bianca?

Sì, è richiesta in zona bianca, ma anche nelle zone gialla, arancione e rossa, dove i servizi e le attività siano consentiti. E regioni e province autonome possono prevedere ulteriori utilizzi della certificazione verde Covid-19.

Il green pass è richiesto per i bambini?

La certificazione verde non è necessaria per i bambini sotto i 12 anni per accedere ad attività e servizi per i quali nel nostro Paese è necessario il green pass (mangiare seduti al tavolo in una sala al chiuso di un ristorante, visitare un museo o un parco di divertimento). La certificazione non è richiesta per accedere ai centri educativi per l’infanzia e ai centri estivi, incluse le relative attività di ristorazione. In caso di viaggio dall’estero in Italia, ai bambini con più di 6 anni è richiesto il tampone molecolare o antigenico rapido. Per i viaggi fuori dall’Italia, i limiti sono decisi dai singoli Paesi e possono variare in base alla situazione epidemiologica. Prima di mettersi in viaggio, dunque, è bene informarsi sui siti dei Paesi di destinazione.

Come si devono comportare le persone esenti dal green pass?

In Italia alcuni persone sono esenti dal green pass sulla base di idonea certificazione medica. Per queste persone è in arrivo una certificazione digitale dedicata. Finché questa non sarà disponibile, possono essere utilizzate quelle rilasciate in formato cartaceo.

Il gestore può essere punito se il cliente presenta un green pass di un’altra persona?

No, salvo i casi di palese incongruenza del certificato con i dati anagrafici. Per esempio se la certificazione prodotta è relativa a una persona che dalla app VerificaC19 risulta di età maggiore a quella della persona che la presenta. O se la certificazione è intestata a una persona di sesso diverso da quello del cliente.

Il green pass può essere revocato?

Sì. Il green pass è revocato, per esempio, allo scadere delle 48 ore dopo il test negativo. O quando è stata somministrata la prima dose ma non ci si è pres

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