Fondovalle Calore, Cirielli: «Governo accerti eventuali responsabilità Soprintendenza»

«Ho presentato un’interrogazione al ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo sulla realizzazione della Fondovalle Calore, opera viaria strategica di collegamento tra le aree interne del Cilento e della Valle del Sele, per sapere quali iniziative ritenga opportuno adottare per accertare eventuali responsabilità nell’inerzia della Soprintendenza, che ha portato, a giudizio dell’interrogante, a un sicuro danno per la provincia di Salerno». È quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. «Nonostante si auspicasse una proficua collaborazione da parte della Soprintendenza per l’adozione degli atti finalizzati all’immediata riapertura dei cantieri – spiega – e nonostante i numerosi tentativi fatti dall’amministrazione provinciale per evitare anni di ricorsi, è intervenuto un ennesimo stop ai lavori; in particolare, la Soprintendenza, insistendo in un atteggiamento che all’interrogante appare ostruzionistico e contrario al principio di leale collaborazione che dovrebbe connotare l’operato delle pubbliche amministrazioni, ricorreva in appello al Consiglio di Stato, opponendosi alla sentenza del Tar, che in primo grado aveva accolto le richieste della Provincia».

«Sulla questione – sottolinea Cirielli – sono già stati presentati gli atti di sindacato ispettivo n. 4-02229 e n. 4-03093 al fine di interrogare il Governo sull’opportunità di verificare l’esistenza di eventuali responsabilità nell’inerzia della Soprintendenza, ma ad oggi il Ministro interrogato non si è ancora pronunciato. Tale paradossale e assurda vicenda – conclude – conferma l’urgente necessità di intervenire con una riforma strutturale nel complicato mondo delle norme che disciplinano le opere pubbliche e gli strumenti giudiziari che ne possono bloccare il completamento;  l’intrigato corpo normativo sta sempre più rappresentando un ostacolo alla crescita economica, al miglioramento delle condizioni di vita di tanti cittadini salernitani e al «sistema Salerno» che rischia di non sviluppare appieno le sue grandi potenzialità. Sono numerose, infatti, le opere bloccate dalla burocrazia nel salernitano, e soprattutto in questo momento di forte crisi socio-economica e occupazionale, non ci si può permettere il lusso di lungaggini burocratiche che paralizzano ulteriormente lo sviluppo del territorio».

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