Gesù su barcone migranti, don Gianni: «Politici si ergono a tutori ordine cose sacre»

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«Le città gareggiano negli allestimenti luminosi per regalare alle folle il sentore della Festa. Nei piccoli centri timidi tentativi di non restare troppo indietro e far sentire agli abitanti il luccichio del Natale. Qualche parroco, più sensibile alle tragedie umane, colloca la scena della Natività in un barcone rovesciato. Mi era già capitato di vederlo da qualche parte e, da cristiano, mi è sempre venuto naturale pensare che il mio Dio fosse presente nelle sciagure del mondo e da sempre, da San Francesco, inventore del presepe, in avanti, la venuta del Dio Bambino, è stata immaginata e celebrata nel segno potente dell’umiltà, tra le miserie umane e nella debolezza più estrema». Inizia così la lunga lettera di don Gianni Citro, sacerdote di Marina di Camerota e organizzatore del Meeting del Mare, in risposta alle polemiche sollevate da alcuni esponenti politici dopo il l’allestimento della Natività, da parte di un sacerdote di Padula, su un barcone carico di migranti.

«Intanto alcuni esponenti politici di una destra conservatrice, spaventosa, armata fino ai denti per azzannare il potere, cavalcando le paure della gente, si ergono a tutori dell’ordine delle cose sacre, delle venerande tradizioni che più sanno di muffa e più appaiono degne di rispetto, difensori dei simboli inviolabili trattati come cimeli per adornare le uniformi di rappresentanza, paladini del cristianesimo delle forme, delle parate, delle etichette e dei cerimoniali vuoti – continua don Citro -. Uomini che rappresentano le Istituzioni dello Stato e aggrediscono, nel nome di una tradizione che, per loro, è solo facciata, senza sostanza e senza significato, lo sforzo di un parroco che ha voluto con cristiana semplicità dare un valore attuale al Natale Eterno del Figlio di Dio. Ma perché vi fa tanta paura la fede autentica nel Dio dei poveri e delle Rivoluzioni? Tutto chiaro. Perché dovete salvare la sacralità della famiglia ma avete molte amanti e andate a prostitute. Dovete difendere l’ordine pubblico ma volete annientare i deboli e mettere in carcere i tossici, insieme alle altre cose che ritenete vergognose e oscene. Volete proteggere la Religione, ma del mistero di Dio, della vita vera del popolo credente e del terremoto sociale e culturale del Vangelo non ve ne frega niente. Anzi vi disturba, vi inquieta. In Chiesa non ci andate, non fate opere di bene… Ma volete a tutti i costi vedere la mangiatoia col fieno sotto il corpo fragilissimo del Dio fatto uomo. E invece no. Convincetevi che siete voi nell’errore, perché del Natale di Gesù Cristo non avete capito niente e con la solita volgare arroganza e violenta ipocrisia volete insegnare a un parroco come deve raccontare alla sua gente il Natale del Dio degli ultimi, tentando con ferocia di spargere odio anche tra i credenti, su un argomento che è profezia di pace. Lasciate in pace il mondo della fede. Non vi appartiene. Anzi è la pietra di inciampo contro cui si infrangerà la vostra corsa al potere totale. La nostra libertà di figli di Dio non si piegherà mai all’orrore di chi sventola i simboli della fede e li svuota del loro significato unico e vero».

E’ chiaro il riferimento al questore della Camera, nonché parlamentare ed esponente di Fratelli d’Italia, Edomondo Cirielli. Lui che, in una nota, qualche giorno fa, aveva definito la nascita di Gesù sul barcone, come «una mistificazione delle tradizioni». Don Gianni Citro, nella sua missiva, pubblicata anche dalla pagina ufficiale del Meeting del Mare, continua sostenendo come «il Dio dei Cristiani veri, non di quelli che hanno solo la divisa dei credenti, nasce tra i miserabili, tra i profughi senza speranza, tra i tossici senza più forze, tra i malati terminali, tra i disoccupati senza più dignità di cittadini, tra i bambini soli, orfani e abbandonati. La vera culla di Gesù non è quella che serve a voi da ammirare in un sazio pomeriggio di giorno di Festa, come digestivo di un interminabile pranzo tradizionale, ma è nelle discariche del mondo che intossicano la nostra meravigliosa umanità, perché Dio è venuto a guarire le ferite della storia e non ad arredare il salotto buono di casa vostra» chiosa il religioso.

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Sul caso, nei giorni scorsi, è intervenuto anche il vescovo della diocesi di Teggiano-Policastro, Monsignor Antonio De Luca.

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