Giù palazzo Zerenga, stop al degrado nel cuore di Capaccio Scalo

di Luigi Martino

Il sindaco Alfieri: «Demolirlo era doveroso. Quel palazzo metteva a rischio l’incolumità pubblica e deturpava il centro della Città».

È stato demolito stamattina, alla presenza del sindaco Franco Alfieri, palazzo Zerenga. L’edificio, in totale degrado e in pessime condizioni igienico-sanitarie, era collocato nel cuore di Capaccio Scalo, nell’intersezione di via Italia e via Salvo D’Acquisto, e costituiva da anni un pericolo per l’incolumità dei cittadini.

La demolizione in danno dello stabile è l’ultimo atto di un iter avviato dall’amministrazione Alfieri subito dopo l’insediamento. L’immobile, infatti, come emerso da più di un sopralluogo, mostrava una grave situazione strutturale. Più volte, infatti, si sono registrati distacchi dal fabbricato proprio a causa delle sue precarie condizioni statiche, con reale e concreto pericolo di crollo e, dunque, di minaccia per l’incolumità pubblica. Grave anche la condizione di degrado igienico-sanitario dovuta alla presenza di piccioni e di ratti.

«Dopo l’ex cinema Myriam, abbiamo demolito oggi l’altro edificio che, con il suo degrado, metteva a rischio l’incolumità dei cittadini e deturpava il cuore di Capaccio Paestum – dichiara il sindaco Alfieri – Una Città come la nostra, conosciuta nel mondo e meta di turisti da ogni dove, deve sempre mantenere un certo decoro. Quindi non può certo permettersi di avere uno stabile pericolante e degradato in una delle sue vie principali. Demolirlo, dopo aver messo in campo tutte le procedure previste dalla legge e aver vinto un ricorso al Tar, era doveroso e ormai indifferibile. Come sempre, agiamo con passione e coraggio per il bene della nostra Città».

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Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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