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Giungano, consiglio comunale teso. La Di Marco: «Parole offensive nei miei confronti»

di Redazione

Polemiche a Giungano dopo l’ultimo Consiglio comunale, avvenuto nel mese di dicembre, da parte della consigliere di minoranza, Mariassunta Di Marco. «Tra le varie affermazioni a dir poco offensive nei confronti dei consiglieri di minoranza e totalmente fuori luogo, ha pronunciato le testuali parole come da registrazione che mi ha fatto pervenire un anonimo presente tra il pubblico, cioè indossare la fascia tricolore è una responsabilità che si ha verso tutti, non per velleità mi metto i tacchi a spillo 13,14 e 15, mi metto la fascia tricolore e vado in giro, non è questo il sindaco» denuncia la Di Marco.

E aggiunge: «Considerato che tale affermazione non solo è offensiva della mia persona ma di tutte le donne in generale, la cosa ancor più grave è che l’unica donna presente in quella assise non ha pronunciato parola al riguardo. Ma com’è possibile che proprio lei che non perde occasione per farsi paladina dei diritti delle donne tace difronte ad una simile affermazione solo perché la donna in questione appartiene all’avverso schieramento politico? Le donne non sono per caso tutte uguali? A ruoli invertiti io da Donna avrei difeso la mia collega consigliera vista anche la sua assenza e quindi la sua impossibilità a replicare. Cosa ancor più grave è che la stessa ha anche preso la parola senza però rendersi conto della gravità dei fatti. Visto che afferma sempre che la donna ha una sensibilità superiore, come mai in questo caso la sua sensibilità non è stata superiore?».

Quindi, conclude: «Trovo di cattivo gusto, poco educato e per nulla rispettoso parlare di persone assenti che, in quanto tali, non si possono difendere. Il rispetto personale e l’educazione fanno sicuramente la differenza tra le persone ma queste sono doti che non appartengono ai “nostri politici”. Quando poi in un contesto simile si offende la figura della donna in politica e quindi della donna in generale allora abbiamo toccato davvero il fondo. In ogni caso ad oggi il verbale di quella seduta non è stato ancora pubblicato evidentemente la Segretaria Comunale, donna anche lei, si mortifica a riportarne il contenuto».

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