Grido d’allarme per le piscine chiuse: «Lockdown duro colpo: ora in sofferenza incredibile»

di Antonio Vuolo

«Questo ulteriore lockdown è un colpo molto duro, perché ancora ci sono le ferite di quello precedente, e in questo nuovo le piscine, che sono strutture molto costose, hanno ancora ferite più ampie». È il grido di sofferenza di Simone Piccirillo, titolare di una piscina a Castellabate, costretto a chiudere a seguito del nuovo DPCM, dopo che aveva ripreso regolarmente le attività nel rispetto dei protocolli anti Covid.

«Già veniamo da un periodo di grande sofferenza per il precedente lockdown perché è avvenuto in un periodo molto particolare: in primavera, a marzo, ci sono molte nuove iscrizioni – aggiunge Piccirillo – La partenza? La partenza non è stata felice perché c’è stata molta paura».

«La dichiarazione del Governo molto infelice per quella settimana di prova è stata devastante, perché in quel periodo ci sono le adesioni pre invernali». Quindi, con amarezza, conclude: «Con un numero bassissimo è arrivata la chiusura. Le piscine sono in uno stato di sofferenza incredibile. Con queste parole parlo a nome di tutte le piscine d’Italia».

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