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Minacce ad un nostro cronista.Scattata la querela. Anzi due querele

di Redazione

Ritorniamo alla vicenda che ha visto coinvolto un nostro cronista. Luigi Martino dopo aver scritto un articolo – inchiesta  nel quale raccontava qualche ora trascorsa nella guardia medica di Marina di Camerota, senza nessun presidio e senza la presenza di personale, documentando con servizio fotografico gli spazi aperti e tutto il materiale interno incustodito e a disposizione di tutti, è stato raggiunto da minacce verbali da parte di Salvatore Di Maio, un operatore in servizio presso questo ambulatorio. Il cronista ha anche riportato le dichiarazioni delle persone che erano presenti per richiedere cure mediche e che denunciavano il disservizio. A seguito delle minacce, che questo giornale ha riportato, si è recato presso la caserma dei carabinieri per denunciare l’accaduto. Quel giorno in caserma c’era anche un medico della stesso ambulatorio. Di seguito Luigi Martino, si è recato nuovamento presso la guardia medica per farsi curare una ferita alla testa, dovuta ad un incidente. Giunto sul posto i medici si sono messi a disposizione per medicargli la ferita. Venuti a conoscenza del fatto che era lui il cronista che aveva raccontato la vicenda, si sono complimentati con lo stesso per il servizio giornalistico a sua firma, assumendosi anche la responsabilità per avere lasciato la guardia medica senza presidio. "La colpa è stata soltanto nostra se abbiamo lasciato tutto incustodito", hanno detto. Poi hanno anche fatto notare due locandine pubblicitarie affisse in quei locali, relative ad attività commerciali "di proprietà di alcuni familiari dell’assessore Del Gaudio", hanno detto. Il medico, nel mentre provvedeva a curare Martino ha raccontato la vicenda che sarebbe intercorsa tra lui e lo stesso Di Maio, a seguito della lettura dell’articolo. Ecco cosa ha raccontato.
"Noi medici parlavamo tra di noi e io stesso mi congratulavo con il ragazzo, senza sapere chi eri (rivolgendosi a Martino ndr.), del fatto che era un bell’articolo e del fatto che la colpa era solo nostra se abbiamo lasciato tutto aperto. Ad un tratto è arrivato Di Maio e con un linguaggio colorito ha cominciato ad offendermi e a dirmi che io la laurea me la sono comprata. Continuava e continuava ad usare parole poco gradevoli. Io l’ho invitato a calmarsi insieme ad altri medici, ma lui niente. Dopo che si è calmata la situazione sono andato in caserma e ho raccontato i fatti ai carabinieri, con i medici per testimoni".

A questa redazione non sono ancora pervenute dichiarazioni ufficiali da parte dei responsabili del servizio di guardia medica di Marina di Camerota, sia sulla vicenda del disservizio, segnalata dal nostro giornale sia, sia sulle minacce riservate al nostro cronista. E’ intenzione di questo giornale approfondire la vicenda informando i nostri lettori circa la posizione che assumono i responabili su entrambi gli accaduti. Restiamo ancora in attesa

 

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