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Licinella: sgomberata area demaniale occupata abusivamente

di Maria Antonia Coppola

La polizia locale di Capaccio, diretta dal comandante Antonio Rinaldi, nei giorni scorsi ha effettuato delle indagini dalle quali è stata accertata l’abusiva occupazione di aree demaniali situate in località Licinella, alle spalle della Chiesa e confinante con il Parco dei Tigli. Si tratta di circa 15.000 mq di terreno occupato abusivamente da persone residenti in loco, frazionato in piccoli lotti mediante recinzioni precarie per poi adibirli a coltivazione di ortaggi. Inoltre, vi erano state realizzate strutture fatiscenti adibite a deposito di materiale edile ed a ricovero di animali da cortile, il tutto finalizzato a sottrarre la libera disponibilità e fruibilità dell’area demaniale.

Sono una decina le persone indagate che verranno deferite all’Autorità Giudiziaria per illecita occupazione demaniale. Gli accertamenti dei giorni scorsi sono stati effettuati con l’ausilio del personale dell’Ufficio Tecnico comunale, il quale ha provveduto ad effettuare i rilievi tecnici del caso. È stata così emessa un’ordinanza di sgombero cui è stata data immediata esecuzione. Infatti, il sindaco Pasquale Marino, attraverso l’assessore ai Lavori Pubblici, Roberto Ciuccio, ha disposto lo sgombero coatto mediante demolizione di tutte le opere edili abusive realizzate sull’area demaniale. Le operazioni sono iniziate alle prime luci dell’alba con l’impiego di mezzi meccanici, con la zona presidiata dal personale della polizia locale. Le stesse sono tutt’ora in corso e termineranno tra qualche giorno, anche se l’area è stata già completamente sgomberata e sono in corso lavori di livellamento.

“Il concetto di sicurezza urbana comprende anche il recupero di aree degradate o abusivamente occupate per adibirle a finalità sociali – ha spiegato il sindaco Marino – pertanto sottolineo la valenza delle indagini portate a termine dalla polizia locale in un quadro di prevenzione e controllo costante del territorio, affinché lo stesso non venga deturpato da opere abusive e strappato alla collettività”.

 

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