«Io ragazza disabile vittima di un episodio vergognoso nel Cilento»

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«Nel Parco del Cilento e precisamente ad Ascea il 29 settembre scorso si è tenuto un pubblico evento basato sul pensiero filosofico del compaesano Parmenide (580 a.c.)». Inizia così la lettera firmata da Anella D’Angelo che è stata inviata alla redazione del nostro giornale. «Il pubblico evento con Vittorio Sgarbi come direttore artistico, aveva come ospiti di rilievo Ornella Muti, Gérard Depardieu, Gianfranco Vissani e altri. Ad organizzare il festival è la Scabec (Società campana del ministero dei Beni Culturali), cioè hanno fittato come location dell’evento la Fondazione Alario (palazzo ristrutturato ed idoneo all’occorrenza) e stesso gli scenografi della Scabec si sono interessati ad allestire la sala e lo schermo all’esterno ma nell’allestimento hanno ben pensato di utilizzare lo scivolo laterale al teatro ,che permette l’ingresso fin sotto il palco per le carrozzelle e, oltretutto poi, per evitare meglio l’accesso, hanno anche posizionato dei pannelli in modo da rendere ancor più inaccessibile l’ingresso a chi come ausilio per spostarsi usa carrozzine e giustificandosi dicendo che al  fine di ottenere una migliore scenografia l’evento era inaccessibile e se si presentava un disabile si accomodava nello spazio all’aperto (sperando che non pioveva!)». Chi scrive ha 37 anni, è residente ad Ascea e vive in carrozzina.

«A questo punto domando alla Scabec se si sono resi conto dello  sbaglio fatto sia a tutte le persone che purtoppo già odiernamente vivono lo spettro del dover dipendere da altri. lo sbaglio nei confronti e del Comune di Ascea e del proprietario dello stabile che pur avendo la struttura a norma deve avere una brutta recensione. Comunque il decreto ministeriale del 14 aprile 2016 n.111, art.unico, comma 2, d) di aggiornamento al dm 507\1997 dispone l’ingresso gratuito ai monumenti, musei, gallerie, scavi di antichità, parchi e giardini monumentali ai portatori di handicap e ad un loro familiare o ad altro accompagnatore che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria. Non vieta, dunque, l’accesso dicendo di andare fuori! I cani vengono trattati meglio! E’ una vergogna che per la politica e le istituzioni locali nel 2019 si comportino in questo modo» conclude Anella.

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