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Domani mobilitazione nazionale studentesca in molte piazze italiane: da Nord a Sud la risposta delle scuole c’è

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Domani mobilitazione nazionale studentesca in molte piazze italiane: da Nord a Sud la risposta delle scuole c’è

 

In tutta Italia c’è frenesia e molta voglia da parte di una grande parte degli studenti di cambiare strada,procedere contro la corrente, o forse contro chi mette il bastone fra le ruote della macchina che li conduce verso il proprio futuro. Per domani è stato indetto uno sciopero; l’UDS, Unione degli Studenti, lancia un appello e invita tutti a mobilitarsi, a lottare per cercare di ottenere ciò che si considera giusto. Lo slogan più gettonato, quello che si legge spesso sul web e tra i corridoi delle scuole è: "Il sapere non è in vendita. La scuola va cambiata, non tagliata". Diverso invece è il messaggio-bandiera con cui l’UDS ha voluto marcare questa manifestazione: "Diamogli una lezione".

Oggi, gli alunni degli istituti di tutta Italia sono stati impegnati nella preparazione di striscioni e stendardi da esporre domani in piazza; i rappresentanti d’istituto hanno fatto girare in tutte le aule un elenco di rivendicazioni, articolato in ben 15 punti.

L’Unione degli Studenti lancia un appello per la mobilitazione generale agli studenti e allle studentesse, attraverso la seguente piattaforma rivendicativa:

1.Ritiro dei tagli all’istruzione e immediata reintroduzione sul posto di lavoro di tutte le precarie e i precari della docenza e del personale tecnico amministrativo;

2.Rimessa in discussione radicale del provvedimento di riordino degli istituti superiori che andrà in vigore dal prossimo anno e prevede un drastico taglio di ore al fine di risparmiare soldi;

3.Portare la spesa pubblica corrente sulla conoscenza e i saperi al 10 % del Prodotto Interno Lordo (contro il misero 3,9% attuale). Le risorse possono essere recuperate annullando la costruzione dei 131 cacciabombardieri f-14 del sistema d’arma Joint Strike Fighter (che il Governo italiano ha autorizzato a costruire per un valore di 14 miliardi di euro) e cancellando il piano di sviluppo infrastrutturale pari a 5 miliardi di euro in favore della dittatura libica di Gheddafi;

4.Riconversione totale dei circuiti telematici della rete scolastica dal sistema Microsoft al sistema operativo gratuito Linux, con conseguente impiego delle quote di risparmio nell’ ammodernamento delle strutture tecnologiche e nel loro impiego a fini didattici;

5.Legge quadro nazionale per il diritto allo studio: Pur essendo il diritto allo studio materia di competenza delle regioni, chiediamo che lo Stato individui dei livelli minimi di accesso allo studio (trasporti, libri di testo, mense, borse di studio, accesso alla cultura, ecc) ;

6.Istituzione del “reddito di formazione”, ovvero un reddito per gli studenti, garantito attraverso forme dirette, ovvero borse di studio distribuite a prescindere dal reddito, e forme indirette, ossia l’erogazione gratuita di servizi quali i trasporti, libri di testo, e tutto ciò che rientra nell’ambito della cultura.

Abolizione della legge 30 che istituisce forme di precarietà devastanti e che impedisce, una volta concluso il ciclo formativo, di accedere ad un lavoro stabile e appagante;

7.Piano di finanziamento straordinario al fine di coprire l’assistenza totale per il recupero debiti (che il Ministro Fioroni nel 2007 aveva promesso e mai mantenuto per l’impossibilità delle scuole di coprire economicamente i corsi), attraverso sportelli settimanali che possano avviare percorsi individuali di risanamento delle lacune didattiche;

8.Istituzioni di Commissioni Paritetiche docenti-studenti in tutte le scuole secondarie di 2° grado che possano discutere i metodi e i contenuti delle lezioni (ormai vecchi di decenni, in molti casi) e creare un sistema di didattica partecipata e non schiacciata sulla discrezione dell’insegnante e sulla logica della lezione frontale;

9.Riforma della valutazione con conseguente ritiro dell’ultimo regolamento varato dal Ministero (che prevede la valutazione in decimi per tutte le scuole, la partecipazione degli insegnanti di religione cattolica agli scrutini in cui si definiscono i crediti formativi, la ammissione alla maturità solo per gli studenti che abbiano sei in tutte le materie, non garantisce gli studenti dal voto in condotta, ecc).

Abolizione del voto in decimi e istituzione di un sistema di valutazione a giudizio come avviene nella quasi totalità dei Paesi Europei; abolizione voto di condotta; sistema di corsi di aggiornamento permanenti per il corpo docente e introduzione di un sistema di valutazione dell’insegnamento ;

10.Ritiro del PdL Aprea (che mira a privatizzare la scuola trasformando i consigli di istituto in consigli di amministrazione non garantendo la rappresentanza degli studenti) e apertura di un dibattito pubblico sul ruolo e la funzione degli Organi Collegiali e sulla governance scolastica che possa dare avvio ad un provvedimento di Riforma complessiva;

11.Cambiamento della materia di religione cattolica in “Storia delle religioni e dei culti”, il cui reclutamento del personale docente sia di totale competenza dello Stato e senza alcun peso specifico negli scrutini finali;

12.Ritiro immediato del “pacchetto sicurezza” e delle forze militari presenti nelle città con finalità di ordine pubblico e ritiro delle ordinanze che impediscono la mobilità dei cortei;

13.Libero accesso alle informazioni: copertura wi-fi nel 100% del territorio nazionale; potenziamento della Carta “Io Studio” al fine di garantire agli studenti gratuità a musei, cinema, monumenti, teatri e mostre artistiche nazionali e estenzione della carta anche agli studenti universitari;

14.Non vogliamo mica la luna;

15.Vogliamo l’universo.

In molti istituti superiori del Cilento si prepara la manifestazione di domani. In particolare, quest’oggi presso l’ITCG "Leonardo da Vinci" di Sapri si è tenuta un’assemblea straordinaria con i rappresentanti di classe, per fare il punto della situazione e decidere luogo e ora per l’inizio del corteo. "Noi studentesse e studenti abbiamo affrontato da sempre l’incapacità dei governi a considerare la scuola e la formazione come risorse su cui basare una prospettiva di uguaglianza e giustizia sociale, nonchè misura in cui costruire una società di diritti e non di compromessi e barbarie", affermano alcuni studenti. Altri hanno aggiunto: "Siamo studenti che non hanno governi amici ma che credono nella possibilità di tutelare i beni comuni attraverso la mobilitazione, il conflitto, la socialità e l’aggregazione". Infine un ultimo ragazzo afferma: "Un appello che vogliamo estendere anche alle organizzazioni di rappresentanza sociale, ai precari della formazione, alle lavoratrici, ai lavoratori e alla cittadinanza, affinchè insieme a noi portino avanti la lotta nell’autunno che abbiamo avanti".
"I ragazzi – si legge sul sito dell’UDS – credono che la scuola vive un processo di privatizzazione e di mercificazione che considera i saperi semplicemente come strumenti di profitto. Quindi per loro avanza l’idea di una scuola in cui si possa attuare il più grande ed ingiustificato licenziamento di massa".
Le lamentele sono tante e gli studenti sono molto critici nei confronti dell’attuale ministro dell’istruzione. E’ ciò che si percepisce anche su Facebook. Si può infatti notare la creazione di vari gruppi che incitano e invitano tutti a partecipare al corteo. In alcuni ci sono addirittura gli orari e i luoghi di appuntamento in ogni città: a Sapri il corteo partirà alle 8.30 da piazza San Giovanni, mentre a Salerno alle ore 9.00 dal piazzale ferrovia.



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