Jorge Troccoli accusato di torture sarà estradato in Uruguay con la firma del presidente Mattarella

Dopo avere macinato vittime non soltanto fisiche, ma anche diplomatiche come l’ambasciatore Albin (saltato a causa della fallita estradizione tentata in precedenza), il caso ‘Plan Condor’,  con protagonista Jorge Troccoli, giunge a un epilogo. C’è la firma di Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, in visita in Uruguay, sull’accordo per l’estradizione del militare rifugiato in Italia. Infatti Jorge Troccoli si troverebbe in Italia proprio per sfuggire alla volontà dello stato uruguaiano, ma anche delle vittime dei massacri compiuti dai governi militari, di processarlo e, con ogni probabilità condannarlo. Troccoli riuscì a rifugiarsi diversi anni fa nel Cilento, a Marina di Camerota, proprio per avere dimostrato di possedere doppia cittadinanza grazie alla discendenza proveniente dal borgo di pescatori cilentano. Suo nonno fu quel Pietro Troccoli, noto per essersi reso protagonista, alla fine dell’800 della prima traversata Atlantica, mai documentata prima nella storia, compiuta con una imbarcazione da diporto, il Leone di Caprera (oggi custodito all’interno del museo della Scienza e della tecnica).

L’attualità tuttavia vuole che Angelino Alfano, attuale ministro degli Esteri ha firmato anch’egli l’accordo con il paese Latino americano in occasione della visita di Mattarella. E’ lo stesso ministro che alcuni anni fa fu costretto, in qualità di ministro della Giustizia, a rigettare la richiesta di estradizione da parte delle autorità uruguaiane. Troccoli deve rispondere in Italia, in un eventuale processo di secondo grado e poi in Cassazione (al primo è stato assolto), di gravi reati come quello della tortura verso anche altri connazionali italiani, come pure in Uruguay. Parliamo della nota storia dei desaparecidos, oppositori politici che venivano sequestrati dai militari delle dittature dell’Uruguay, dell’Argentina, del Paraguay e del Cile, quindi torturati e poi fatti sparire. A Troccoli vengono contestati sparizioni relative proprio alle azioni dei militari concordate con il plan Condor, l’accordo tra le nazione, a unire le forze per compiere rastrellamenti e abusi contro appunto gli oppositori politici. Troccoli, componente del Fusna, dei servizi segreti della Marina militare, era considerato tra i più efficaci degli esponenti militari e fu protagonista delle relazioni tra i militari uruguaiani e quelli argentini. Ora dovrà tornare in Uruguay e dovrà subire un processo che ha un valore storico per tutta l’America Latina oltre che giudiziario. Le ultime informazioni su di lui lo collocano a Battipaglia, dopo un trasferimento dal centro di Marina di Camerota.

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